A Rimini ho incontrato la nuova questora Rosanna Lavezzaro

La presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Emma Petitti, ha fatto visita alla nuova questora di Rimini, Rosanna Lavezzaro.

“È stata l’occasione per dare il benvenuto alla prima donna a capo della polizia riminese – commenta Petitti -. Insieme abbiamo affrontato il tema delle prossime sfide da affrontare per la città e delle sinergie da attivare a tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, soprattutto in vista della prossima stagione estiva.
Durante l’incontro estremamente positivo e costruttivo ho dato massima disponibilità come Regione Emilia-Romagna a collaborare nelle relazioni a livello regionale e nazionale – continua Petitti – . Tra le necessità già emerse quelle di rinforzi per i mesi estivi, con la speranza di un invio tempestivo, e il rafforzamento del sistema di videosorveglianza, fondamentale come aiuto e supporto dell’attività degli agenti.

Centrale poi il tema della violenza di genere e quindi l’attenzione e il sostegno alla rete di protezione delle donne già attivata a Rimini e che si intende potenziare sempre di più”.

Intervista al Corriere Romagna sulle tematiche relative al lavoro

Ringrazio il Corriere Romagna per l’ospitalità. Qui l’intervista integrale

 

1 – Petitti, alla vigilia della festa dei lavoratori, che quest’anno si celebra in un contesto così peculiare per via della guerra e per gli strascichi della pandemia, che ruolo crede ricopra il lavoro nella società?

«Innanzitutto credo sia necessario riflettere sul concetto di valore del lavoro. Le battaglie sociali nel tempo hanno fatto sì che il lavoro fosse maggiormente riconosciuto, retribuito e garantito. Oggi, in un’economia globale, occorre ancora soffermarci per porre al centro il valore del lavoro che deve fondarsi su requisiti quali formazione, retribuzione, sicurezza, qualità, continuità e dignità. Garantire un lavoro sicuro e al sicuro, perché anche questo è un tema centrale: nel 2022 i fatti di cronaca relativi alle morti sul lavoro ci consegnano numeri ancora preoccupanti e allarmanti, che si sommano alle oltre 1.200 vittime nel 2021, di cui 110 in Emilia-Romagna. La cultura della sicurezza si fa con gli investimenti e la formazione, ma si fa anche con la sorveglianza per prevenire i vari rischi e accadimenti che non avvengono quasi mai per caso».

2- Se il disagio sociale dipende così strettamente dalle dinamiche lavorative, pensa che si potrebbe intervenire in qualche modo, anche con strumenti legislativi, quindi cogenti? C’è un impegno specifico in Regione?

«La sfida di un’economia globale, sempre più legata alle vicende internazionali, dalla crisi del 2008, alla destabilizzazione portata dall’emergenza sanitaria, a cui si sommano le recenti conseguenze portate dalla guerra in Ucraina, da anni ci vede costretti a misurarci su più piani, a ripensare a un ‘nuovo Patto sociale’ che metta al centro la persona, il vero patrimonio dell’impresa, e non lasci indietro nessuno. Quando si parla di lavoro si parla del concetto della responsabilità di impresa. Se l’impresa è solida e opera in un sistema concorrenziale sano, ci sono tutte le condizioni affinché si riesca a salvaguardare il lavoro in quanto tale e quindi il posto di lavoro. La Regione Emilia-Romagna ha definito a fine 2020 il Patto per il Lavoro e per il Clima mettendo allo stesso tavolo dai sindacati alle imprese, dai territori alle professioni, dalla scuola alle università al Terzo settore per il rilancio e lo sviluppo fondati sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Inoltre ora è diventato Cabina di regia del PNRR con le parti sociali, i territori e tutte le componenti della società regionale, per un utilizzo pieno ed efficace dei fondi».

3- Tra gli effetti della guerra c’è anche l’incremento del costo di beni di prima necessità, dalla benzina al pane. Crede che sarebbe il caso di rivedere i minimi salariali? Si può davvero fare qualcosa?

«La vita costa sempre di più, a seguito dei rincari, ai prezzi dell’energia e dei servizi. Il valore del lavoro e la sua giusta retribuzione si ottengono riducendo la tassazione a vantaggio del salario reale del lavoratore.  L’Italia è l’unico Paese in Europa in cui i salari negli ultimi 30 anni sono diminuiti, soprattutto a scapito dei più giovani, quindi è senz’altro doveroso intervenire. Dobbiamo far crescere i salari più bassi, superare il lavoro povero e precario, recuperare il potere d’acquisto eroso per rilanciare la domanda interna e migliorare la qualità della nostra economia».

4- Cosa pensa dei ragazzi che rifiutano il lavoro nei ristoranti o negli alberghi perché vogliono il week end libero? È tempo di fare sacrifici oppure è giusto mirare a una tipologia di lavoro che abbia ritmi più leggeri?

«A questo riguardo credo sia necessario soffermarsi sulle condizioni lavorative proposte, senza perdere di vista il rapporto tra la retribuzione e il numero di ore di servizio richieste».

5- Cosa direbbe a un ragazzo o una ragazza che invece rifiuta perché preferisce prendere il Reddito di cittadinanza?

«Penso sia soprattutto importante infondere nei giovani fiducia nel proprio percorso, che possa essere di studi o lavorativo. La società al tempo stesso deve essere capace di accogliere e sostenere questa fiducia con risposte adeguate. Accanto all’obiettivo del salario minimo, occorre fare tutto il possibile per evitare che incidano in negativo i contratti pirata sulle categorie più deboli, i giovani e i meno sindacalizzati».

6- Un altro grosso problema in Italia è il precariato, l’assenza per molti ragazzi di un lavoro stabile. Secondo lei, questo diventerà un modello?

«Per via del precariato e dei salari troppo bassi i giovani più qualificati sono i più motivati ad andarsene via, per cercare opportunità migliori all’estero. Si tratta di un fenomeno che grava sulla produttività del Paese. Se non li valorizziamo non solo perdiamo le migliori “forze lavoro”, ragazze e ragazzi su cui abbiamo investito per tutti gli anni di formazione, spendendo importanti risorse pubbliche, ma stiamo anche tradendo la fiducia di una generazione. La più qualificata della storia, eppure al tempo stesso la più precaria e meno retribuita. In questo senso bisogna anche porre fine agli abusi di stage e tirocini nei confronti dei giovani che portano ulteriore precarietà e sfruttamento e favorire l’apprendistato come avvio di un percorso verso il lavoro buono. Ad esempio qualche giorno fa la Regione ha avviato un progetto pilota che vedrà l’assunzione di nove studenti in un’azienda di Reggio Emilia (prima di iniziare il corso di formazione) come specialisti junior di consulenza e supporto tecnico alle aziende. Inoltre in termini di inclusione la Regione ha appena messo disposizione oltre 6 milioni di euro per orientamento e formazione di persone con disabilità».

7- Le donne si trovano a vivere una realtà ancora più complessa, per via dell’assenza di piani di welfare strutturati. Pensa che si possa agire concretamente in qualche modo?

«Le crisi gravano sempre di più su giovani e donne, quindi è fondamentale favorire i processi di ricambio generazionale e sostenere l’occupazione femminile. Nel Pnrr è riconosciuto come centrale il recupero delle energie femminili come motore per la ripresa economica a partire dalla clausola per il 30% di assunzioni di donne. Solo attraverso l’approvazione di leggi mirate, come la recente legge sulla parità salariale e i due schemi di decreto legislativo sulla conciliazione vita-lavoro dei neogenitori, che attenua lo squilibrio nelle responsabilità familiari tra l’uomo e la donna, può trovare compimento. Una strada parzialmente ancora in salita che attraverso un cambio culturale può trovare ampio spazio e condivisione soprattutto nelle nuove generazioni».

 

Liberazione: “Un popolo è stato aggredito. Noi siamo dalla parte di chi soffre”

Parla la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna in occasione del 25 aprile. Solidarietà e accoglienza ai profughi. Parole di sostegno per l’ANPI.

“Il 77esimo anniversario della Liberazione, in questo tragico 2022, assume un significato davvero speciale. Ci troviamo di fronte a uno scenario inimmaginabile fino a poco tempo fa. La guerra, tornata nel cuore dell’Europa, ci fa rivivere un feroce passato che mai avremmo voluto rivedere. Le immagini che arrivano dall’Ucraina ci riportano inesorabilmente alla brutalità degli scontri, alle atrocità subite dalla popolazione civile, alla fuga di donne, bambini e anziani dalla propria terra”. Con queste parole Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, ha aperto la sua dichiarazione per il giorno della Liberazione.

“Così, questo 25 aprile- ha sottolineato la presidente- ci riporta oggi immediatamente al sacrificio di migliaia di uomini e donne che hanno lottato per la conquista di una società libera e democratica, opponendosi alle disumanità della guerra, patrimonio dei valori trasmessi dalle partigiane e dei partigiani che hanno posto nella Resistenza le radici per la nascita della nostra Costituzione antifascista”.

“Nasce allora un’urgenza, uno sforzo ha continuato- verso il cessate il fuoco che deve essere condiviso sul piano internazionale con tutti gli strumenti che la diplomazia ci offre e che richiama il senso più profondo della nostra identità: l’unità fra i popoli. L’Emilia-Romagna si è subito impegnata nell’accoglienza dei profughi che sono fuggiti dalla guerra, arrivando ad accogliere in un mese più di 22mila ucraini, uno sforzo necessario a fronte di un’emergenza che ci vede coinvolti in prima linea, dando alloggi e assistenza, attivandoci per garantire il diritto allo studio dei più piccoli. È stata inoltre avviata una raccolta fondi, sfociata poi in una legge approvata dalla nostra Assemblea legislativa, per investire nella solidarietà oltre 2 milioni di euro”.

“Il conflitto in Ucraina, insieme a tutti gli altri conflitti in corso -ha concluso Emma Petitti- ci impone una nuova sfida sul piano globale, mentre ci sprona a non restare indifferenti di fronte all’aggressione subita dal suo popolo. Per questo stiamo dalla loro parte, dalla parte di chi difende il proprio territorio e la propria autonomia e sovranità, come ha sottolineato anche la presidente dell’ANPI di Bologna, Anna Cocchi, cui in questi giorni va tutto il nostro sostegno. Perché l’ANPI rappresenta un patrimonio imprescindibile per la cura della memoria e dei principi dell’antifascismo e questo non potrà mai essere messo in discussione. E allora il 25 aprile siamo e saremo tutti dalla stessa parte, ‘dalla parte di chi soffre e di chi muore’, attraverso un’Europa solidale che sta trovando in questa crisi le ragioni di una profonda appartenenza. Per la Pace. Per la Liberazione”.

Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, lunedì 25 aprile parteciperà a Rimini in mattinata alla cerimonia ufficiale per il 77esimo anniversario della Liberazione d’Italia.

 

Perugia-Assisi: anche l’Assemblea dell’Emilia-Romagna marcia per la pace

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna aderisce alla Marcia Perugia-Assisi della pace e della fraternità, in programma domenica 24 aprile, organizzata, oltre che dal Comitato promotore, anche dal Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani.

Lo ha comunicato la presidente Emma Petitti al presidente Andrea Ferrari e al direttore generale Flavio Lotti del Coordinamento nazionale.

“A nome dell’Assemblea legislativa esprimo profondo apprezzamento per l’iniziativa, nell’intima convinzione che la libertà, il ripudio della guerra, la democrazia e la solidarietà fra i popoli costituiscano valori universali da affermare, da ricordare, da rinnovare, anche coinvolgendo e sensibilizzando le giovani generazioni”. Così la presidente Petitti nella lettera ufficiale.

“Proprio al fine di affermare tali valori -ha sottolineato la presidente- nella seduta dello scorso 8 marzo scorso l’Assemblea legislativa ha approvato, all’unanimità dei votanti, un atto d’indirizzo politico per ‘condannare fermamente ogni aggressione militare, condividendo le azioni che il governo italiano ha intrapreso e auspicando che la comunità internazionale profonda il massimo impegno per far cessare immediatamente il conflitto’”.

“Nel rinnovare la solidarietà e la vicinanza al popolo ucraino e alle sue Istituzioni -ha concluso Emma Petitti- sono a ringraziare sentitamente il Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti Umani, per l’invito e per aver organizzato – unitamente al Comitato promotore – un’iniziativa di pace così evocativa e ai cui valori l’Assemblea legislativa esprime piena e convinta adesione”.

Dalla regione Emilia-Romagna risorse per il Reddito di Libertà

Sappiamo quanto la mancanza di indipendenza economica possa influire sulla decisione di sottrarsi da una relazione violenta. Ci sono donne che restano anni intrappolate in situazioni di vessazioni e sudditanza psicologica perché convinte di non avere un’alternativa.
Abbiamo un dovere, non abbandonarle.
Per questo la Regione Emilia-Romagna ha deciso di stanziare 1 milione e 300mila euro per il Reddito di Libertà, oltre ai 200mila destinati dal Governo alla Regione, aumentando così il numero di donne accolte dalla rete dei centri antiviolenza che ne possono usufruire.
Costruire percorsi di autonomia è fondamentale per trovare la forza ed il coraggio di uscire da una gabbia, da una condizione che spesso ha generato, oltre alla povertà, un isolamento sociale. Si tratta di uno strumento importante per favorire il processo di una reale emancipazione: economica, lavorativa e sociale.
Non vogliamo restino sole, ma creare prospettive.

A Torino alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali

A Emma Petitti il coordinamento “pari opportunità” della Conferenza delle assemblee regionali

L’incarico è stato conferito in occasione dell’Assemblea plenaria dei presidenti delle assemblee legislative che si è svolta il 31 marzo a Torino.

Alla presidente dell’assemblea legislativa Emma Petitti è stato affidato il coordinamento Pari opportunità e di genere della Conferenza delle assemblee legislative. L’incarico le è stato conferito in occasione dell’assemblea plenaria che si è svolta giovedì 31 marzo a Torino.

“Un ruolo che mi onora -ha sottolineato Petitti-. Il mio impegno sarà quello di perseguire la promozione delle pari opportunità e dell’uguaglianza di genere, così come previsto dalla Costituzione e dalla mission politico-istituzionale delle assemblee legislative. In particolare, nel contesto storico e sociale che stiamo attraversando, persistono ancora criticità che si sono aggravate con la pandemia e che riguardano l’occupazione e l’occupabilità femminile, la parità salariale, le discriminazioni e le violenze che costringono le donne in una condizione di permanente svantaggio. La società tutta non può disperdere o mortificare il protagonismo delle donne per traguardare questo tempo così difficile, un protagonismo che anche nella guerra alle porte dell’Europa si evidenzia come strumento di pace. L’Agenda 2030 dell’ONU ha strategicamente inserito l’uguaglianza di genere fra i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile del pianeta e il Pnrr ha inserito le condizionalità trasversali in ottica di genere come vero e proprio acceleratore di sistema per realizzare la democrazia paritaria. Ciascuno faccia la propria parte. Noi faremo la nostra”.

E di Pnrr, si è parlato, sempre a Torino oggi venerdì 1 aprile, nel seminario tenuto in collaborazione tra la Camera dei deputati e la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome con il consiglio regionale del Piemonte. L’incontro, al quale ha preso parte la presidente Petitti, è stato organizzato per approfondire le modalità attraverso le quali le diverse sedi della rappresentanza democratica potranno indirizzare e monitorare l’attuazione del Pnrr.

31-03-2022 Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.

Il Consiglio reg.le aderisce alle giornate naz.li promosse dall’ass.ne ‘Case della memoria’

Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Guglielmo Marconi, Arturo Toscanini, Giovanni Pascoli, Luciano Pavarotti, Francesco Baracca, Pellegrino Artusi e tanti altri “illustri”: in quelle case ci sono nati e cresciuti. Le pareti, i mobili, i quadri, parlano di loro e ne tengono vivo il ricordo. Sono 17 in Emilia-Romagna le “Case degli illustri” che il 2 e il 3 aprile prossimi apriranno le loro porte per visite guidate, aderendo al progetto dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, la due giorni che permetterà di visitare i luoghi che custodiscono la memoria e il lascito di personaggi illustri. È per celebrare questi luoghi carichi di suggestione che l’Associazione Nazionale Case della Memoria, la rete museale di case museo di personaggi illustri a livello nazionale che riunisce 90 case museo in 13 regioni italiane, ha deciso di promuovere in tutta Italia le Giornate nazionali delle Case dei personaggi illustri, in programma per il prossimo 2 e 3 aprile.

L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi nei locali dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna a cui hanno partecipato la presidente dell’Assemblea Emma Petitti, l’assessore alla Cultura e proponente della legge regionale per il sostegno alle case degli illustri Mauro Felicori, il consigliere (e già relatore della legge regionale per il sostegno alle case degli illustri) Andrea CostaAdriano Rigoli e Marco Capaccioli, rispettivamente Presidente e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, e Paola Pescerelli Lagorio, referente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria per l’Emilia Romagna.

“Si tratta di una grande opportunità per scoprire il valore di un patrimonio senza tempo, dalle grandi città ai magnifici borghi del nostro territorio, promuovendolo e, allo stesso tempo, preservandolo; custodi della ricchezza culturale che ci appartiene intimamente e si collega con un filo conduttore invisibile al nostro presente, raccontando di noi e della nostra storia”, spiega la Presidente Petitti, che ricorda come si stia parlando di “un patrimonio diffuso che attraverso la comunicazione, l’accessibilità, la conservazione e il restauro, vogliamo continuare a valorizzare e tutelare, facendo della rete e della progettualità i mezzi per alimentare l’interesse delle persone a scoprirne la bellezza, la voglia di condividere un percorso che arricchisca il bagaglio culturale di ciascuno”.

Dal canto suo l’assessore Felicori sottolinea come “’Case e studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna” preservino i segni del vivere e del lavorare di chi ha operato al loro interno, arricchendo la nostra possibilità di capirli a distanza di tempo e offrendoci legami con i paesaggi culturali in cui sono immersi: che si trovino nelle grandi città o nei piccoli paesi, questi luoghi ci regalano l’opportunità di un decentramento culturale che collega e valorizza, in un marchio di qualità comune, tutte le aree della nostra regione”.

“Questa iniziativa si inserisce a pieno nel percorso delineato dalla legge regionale che nei mesi scorsi l’Emilia-Romagna ha approvato a sostegno delle Case degli illustri”, spiega Andrea Costa, che ricorda come con la legge proposta dalla Giunta regionale e approvata dall’Assemblea legislativa “si possano finanziare interventi finalizzati alla salvaguardia, alla catalogazione e allo studio del patrimonio, alla conservazione preventiva e al restauro, all’accessibilità e alla fruizione pubblica, alla comunicazione, allo sviluppo di progetti di promozione turistica e di itinerari collegati ai paesaggi culturali circostanti. E’ importantissimo il ruolo svolto dall’Associazione Case della Memoria che nel tempo ha costruito e sta rafforzando una rete nazionale, creando collaborazioni e progetti condivisi fra questi luoghi speciali, in una piena valorizzazione del dialogo con il territorio che le ospita. E dall’Emilia-Romagna mi sento di lanciare un messaggio di solidarietà a Casa Memoria Impastato, impegnata in una controversia legale per mantenere l’uso di Casa Felicia, così importante nella diffusione della cultura di contrasto alle mafie, che per un problema burocratico rischia di tornare in possesso della famiglia di Tano Badalamenti a cui era stata confiscata”.

“Due giorni di porte aperte per riaccendere l’attenzione sulle tantissime case di personaggi illustri di cui è disseminato il nostro Paese -spiega Adriano Rigoli presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria-. Un modo per “unire le forze” e dire: noi ci siamo. Quello che da quasi vent’anni anima la nostra associazione è proprio la voglia di non lasciare indietro nessuno, ma anzi, fare il più possibile rete per arrivare a un fine comune: che si parli delle case dei “Grandi”, per alimentare la voglia di scoprirle e immergersi nella loro atmosfera”.

Sulla stessa linea il vicepresidente Marco Capaccioli per il quale “abbiamo voluto aprire la nostra iniziativa a tutte le case italiane perché l’obbiettivo dev’essere quello di far conoscere il più possibile e con tutti i mezzi i tanti gioielli che l’Italia può vantare: un patrimonio diffuso che tutto il mondo ci invidia e che dobbiamo continuare a tutelare e valorizzare a tutti i livelli”.

“Come rete delle case dell’Emilia, che fa parte dell’Associazione nazionale che della Memoria -conclude Paola Pescerelli Lagorio– siamo stati lieti di partecipare a questo evento, lavorando molto sul tema dei carteggi e dei documenti epistolari dei grandi personaggi”.

Ma cosa succede il 2 e 3 aprile 2022? Per farsene un’idea basta guardare cosa accadrà in alcune delle “case” che apriranno i battenti ai visitatori.

Ad esempio, Casa Artusi, a Forlimpopoli (FC), spalanca le porte alla mostra di una selezione di lettere dal carteggio artusiano: ‘Oltre’ la cucina – Esposizione di lettere del carteggio artusiano. Il prezioso patrimonio epistolare del Fondo Pellegrino Artusi, Archivio storico del Comune di Forlimpopoli – Depositato presso Biblioteca Pellegrino Artusi, e promosso da Casa Artusi – è uno strumento di straordinaria efficacia per i curiosi che vogliono leggere tra le righe storie e testimonianze d’epoca.

Casa dell’Upupa- Casa Studio Ilario Fioravanti a Sorrivoli di Roncofreddo (Forlì-Cesena), invece, ci sarà una visita guidata all’interno della Casa, Mostra fotografica e cartoline storiche ricevute da Ilario Fioravanti, all’interno del giardino botanico di Casa dell’Upupa.

A Bologna, invece, l’Atelier Tullio Vietri ospiterà la mostra dedicata a “Case e periferie”, uno degli elementi cardine dell’iconografia di Vietri. Si tratta di una selezione di opere appartenenti alla collezione privata per la prima volta presentate al pubblico, che propone il tema ripercorrendone lo sviluppo sin dai tempi della formazione.

Per prenotare le visite c’è tempo fino al 31 marzo: basta collegarsi al sito www.casedellamemoria.it, dove è presente l’elenco delle case museo partecipanti con telefono, mail e contatti.

Di seguito l’elenco delle “case” che aderiscono al progetto in Emilia-Romagna: Casa Artusi – Forlimpopoli (FC), Museo Francesco Baracca – Lugo (RA), Casa Museo Raffaele Bendandi – Faenza (RA), Villa Silvia Carducci – Lizzano in Belvedere (BO), Museo Casadei – Savignano sul Rubicone (FC), Casa dell’Upupa- Casa Studio Ilario Fioravanti – Sorrivoli di Roncofreddo (FC), Casa Moretti – Cesenatico (FC), Museo Casa Pascoli – San Mauro Pascoli (FC), Casa Museo Luciano Pavarotti – Modena, Casa Natale di Giuseppe Verdi – Roncole Verdi, Busseto (PR), Villa Verdi – Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC), Atelier Tullio Vietri – Bologna, Museo Luigi Illica – Castell’Arquato (PC), Museo Marconi – Sasso Marconi (BO), Casa Rossini – Lugo (RA), Rocca di Dozza – Dozza (BO), Casa natale Arturo Toscanini – Parma

Al Liceo scientifico ‘Einstein’ di Rimini con l’Assessora regionale Paola Salomoni

La nascita del nuovo liceo musicale a Rimini, ufficializzata poche settimane fa, è stata occasione per fare il punto sull’importante risultato ottenuto per l’offerta formativa territoriale grazie al coinvolgimento del liceo scientifico Einstein e dell’istituto musicale Lettimi.

Nella mattinata di mercoledì 2 marzo nella sede dell’Einstein, che ospiterà la prima classe del nuovo corso di studi, si sono incontrati Emma Petitti (presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna) che ne ha fortemente sostenuto il progetto, l’assessora regionale alla Scuola Paola Salomoni, il presidente della Provincia Riziero Santi, il sindaco Jamil Sadegholvaad, il preside del liceo Einstein Christian Montanari, il direttore dell’istituto Lettimi Ludovico Bramanti.

Grazie alla collaborazione del liceo e del Comune di Rimini, l’Ufficio scolastico regionale ha autorizzato definitivamente l’istituzione del nuovo percorso scolastico che vedrà l’avvio a settembre con una prima classe per la quale sono già arrivate le prime iscrizioni. Il nuovo liceo musicale potrà fruire della collaborazione e delle professionalità dell’Istituto musicale Lettimi, con il quale è stata siglata un’apposita convenzione, così come degli spazi e degli investimenti strutturali realizzati dalla Provincia di Rimini nella sede del liceo Einstein alla Colonnella, fra cui la Casa della musica inaugurata lo scorso anno.

“Sono certa – ha commentato Petitti – che questo nuovo corso di studi crescerà negli anni e diventerà un’eccellenza per il territorio riminese. È sempre un risultato di tutta la comunità l’attivazione di un nuovo percorso di studi. E fa piacere sapere che ci sono già i primi studenti iscritti, a dimostrazione del forte interesse verso un indirizzo che a Rimini mancava e per il quale si è iniziato a lavorare già da diversi anni. Una sfida alla quale ho sempre creduto e che ora è diventata realtà. Ora aspettiamo di poter dare il benvenuto a studenti e studentesse all’apertura nel nuovo anno scolastico”.

“Oggi – ha aggiunto l’assessora Salomoni – visitando il liceo Einstein accolti dal sindaco Jamil Sadegholvaad, dal dirigente Christian Montanari e dal direttore dell’istituto Lettimi Ludovico Bramanti abbiamo potuto vedere da vicino come la domanda di apertura di una nuova sezione musicale risponda veramente alle richieste degli studenti e delle studentesse. Il progetto su cui abbiamo investito è stato recepito con molto favore e vede già una classe formata. Questa è una grande soddisfazione perché vuol dire che la domanda arrivata dal territorio è stata autentica e rispondente veramente alle esigenze”.

Il mio cordoglio per la scomparsa di Marcello Di Bella

Che dispiacere leggere della tua scomparsa, Marcello Di Bella.
Sei stato un protagonista importante della vita culturale della nostra città. Direttore della Biblioteca Gambalunga nei primi anni del 2000, hai portato trasformazioni e innovazioni; perché la Cultura è continua ricerca e impegno.
Rigoroso, appassionato, ironico.
Sono stata fortunata a condividere quegli anni di lavoro in Biblioteca con te e altri amici e colleghi; mi avete insegnato tanto.
Riposa in pace.

Domani in Egitto udienza decisiva per Patrick Zaki.

“Sono ore decisive per Patrick Zaki: l’udienza prevista per il primo febbraio potrà concludersi con una sentenza o la fissazione di una data per pronunciarla. Ma personalmente, e come me, sono certa tutta l’Assemblea, ci riterremo pienamente soddisfatti solo quando cadranno le accuse a suo carico e potremo riabbracciare Patrick qui a Bologna, dove è giusto che torni al più presto per continuare il suo percorso di studi”.
La presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti commenta così il passaggio atteso nelle prossime ore per lo studente egiziano, rimasto in carcere quasi due anni.
“Proprio la scorsa settimana – ha ricordato Petitti – Patrick Zaki ha sostenuto un esame on-line superandolo con 30 e lode. Si tratta di un importante passo verso la normalità, verso il ritorno alla sua vita da studente. Ma ora occorre fargli sentire ancora più forte la nostra vicinanza, nell’auspicio che si possa gettare alle spalle la brutta vicenda giudiziaria nella quale, suo malgrado, è rimasto coinvolto. È giusto che Patrick, dopo due anni di ‘calvario’, ottenga piena libertà”.
Patrick Zaki è stato rilasciato l’8 dicembre scorso, dopo 22 mesi di custodia cautelare, pur restando imputato nel processo a suo carico per “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese” sulla base di un suo articolo del 2019 sui cristiani in Egitto perseguitati dall’Isis, ragione per la quale non può ancora lasciare l’Egitto. Il tribunale di Mansura dovrebbe comunicare la sua decisione nelle prossime ore.