Tumore al seno, 30 anni di screening in Romagna. A Rimini oltre 10mila mammografie l’anno

Petitti (Pd): “Un modello che salva vite. La prevenzione è un diritto da difendere e rafforzare a livello locale”

RIMINI – A trent’anni dall’ingresso della Romagna nel programma regionale di screening mammografico (1996–1998) l’Emilia‑Romagna conferma il suo ruolo di pioniera nazionale nella prevenzione oncologica. “I dati della Rete Oncologica Regionale e della AUSL Romagna – evidenzia la vicesegretaria del PD Emilia-Romagna  e consigliera regionale, Emma Petitti –  mostrano un territorio che continua a registrare tassi di adesione tra i più alti d’Italia, con una partecipazione allo screening mammografico stabilmente superiore alla media nazionale”.

Nella sola provincia di Rimini si eseguono oltre diecimila mammografie l’anno, con un tasso di richiamo per approfondimenti diagnostici che si attesta intorno al 5–7%, in linea con gli standard regionali. Le sedi di screening di I livello sono distribuite tra Rimini, Santarcangelo, Cattolica e Novafeltria, mentre gli approfondimenti di II livello sono centralizzati presso l’Ospedale Infermi.

La Breast Unit Romagna – tra le più strutturate del Nord Italia – effettua oltre seicento interventi l’anno in tutta la Romagna, di cui circa un quarto negli ospedali riminesi. La sopravvivenza a cinque anni per tumore al seno supera il 90%, confermando l’efficacia della diagnosi precoce e dei percorsi multidisciplinari.

“Accanto ai servizi sanitari – continua la Petitti – un ruolo decisivo è svolto dalla rete delle associazioni di volontariato femminile, attiva da decenni nel sostegno alle pazienti, nella promozione della prevenzione e nella costruzione di una cultura comunitaria della salute. Una rete ampia e articolata, che comprende realtà storiche e nuove iniziative diffuse in tutta la provincia”.

Un modello che funziona, ma che oggi deve affrontare nuove sfide

La vicesegretaria del PD regionale si sofferma poi sulle possibili soluzioni per portare il modello sanitario locale oltre le dinamiche, anche complesse, emerse nel corso degli anni. Pur in un quadro complessivamente positivo, emergono alcune variabili da analizzare e che richiedono attenzione politica e investimenti mirati.

1. La pressione sul personale sanitario

La domanda di screening cresce, mentre la disponibilità di radiologi e tecnici specializzati non aumenta allo stesso ritmo. Ne derivano carichi di lavoro elevati e tempi di refertazione che rischiano di allungarsi. La risposta possibile è un investimento strutturale nella formazione, nell’attrazione di nuovi professionisti e nella valorizzazione delle competenze già presenti.

2. Le differenze territoriali nell’accesso

Le aree periferiche della provincia non sempre hanno la stessa facilità di accesso ai servizi rispetto ai centri maggiori. La soluzione passa dal potenziamento delle unità mobili, dall’ampliamento delle fasce orarie e da campagne di sensibilizzazione mirate alle comunità locali.

3. L’aumento della popolazione da monitorare

L’invecchiamento demografico e l’ampliamento delle fasce di età coinvolte negli screening richiedono un ulteriore potenziamento delle apparecchiature e delle sedi. La prospettiva è quella di un piano pluriennale che rafforzi la Breast Unit e consolidi la rete territoriale.

«Trent’anni di screening mammografico in Romagna – conclude la Petitti – significano migliaia di diagnosi precoci e migliaia di vite salvate. La nostra regione è stata pioniera nella prevenzione oncologica e continua a esserlo grazie al lavoro straordinario dei professionisti sanitari e alla forza delle associazioni di donne che ogni giorno sostengono, informano, accompagnano. Oggi però non basta celebrare: dobbiamo investire, innovare, rafforzare la rete. La prevenzione è un diritto e la sanità pubblica è il luogo dove questo diritto diventa realtà. La Romagna lo ha dimostrato per trent’anni. Ora dobbiamo garantirlo per i prossimi trenta».

 

Crisi Aeffe: subito un tavolo istituzionale della Regione Emilia‑Romagna

Crisi Aeffe: subito un tavolo istituzionale della Regione Emilia‑Romagna
“Inaccettabile scaricare il peso della riorganizzazione su lavoratrici, lavoratori e comunità. Saremo al fianco del territorio fino alla soluzione”.

 
La Regione Emilia‑Romagna è pronta a convocare un tavolo istituzionale con le amministrazioni locali per affrontare la crisi del Gruppo Aeffe. È necessario un confronto immediato, serio e responsabile, perché una riorganizzazione che coinvolgerebbe 221 lavoratrici e lavoratori tra San Giovanni in Marignano e Milano – quasi l’80% della forza lavoro nel sito riminese – non può essere gestita scaricando il peso sulle persone e sulle comunità.
Oggi eravamo a San Giovanni in Marignano, insieme all’assessore regionale alle politiche attive e passive del lavoro Giovanni Paglia, per portare la presenza e la solidarietà della Regione Emilia-Romagna. Quando lavoratrici e lavoratori scioperano per difendere il diritto al lavoro, le istituzioni devono esserci e fare sentire la propria presenza, il proprio ruolo. È stata una giornata importante, che conferma la gravità della situazione e la necessità di un impegno collettivo condiviso.
La scelta di avviare una procedura di licenziamento collettivo di queste dimensioni è inaccettabile. Una crisi aziendale non può essere risolta tagliando posti di lavoro e impoverendo territori che hanno contribuito per decenni alla crescita del settore moda. La responsabilità sociale d’impresa non è un optional: è parte integrante del patto che tiene insieme sviluppo, dignità e diritti.
Per questo chiediamo all’azienda di valutare tutte le alternative disponibili: proroga degli ammortizzatori sociali, percorsi di ricollocazione, accompagnamenti alla pensione, soluzioni volontarie. Strumenti che in Emilia‑Romagna hanno spesso permesso di gestire crisi complesse senza sacrificare intere comunità.
Il passaggio al Ministero non sarà l’ultimo. Come Regione intendiamo rafforzare il nostro ruolo, coordinare il territorio e contribuire alla ricerca di soluzioni che salvaguardino l’occupazione e il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori di Aeffe. La nostra vicinanza a San Giovanni in Marignano non è netta, politica, sociale, istituzionale e umana.
Continueremo a esserci, con determinazione, fino a quando non sarà individuata una strada che tuteli il lavoro e la coesione sociale

Una mia riflessione sull’inizio dell’anno scolastico 2024-2025 e sullo Ius Scholae

La mia lettera alle studenti e agli studenti Emiliano-Romagnoli, più una riflessione su Ius scholae, con i numeri della regione e della provincia di Rimini.

L’anno che sta per iniziare sia finalmente quello buono per l’attuazione dello Ius scholae. Un diritto che riguarda 99 mila studenti della Regione, di cui quasi 6 mila a Rimini”.

 

Questa mattina ho avuto il piacere e l’onore di  inviare, a nome della Regione Emilia-Romagna, la mia lettera di saluti e augurio (che allego) per le studenti e gli studenti che stanno per iniziare un nuovo anno scolastico. Un abbraccio simbolico in un momento così importante per tante famiglie del nostro territorio. Lunedì 16 settembre avrò poi, sempre a nome della Regione Emilia-Romagna, la soddisfazione di portare un saluto nel corso della prima campanella al Liceo linguistico ed economico sociale nel centro studi di Viserba (in cui avrò il piacere di conoscere la nuova dirigente scolastica, Roberta Fantianto)sempre a Rimini, al Liceo scientifico “Einstein” in cui ho compiuto i miei studi superiori. Sarà l’occasione per salutare e  ringraziare di persona le docenti e i docenti che, con professionalità, sacrificio e dedizione portano avanti una dei lavori più difficili e fondamentali per la nostra comunità. Una professione che, come ci ha ricordato Elly Shlein, andrebbe valorizzata, a partire dall’adeguamento di stipendi che, ad oggi, sono invece tra i più penalizzati in Europa.

Visto il particolare momento storico, e dati alla mano, voglio però cogliere questa data simbolica anche per una riflessione politica su un tema fondamentale così al centro del dibattito sui media nazionali e locali, lo Ius scholae. Purtroppo il dubbio che l’apertura di una parte della maggioranza al Governo si rilevasse alla prova dei fatti sono un dibattito agostano, lo abbiamo avuto nel corso  delle votazioni all’emendamento proposto dal PD all’interno del ddl Sicurezza, in cui si proponeva che al completamento di un ciclo scolastico di 5 anni si potesse richiedere la cittadinanza italiana per le studenti e gli studenti con cittadinanza non italiana. Proposta respinta, senza troppe spiegazioni o alternative, come a dire, “abbiamo scherzato”, spegnendo una promessa di speranza, una risposta concreta alle ragazze e ai ragazzi, alle loro famiglie e al loro giusto desiderio di appartenere ed essere riconosciuti per quello che in realtà già sono, italiani a tutti gli effetti.

Una scelta, quella del Governo, che lontana da proporre alternative concrete, rischia di lasciare in un vicolo cieco lo Ius scholae. Eppure i numeri messi nero su bianco proprio dal Ministero dell’Istruzione evidenziano l’urgenza di questa misura.

 

I numeri di Rimini e dell’Emilia-Romagna

A Rimini gli alunni con cittadinanza non italiana sono, secondo gli ultimi dati resi disponibili dal Ministero dell’Istruzione, 5.982, pari al 14,5% del totale. Situazione disomogenea con gli estremi della via Emilia che si segnalano anche come estremi numerici, se Rimini è la provincia dell’Emilia-Romagna dove minore è l’incidenza percentuale di alunne e alunni con cittadinanza non italiana (14,5%), Piacenza è quella con il dato percentuale superiore, addirittura sopra il 24%.

 

Infanzia primaria I grado II grado Totale
Rimini – provincia 542 2.187 1.217 2.036 5.982
15,8% 16,7% 13,0% 13,1% 14,5%

 

Infanzia primaria I graado II grado Totale
Emilia-Romagna 12.868 39.573 21.196 25.657 99.294
27,6% 22,8% 18% 12,6% 18,4%

 

Fonte Dati: selezione da Anagrafe Nazionale Alunni, maggio 2023. Esclusa Istruzione degli Adulti. Sito Ministero Istruzione

 

I dati più recenti sul numero di alunni e studenti con cittadinanza non italiana frequentanti le scuole statali dell’Emilia-Romagna si riferiscono all’anno scolastico 2022/2023 (Dati: Anagrafe Nazionale Alunni, aggiornata a maggio 2023 per l’a.s. 2022/2023). Numeri che evidenziano la presenza costante, da diversi anni scolastici, di alunne e alunni con cittadinanza non italiana in tutti gli ordini e gradi scolastici, a conferma ulteriore della loro consolidata presenza in Emilia-Romagna.

Gli alunni con cittadinanza non italiana, provenienti da contesti migratori, le nuove generazioni di giovani di origine straniera nati in Italia, gli alunni con vissuti migratori personali o familiari e i minori stranieri non accompagnati rappresentano vissuti complessi, diversificati e spesso difficili, accomunati dal bisogno di un’effettiva integrazione scolastica e sociale.

La speranza, ora, è che si sviluppino i presupposti per un nuovo percorso in Parlamento, e che l’anno scolastico alle porte sia ricordato come l’inizio di una nuova speranza di inclusione e diritti per una parte così importante di nostri concittadini emiliano-romagnoli e riminesi.

 

 

Con Michele de Pascale nella sua visita riminese in aziende e al Meeting

Visita riminese per il sindaco di Ravenna e candidato a presidente della regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il quale, accompagnato dalla presidente dell’assemblea legislativa Emma Petitti e dal sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, ha fatto visita a tre aziende, leader nei loro settori.

Primo appuntamento al Gruppo Maggioli a Santarcangelo di Romagna, azienda leader nell’editoria, nella formazione, nella consulenza e nel supporto operativo a enti locali, pubbliche amministrazioni, aziende private e liberi professionisti. Alla presenza anche del sindaco Filippo Sacchetti e di Alice Parma, de Pascale ha incontrato Manlio e Paolo Maggioli e ha visitato lo stabilimento, apprezzandone molto anche la modalità innovativa relativa a metodi di organizzazione del personale.

In seguito, la visita a Bluenext di Rimini e l’incontro col titolare Bonfiglio Mariotti, occasione utile per un confronto rispetto al settore in cui opera l’azienda riminese, specializzata in gestionali software per le imprese.

La breve pausa ha rappresentato l’occasione per assaggiare le specialità della Lella al Mare e anche per un incontro con Stefano Mazzotti alla Community 27, emblema dell’apertura riminese e del saper accogliere tutti con sentimenti di uguaglianza, solidarietà, rispetto e tolleranza, caratteristica che riguarda non solo gli ospiti ma anche le ragazze e i ragazzi che vi lavorano.

Infine, al 𝑻𝒆𝒄𝒉𝒏𝒐𝒍𝒐𝒈𝒚 𝑪𝒆𝒏𝒕𝒆𝒓 di Scm a Rimini, recentemente ampliato e ammodernato. E’ stata l’occasione per un confronto con il manager Giovanni Gemmani rispetto alle prospettive dell’impresa (leader mondiale nelle tecnologie per la lavorazione di una vasta gamma di materiali) nell’attuale contesto economico.

Il territorio riminese è un’eccellenza non solo nel settore turistico, dove esprime una leadership storica e riconosciutadichiara Michele de Pascalema anche in quello dei servizi. Tutte le realtà che ho visitato venerdì (Gruppo Maggioli, Bluenext e Scm), sono aziende leader nei propri settori di appartenenza e con loro ho avuto modo di confrontarmi a fondo anche sulle prospettive future che riguardano la nostra regione nei rapporti con le nostre imprese. La vocazione nel settore digitale si è sviluppata enormemente e noi nei prossimi anni avremo bisogno di una riforma strutturale delle politiche di formazione legate alle nuove frontiere delle competenze digitali; in questo senso è nostra intenzione aumentare gli investimenti in conoscenza fin dalla scuola dell’obbligo, orientandoli anche nel potenziamento dell’offerta formativa delle scuole superiori, degli istituti professionali, degli ITS e dell’università. Fare buona impresa significa anche avere una buona qualità del lavoro”.

Alla fine incontro al Meeting con il Commissario Europeo Paolo Gentiloni

Risorse dalla regione per la manutenzione della rete escursionistica

La tutela delle aree protette e delle comunità montane al centro dell’impegno dell’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna e della Regione Emilia-Romagna con il programma regionale per la manutenzione della rete escursionistica che vede finanziato anche un intervento a Montescudo-Montecolombo.
Dal diradamento della vegetazione alla segnaletica: sono interventi certamente minori, ma importanti per mantenere percorribili sentieri di montagna e vallata di interesse escursionistico e turistico.
È importante che queste risorse vadano nelle disponibilità di quei centri più piccoli che con grande attenzione e impegno contribuiscono a mantenere vive queste fondamentali arterie verdi del nostro territorio.

Una mia intervista al Corriere Romagna sul tema delle concessioni demaniali marittime

È difficile commentare le indiscrezioni che escono dal Governo e che sono prive di qualsiasi atto formale rispetto al problema della concessioni delle spiagge. Ho l’impressione che le veline che trapelano servano al Governo per tenere ferme le proteste dei balneari, piuttosto che risolvere i problemi veri.
Sarebbe invece strategico che il Governo andasse in Europa per concordare una linea compatibile con le direttive europee: faccio notare che siamo già in procedura di preinfrazione con rischio concreto di essere denunciati dalla Corte di Giustizia europea. A quel punto non solo i cittadini Italiani pagherebbero una multa salta ma sarebbe il caos totale sulle spiagge italiane.
Cosa fare? Dopo anni di proposte irrealizzabili – comprese quelle dei partiti di governo -, ci sono ora alcuni punti fermi che sono condivisi dalla maggioranza delle forze politiche. Mi riferisco alla necessità di fare i bandi che a parte qualcuno nessuno mette più in discussione.
Il problema è arrivare rapidamente ad una legge quadro nazionale che stabilisca alcuni punti fermi per promuovere i bandi. Mi riferisco in particolare alla salvaguardia delle caratteristiche gestionali delle nostre spiagge fatte da micro e piccole imprese (di conseguenza devono essere messi a bandi piccoli comparti di arenile), la salvaguardia ambientale delle nostre spiagge, la continuità del posto di lavoro e della qualità del lavoro e tutti quegli elementi che possono garantire una gestione qualificata delle nostre spiagge.
Rimane aperto un problema che riguarda l’eventuale indennizzo per il concessionario che non si aggiudica la gara: questo aspetto può essere risolto solo in un confronto con la commissione europea. Ritengo possibile stabilire un valore delle attrezzature che eventualmente passano da una gestione all’altra, mentre è cosa diversa il valore commerciale dell’impresa. La soluzione è quindi in mano al Governo, essendo questa materia di concorrenza. Se non lo facesse, i comuni sarebbero costretti a fare i bandi senza avere una legge di riferimento nazionale e con il rischio che ogni bando sia diverso da comune a comune.
Bene fa la nostra Regione Emilia-Romagna a mettere in campo tutti gli sforzi necessari alla risoluzione del problema, consapevoli comunque che la materia spetta al Governo.
Ne ho parlato oggi con il Rimini • Corriere Romagna, che ringrazio per l’attenzione e la sensibilità ai temi impattanti per i nostri territori e la nostra comunità.

Deliberate dalla regione le risorse a sostegno del progetto relativo ai Viaggi della Memoria

C’è anche una scuola di Rimini tra quelle che nel 2024 riceveranno fondi per i Viaggi della Memoria promossi dall’Assemblea legislativa

Petitti: “Ulteriori risorse per permettere agli studenti di visitare i luoghi simbolo della storia del ‘900. Fondamentale investire su giovani e formazione”

 

L’Istituto Comprensivo Statale “Centro Storico” di Rimini, insieme ad altri cinque istituti emiliano-romagnoli, potrà usufruire nel 2024 dei fondi destinati ai Viaggi della Memoria dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, per un progetto sulla Prima guerra mondiale in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini con visita a Redipuglia, Monte Sei Busi, San Michele e Trieste.

Con l’assestamento di bilancio, infatti, l’Assemblea legislativa ha assegnato ulteriori risorse al bando Viaggi edizione 2023 per lo scorrimento della graduatoria, portando lo stanziamento complessivo per l’edizione in corso a quasi 530mila euro andando a coinvolgere 34 istituti emiliano-romagnoli. Quindi, oltre ai 28 beneficiari individuati in sede di prima valutazione, le altre sei scuole potranno partire nel 2024 con il contributo dell’Assemblea legislativa per i Viaggi della Memoria e i viaggi attraverso l’Europa.

«L’Assemblea legislativa investe sui giovani – commenta la presidente Emma Petitti –. La scuola è fondamentale per trasmettere la memoria della nostra comunità e su questo un punto di vanto è rappresentato sicuramente dal bando “Viaggi della Memoria e Viaggi attraverso l’Europa” che ogni anno consente a migliaia di studenti e studentesse dell’Emilia-Romagna di visitare i luoghi simbolo della Memoria e dell’Europa. Questo bando, rivolto alle scuole dell’Emilia-Romagna, ha l’obiettivo di diffondere una cultura di memoria e di pace, lo sviluppo della cittadinanza attiva e far conoscere la storia dell’integrazione europea. Dal 2020 al 2024, sono stati stanziati più di 2 milioni e mezzo di euro per progetti che hanno coinvolto centinaia di scuole e circa 18 mila ragazzi e ragazze in tutta l’Emilia-Romagna»

«Continueremo a sostenere gli Istituti storici provinciali in un progetto speciale per la celebrazione dell’80° Anniversario della Liberazione che si snoderà anche nel 2025 – aggiunge Petitti – e l’Assemblea sta lavorando alla predisposizione dell’edizione 2024 del bando, che uscirà nei prossimi giorni, per progetti da realizzare nel 2025».

 

 

Il bilancio dei cinque anni di mandato regionale sulle politiche di genere

Politiche di genere, il bilancio di Petitti: “A Rimini 8 case di rifugio e 2 strutture per uomini maltrattanti”

Rimini è la provincia che cresce di più come servizi, ora terza per posti letto in regione, con più di 25 mila notti di ospitalità complessive

Politiche di genere, il bilancio dei cinque anni di mandato regionale. In provincia di Rimini 8 case rifugio, 3 centri antiviolenza e 2 strutture per uomini maltrattanti. Arrivati a 37 i posti letto per ospitare donne vittime e minori. Oltre un miliardo investito in regione, +24,5% nell’ultimo triennio.

 

Petitti: “Rimini è la provincia che cresce di più come servizi, ora terza per posti letto in regione, con più di 25 mila notti di ospitalità complessive”

“Un investimento esponenziale in servizi e progetti che ha portato Rimini – sottolinea la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Emma Petitti –  ad essere la terza in regione per numero di posti letto nelle case rifugio e un riconosciuto punto di riferimento nel contrasto alla violenza e nel trattamento per gli uomini maltrattanti”.

In cinque anni di mandato la Regione Emilia-Romagna ha investito più di un miliardo di euro, con un +24,5% solo nell’ultimo triennio. A certificarlo il Bilancio di genere 2022 pubblicato online proprio in questi giorni.

Nel territorio riminese – ricorda Petitti – questo si è trasformato in un potenziale di crescita lungo tre assi – servizi, reti territoriali, eventi culturali – che hanno aumentato non solo il contrasto alla violenza, ma anche lo sviluppo di una cultura di genere attraverso iniziative nelle città e nelle scuole. Quello dell’incremento dei posti letto è forse il dato più evidente, anche perché spesso l’ospitalità reale è andata anche oltre i 37 posti letto, arrivando anche a 45 in particolari situazioni di emergenza. Una parte importante quella dei servizi, ma più in generale è sul rispetto dei diritti che si sono concentrati i progetti e gli investimenti della Regione Emilia-Romagna”.

 

Incontro con Giuseppina Cassone, nuova Prefetta di Rimini

Nella mattinata odierna, il prefetto Giuseppina Cassone ha ricevuto, presso il Palazzo del Governo, la visita della Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, Emma Petitti.

Il colloquio, svoltosi all’insegna della massima cordialità, è stato occasione per un primo confronto tra Regione e Prefettura, con particolare riguardo alla condivisione delle reciproche conoscenze del territorio possedute da ciascuna delle due istituzioni, nonché su alcune tematiche di interesse in vista di futuri approfondimenti ed analisi.

“Siamo pronti a fare la nostra parte – sottolinea la presidente Petitti – mettendo a sistema in maniera proficua i rispettivi ruoli possiamo rafforzare il coordinamento e il rapporto tra Stato, Regioni e Comuni. E il ruolo della prefettura è fondamentale. Auspico che quella odierna sia solo la prima di una serie di occasioni di confronto e lavoro”.

Il prefetto ha ringraziato per la gradita visita, ribadendo il proprio compiacimento per essere stata destinata alla provincia di Rimini, splendido territorio di confine che abbraccia lidi, pianure ed alture, fungendo da eccezionale cornice a reperti e testimonianze di grande interesse storico nonché ad un vivacissimo tessuto sociale ed economico.

“Sono certa – commenta il prefetto – che non mancheranno le occasioni per una proficua cooperazione tra la Regione e la Prefettura di Rimini. Al giorno d’oggi, infatti, le istituzioni sono sempre più chiamate ad una risposta corale e multilivello alle necessità ed ai bisogni che provengono dai territori” – conclude Cassone.

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