Preoccupazione per i tagli del personale scolastico per l’anno 2026/2027

L’anno scolastico che sta per iniziare parte con una grave carenza: 2174 collaboratori scolastici in meno nelle scuole superiori.
Il taglio è previsto dalla legge di Bilancio 2025 ed è stato tradotto nei nuovi organici dal ministero dell’Istruzione. I collaboratori scolastici passano da 131.143 a 128.969. I posti eliminati sono tutti nelle scuole superiori: 1.294 nei licei e 880 negli istituti tecnici, professionali e nei licei artistici.

Il governo ha contemporaneamente autorizzato migliaia di assunzioni ATA, ma servono soprattutto a coprire pensionamenti e posti già vacanti: non cancellano la riduzione dell’organico.
La scelta arriva mentre torna al centro il problema di quanto poco la scuola riesca a coprire la vita quotidiana delle famiglie. Il gap a livello regionale rimane di 99 unità rispetto all’anno precedente.

La ripercussione ovviamente ci sarà a ricaduta anche in Emilia-Romagna e in provincia di Rimini.
A livello regionale saranno 112 le unità tagliate, scelta scollegata dalla realtà quotidiana delle scuole emiliano-romagnole, dove negli ultimi anni sono aumentati il numero degli studenti con disabilità, la complessità organizzativa degli istituti e i carichi amministrativi.
Di queste, ben 29 ricadono sulla Romagna, che da sola concentra oltre un quarto dell’intera riduzione regionale: il 26% dei tagli complessivi. In provincia di Rimini saranno tagliate 9 unità.
Nonostante questo scenario, i calcoli effettuati dal sistema informativo ministeriale hanno determinato una riduzione significativa del personale ausiliario, che svolge attività considerate essenziali per il funzionamento degli istituti: dalla vigilanza alla sorveglianza degli studenti, dalla sicurezza all’apertura e chiusura dei plessi, fino alla pulizia degli ambienti e all’assistenza degli alunni con disabilità.
Se non verrà invertita la tendenza, con un rafforzamento degli organici, diventerà sempre più difficile garantire la regolarità delle attività scolastiche, la sicurezza degli studenti e la qualità complessiva del servizio educativo. Il tutto a fronte di un quadro in cui le scuole secondarie di secondo grado mantengono numeri sostanzialmente stabili grazie alla crescita degli studenti iscritti.
Come Partito Democratico continueremo a difendere una scuola pubblica che garantisca stabilità degli organici, sicurezza e qualità del servizio, in quanto ogni riduzione di personale produce effetti reali sulle condizioni di lavoro, sugli studenti e sull’intera comunità scolastica.

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