Una mia riflessione sul Corriere Romagna inserto Verde

Ecco la mia proposta su Verde – Corriere Romagna
“Se è vero che ogni crisi porta con sé anche delle opportunità, penso sia arrivato il momento di prefiggerci nuove sfide e di fare di Rimini la nuova Capitale della Neutralità climatica.
Adesso come adesso può apparire difficile, utopistico, ma, come dice l’architetto Hundertwasser, ‘se uno sogna da solo, è solo un sogno; se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà’ .
Lo sviluppo sostenibile, il green, la ricerca di una armonia tra attività umane ed ecosistemi naturali, non sono un settore dell’economia, ma il nuovo paradigma della crescita, della lotta alle diseguaglianze sociali e alle pandemie.
Come sappiamo sanità, economia e ambiente sono elementi strettamente interconnessi tra loro che richiedono una sintesi tra sostenibilità ed equità, e che, soprattutto, ci interrogano su nuovi metodi e soluzioni da mettere in campo.
È il momento di cambiare rotta. O ancora meglio di perseguire con più coraggio una strada che Rimini ha già imboccato. Proprio per una città turistica come la nostra sarebbe un percorso particolarmente importante in termini economici, competitivi, di salute e benessere. Il fattore ambientale è ormai la prerogativa per un territorio che vuole essere moderno, inserito in un mercato efficiente; è la chiave di ogni cambiamento e innovazione.
La Mission Board for climate-neutral e smart cities ha proposto alla Commissione europea il progetto “100 città europee a neutralità climatica, entro il 2030”, un’iniziativa molto ambiziosa che guarda alle realtà urbane come i principali motori della transizione green e che come città di Rimini dobbiamo senza meno abbracciare.
Dovrà essere una delle principali missioni della prossima amministrazione, a cui non possiamo sottrarci. Lo dobbiamo soprattutto ai nostri giovani. Ripensando a vecchi schemi e realizzando nuovi modelli, più integrati e integranti. È dai territori che parte lo sviluppo sostenibile, la qualità dell’aria passa da questi. Come riporta la Commissione europea, le città occupano solo il 3% della superficie terrestre e ciononostante sono la causa del 72% delle emissioni di gas serra. Un dato preoccupante, che deve fungere da monito per fare di più. Servirà un impegno tenace. Uno dei primi step è quello di aumentare la diffusione degli impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni industriali e delle abitazioni, sui parcheggi e sulle aree dismesse. Il Comune di Rimini, con il supporto del Piano Strategico, deve elaborare un ambizioso piano per la transizione energetica che, tra le varie cose, si ponga anche quello di produrre idrogeno verde per alimentare una rete di trasporto pubblico locale a idrogeno. L’idrogeno verde potrebbe diventare anche il vettore energetico per gli alberghi e le attività industriali più energivore. In parallelo serve investire sull’elettrificazione della mobilità. Si dovrà puntare sempre di più sull’auto come servizio e non come mezzo di proprietà, sulla necessità di investire in una sinergia tra pubblico e privato volta a garantire un servizio di car sharing su tutta la costa e in grado di mettere in campo una flotta di veicoli ecologici facilmente accessibili anche economicamente.
Le nostre strade non possono diventare un parcheggio a cielo aperto, ma devono essere spazi fruibili dalle diverse forme di mobilità con infrastrutture adeguate. Ecco che bisogna favorire l’utilizzo dei treni e servizi di mobilità quali Metromare, bus, auto elettriche a noleggio, biciclette e cargo-bikes.
C’è poi il tema dei collegamenti tra il centro e le periferie, che dev’essere oggetto di un serio miglioramento.
Se in questi anni si è spinto molto per rendere Rimini più bella, vivibile e attraente, il prossimo decennio dovrà focalizzarsi sulle trasformazioni strutturali. Anche il tessuto industriale riminese, ricco e molto vario, dev’essere protagonista della de-carbonizzazione. Si dovrà lavorare per creare aree industriali green, puntando sulla digitalizzazione, sulla creazione di piattaforme per l’economia circolare (il rifiuto di un’azienda può diventare a sua volta materia prima, quindi domanda e offerta vanno messe in contatto), sull’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Rimini deve rinascere “con il verde”, attraverso un’urbanistica strategica, che richiede un lavoro di squadra tra istituzioni, associazioni, imprese, categorie, scuole, università e cittadini. Essere tra le 100 città europee a neutralità climatica entro il 2030 non sarebbe solo una semplice medaglia da esporre, ma una vera e propria attestazione di presa di coscienza collettiva, di una concreta volontà di essere una città all’avanguardia, sostenibile, simbolo nel mondo della transizione ecologica”.
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