La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Oggi sul Corriere Romagna, che ringrazio, una mia riflessione in occasione della 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗲𝗹𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲.

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ci impone ogni anno una forte riflessione sulla prevenzione e il contrasto alle discriminazioni di genere. Le iniziative che in questi giorni sono state portate avanti per 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁à 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 sono importanti, ma è necessario fare di più.

La città di Rimini solo negli ultimi mesi si è trovata a dover affrontare tre femminicidi: Cristina Peroni, di 33 anni, uccisa 5 mesi fa dal compagno con 30 coltellate, tra le urla del figlio di appena 6 mesi (gli ultimi sms della vittima raccontano tristemente la paura che aveva nei confronti del suo carnefice). Noelia Rodriguez, di 46 anni, originaria del Perù, uccisa dall’ex fidanzato, nonostante la figlia di lui avesse cercato di farle da scudo, e per questo ferita, e infine la 62enne Angela Avitabile, uccisa in casa dal marito con i nipoti nella stanza accanto.

𝗧𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗳𝗼𝗿𝘁𝗼. Un fenomeno inaccettabile che abbiamo il dovere di curare e soprattutto prevenire con ogni mezzo. Per questo serve un salto di qualità che ci permetta uno sforzo collettivo, sui servizi e sulla cultura: un cambio di paradigma che deve vedere sempre più coinvolti gli uomini rispetto alle politiche di prevenzione e alla cultura di genere, frutto di un impegno corale tra operatori, scuole, forze dell’ordine e istituzioni. Perché la violenza sulle donne non è mai un fatto privato, ma riguarda tutti noi.

𝗚𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗢𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗺𝗶𝗻𝗶 indicano un calo delle denunce rispetto al picco di violenze riscontrato nel 2018. Mentre il tasso di delittuosità delle violenze sessuali, per 100.000 abitanti, parla di valori molto superiori in rapporto al valore medio nazionale.

𝗜𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘁𝗿𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼. E si tratta solo della parte visibile di un fenomeno in gran parte sommerso fatto di violenze psicologiche, fisiche ed economiche. Contrastare il fenomeno della violenza sulle donne è oggi uno degli obiettivi fondamentali per l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna: in collaborazione con la rete dei Centri antiviolenza disseminati su tutto il territorio vogliamo continuare a dare supporto e protezione alle donne che si trovano in questa difficile situazione.

𝐍𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏 𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐬𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝟑𝟐𝟎 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐞 𝐛𝐞𝐧 𝟑𝟐𝟓 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢, 𝐩𝐢ù 𝐝𝐢 𝟑𝟎 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐚 𝐑𝐢𝐦𝐢𝐧𝐢. La denuncia è un passo fondamentale ma a volte non è sufficiente e abbiamo bisogno del sostegno di strutture dedicate per affrontare questa emergenza sociale.

La difficoltà ad interrompere la spirale della violenza è spesso la mancanza di autonomia e di possibilità economiche. 𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗹’𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮-𝗥𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗵𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 “𝗿𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁à”, una misura rivolta alle vittime di violenza che prevede l’erogazione di un assegno mensile fino a 400 euro per un periodo massimo di un anno, per dare risposte a una platea importante di donne. Da gennaio a oggi sono state 441 le domande finanziate dal reddito e altre sono in fase di istruttoria. Un aiuto concreto affinché queste donne possano riprendersi in mano la propria vita.

𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗶 è 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁à. Una cultura che deve essere sradicata a partire da una diversa educazione delle giovani generazioni, tanto che la Regione ha recentemente siglato un protocollo d’intesa con lo scopo di promuovere nelle scuole proprio il superamento degli stereotipi di genere. Apprendere comportamenti di rispetto e adeguatezza ai contesti attraverso la formazione, è fondamentale per porre le basi verso un futuro più equo e paritario. Perché ogni giorno, e non solo il 25 novembre, sia la giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Conferenza stampa in regione sulla Giornata int.le contro la violenza sulle donne

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. “Senza rispetto non c’è gara”. Al via la campagna di comunicazione promossa dalla Regione con due testimonial d’eccezione: Marco Belinelli e Andrea Dovizioso. Lori: “I valori dello sport per lanciare un messaggio forte, capace di trasmettere l’importanza del rispetto e della responsabilità in ogni ambito del quotidiano, a partire dai più giovani”

Emma Petitti: “Contrastare la violenza un impegno fondamentale. La mostra dell’Assemblea legislativa sulle donne iraniane”. I dati sulla violenza elaborati dall’Osservatorio regionale: nel 2021 4.934 donne si sono rivolte a un Centro antiviolenza dell’Emilia-Romagna, 300 in più del 2020. E sale il numero delle telefonate al numero 1522: 1.667 nel 2021 con un incremento del 4% rispetto al 2020 . Nei primi tre mesi del 2022 sono state 370 di cui 191 da vittime di violenza o stalking. Continua l’impegno delle Regione: scade il 2 dicembre il bando che mette a disposizione 2,5 milioni di euro per progetti di Enti locali, associazioni e onlus

Bologna – Senza rispetto non c’è gara. Nella vita, oltre che nel mondo dello sport.

Viene proprio da due grandi campioni del basket e del motociclismo come Marco Belinelli e Andrea Dovizioso  il messaggio contro la violenza sulle donne, cuore della campagna di comunicazione che la Regione Emilia-Romagna lancia in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne delle Nazioni Unite.

E che è stata presentata oggi Bologna dall’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori.

Due testimonial d’eccezione che hanno accettato di impegnarsi a fianco della Regione, per trasmettere un invito alla responsabilità e al rispetto. Due protagonisti di successo del mondo dello sport che si rivolgono ad altri uomini, a partire dai più giovani, per sensibilizzare su un dramma -la violenza sulle donne –  che nel nostro Paese sta assumendo proporzioni sempre più drammatiche.

“Siamo di fronte a una vera e propria escalation della violenza, che sconfina sempre più spesso nella piaga dei femminicidi. E tanto più grave perché avviene quasi sempre in ambito famigliare– ha sottolineato l’assessora alle Pari opportunità Barbara Lori -. La tragedia di Saman, di Alice e di tutte le altre ci addolora, ma non solo: richiama tutti all’urgenza di fare squadra per accelerare ancor più l’impegno sul fronte della prevenzione per evitare fatti così gravi e drammatici. Occorre inoltre rafforzare ulteriormente il nostro impegno di Istituzioni sul piano culturale per promuovere una vera cultura del rispetto e contrastare stereotipi, discriminazioni, modelli educativi ancora evidentemente troppo diffusi. La campagna che lanciamo oggi va proprio in questa direzione”.

In Emilia-Romagna  secondo i  dati elaborati  dall’ Osservatorio regionale  sulla violenza di genere sono 4.934 le donne che nel 2021 hanno contattato un Centro antiviolenza: oltre 300 in più rispetto alle 4.614  del 2020. Mentre sono 1.667 le chiamate al numero 1522 del Dipartimento nazionale per le pari opportunità (1.606 nel 2020), di cui 994 da parte di donne vittime di violenza o stalking (913 nel 2020).

In crescita anche le donne ospiti di Case rifugio, in prevalenza straniere: 320 nel 2021 contro le 301 dell’anno precedente. E quelle accolte in un Centro antiviolenza: 2.646 (2.335 nel 2020).

Una prima anticipazione sul 2022, limitata tuttavia a 16 Centri, rivela che  tra gennaio e maggio hanno preso contatto con un Centro antiviolenza 1.749 donne, mentre le chiamate al 1522 sono state tra gennaio e marzo di quest’anno 370, di cui 191 da vittime di violenza o stalking.

“Contrastare il fenomeno della violenza sulle donne – ha detto la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Emma Petitti– è uno degli obiettivi fondamentali per l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e per tutta la comunità regionale: in collaborazione con la rete dei Centri antiviolenza disseminati su tutto il territorio vogliamo continuare a dare supporto e protezione alle donne che si trovano in una difficile situazione. Perché a volte denunciare non è sufficiente e abbiamo bisogno del sostegno di strutture dedicate per affrontare quell’ emergenza sociale che i dati ci raccontano. Anche quanto sta accadendo in Iran ci obbliga,  a una profonda riflessione:  per questo abbiamo deciso di allestire in Assemblea legislativa una mostra dedicata ai volti delle donne iraniane per dare voce alla loro protesta e richiamare l’attenzione sui diritti umani negati. Come l’acqua è il titolo dell’esposizione che verrà inaugurata mercoledì 23 e che allude alla volontà ferrea di queste donne di abbattere il muro della violenza di genere”.

Sono intervenute alla conferenza  anche  Cristina  Magnani, Presidente del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna e Loretta Michelini, Presidente di MondoDonna Onlus.

La campagna

“Ogni sport ha le sue regole, ma ce n’è una che vale per tutti: senza rispetto non c’è gara”, questo il messaggio che Belinelli e Dovizioso rivolgono attraverso gli spot radiofonici che saranno trasmessi dai network regionali dal 21 al 27 novembre e per una settimana a metà gennaio.

Mentre dagli schermi delle principali emittenti televisive – oltre  che da Lepida Tv – il capitano della Virtus Segafredo Bologna e il campione del mondo classe 125  ricorderanno che lo “sport è fatto di passione, controllo e condivisione, mai di violenza”.

Gli stessi messaggi che faranno da filo conduttore delle clip per la campagna social che dal 21 novembre interesserà Facebook, Instagram e You Tube.  Così come i podcast, le inserzioni  sui quotidiani, i banner sulle testate on line, le affissioni stradali. Fino a una vetrofonia che dal 21 novembre  decorerà le porte della sede della Regione Emilia-Romagna.

L’impegno della Regione. I progetti finanziati per provincia

Un impegno quello della Regione a 360 gradi. A partire dal bando contro la violenza di genere – uscito lo scorso 4 novembre e per il quale è possibile presentare domanda fino al 2 dicembre –  che mette a disposizione di enti locali, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, onlus 2,5 milioni di euro nel biennio 2023 – 2024 per progetti che puntano soprattutto alla prevenzione.  

Uno stanziamento in crescita rispetto ai 2,1 milioni del bando precedente che ha sostenuto 83 progetti.  

Di questi 7 in provincia di Piacenza per 106.420 euro; 4 in provincia di Parma per 164.280 euro; 9 in quella di Reggio Emilia per 246.780 mila euro; 13 in quella di Modena per 251.621 euro. Nell’area metropolitana di Bologna i progetti finanziati sono stati 28 per 830.004 euro; nel Ferrarese 3 per 80.120 euro; nel Ravennate 5 per 125.465; nel Forlivese-Cesenate 9 per 210.492; nel Riminese 5 per 68.816 euro.

Tra le misure più innovative il Reddito di libertà. Uno strumento per sostenere l’autonomia economica delle donne vittime di violenza e dunque la possibilità concreta di voltare pagina, grazie all’erogazione di un assegno mensile fino a 400 euro per un periodo massimo di un anno. A disposizione per il 2022 risorse per 1,3 milioni di euro, con le quali la Regione integra in modo significativo lo stanziamento nazionale, portando a 1 ,5 milioni di euro le risorse disponibili in Emilia-Romagna.

Le slide del Rapporto: https://regioneer.it/rapporto-violenza-genere

Risorse destinate a interventi per la sicurezza di fiumi, versanti franosi e litorali

Da Regione 5,6 milioni nel riminese per sicurezza di fiumi, versanti franosi e litorali.

Petitti: “A frutto i preziosi contributi del Pnrr”

La Regione Emilia-Romagna finanzia 76 interventi per la sicurezza di fiumi, versanti franosi e litorali: verranno realizzati con oltre 61 milioni di euro assegnati all’Emilia-Romagna dal Pnrr.

Nel riminese sono previste opere per 5,6 milioni. «Una risposta significativa per il territorio grazie ai preziosi contributi del Piano nazionale di ripresa e resilienza – commenta Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna –. La Regione sta mettendo a frutto celermente tutti i passaggi affinché queste risorse possano essere utilizzate a pieno e nel migliore dei modi».

In particolare a Santarcangelo di Romagna andranno 300mila euro per il fiume Uso: realizzazione di piste di servizio di accesso alla cassa di espansione in località San Vito; 400 mila euro per Rimini al fine di realizzare difese spondali sull’asta del fiume Marecchia nel tratto compreso dalla foce e il ponte SP 14 (trasversale Marecchia); 900 mila euro per interventi di consolidamento nel versante nord dell’abitato di Pennabilli e altrettanti 900mila euro per interventi di consolidamento versanti nel bacino del fosso Campone a difesa degli abitati di San Leo e Le Celle; a Bellaria Igea Marina (con Cesenatico, Gatteo, Savignano sul Rubicone, San Mauro Pascoli) 3,1 milioni per interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento delle opere di difesa della costa per la mitigazione del rischio da erosione e ingressione marina nelle province di Forlì-Cesena e Rimini.

 

A Trieste alla Conferenza nazionale delle presidenti regionali delle commissioni Pari opportunità.

Parità, Petitti: “Al lavoro per sviluppare un quadro di politiche integrate e omogenee in tutta Italia”

La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna è intervenuta al convegno organizzato a Trieste dalla Conferenza nazionale delle presidenti regionali delle commissioni Pari opportunità.

“È iniziato un lavoro per sviluppare un quadro omogeneo di politiche di parità in tutto il Paese, tenendo insieme tutte le Regioni e le commissioni Parità. Bisogna cogliere tutte le opportunità che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza offre per investire sulle donne e contro le diseguaglianze di genere”.

La Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti è intervenuta oggi a Trieste nel corso dell’incontro organizzato dalla Conferenza nazionale delle Presidenti regionali delle Commissioni Pari Opportunità dedicato a “Esperienze e prospettive delle Commissioni regionali e delle Province autonome”.

Petitti ha ringraziato il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia, Mauro Zanin, la Presidente della Commissione Pari Opportunità del Friuli-Venezia Giulia, Dusy Marcolin, e la Coordinatrice nazionale, Roberta Mori, per aver organizzato l’evento: “La condizione femminile misura la qualità democratica di un Paese e, quando favorevole, lo arricchisce, perché investire sul lavoro delle donne significa investire nell’economia e nella crescita di un territorio: di fronte all’aumento delle disuguaglianze che accompagnano la crisi che stiamo attraversando in questo momento storico, dobbiamo impegnarci a cogliere tutte le opportunità che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza offre per investire sulle donne”.

Per Emma Petitti “bisogna fare di più per garantire la parità tra uomini e donne, bisogna superare le logiche di settore (istruzione-lavoro-maternità-economia-salute-violenza ecc.) per perseguire l’obiettivo di una collettività più matura, più giusta e più ricca. In Italia c’è ancora molto da fare, sia rispetto agli strumenti legislativi che ci siamo dati a livello nazionale e regionale, sia in riferimento ai dispositivi con cui si è inteso dare attuazione a quelle norme, la cui efficacia si scontra con la frammentazione delle realtà territoriali e di governance, le resistenze del sistema generale e una cultura diffusa spesso poco rispettosa della parità di genere”.

La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha sottolineato come “operiamo in una situazione complessa, ma determinante per il futuro del nostro Paese”.

Per l’immediato futuro, la presidente Petitti ricorda come “debba essere supportato e favorito il cambio di un modello culturale ancora molto radicato in Italia che vede le donne confinate in ruoli di cura e non proiettate verso la realizzazione personale: le donne sono soprattutto impegnate nel settore dei servizi, caratterizzato da contratti precari. La conseguenza è molto spesso una minore retribuzione e un’inferiore sicurezza economica”.

Petitti ha anche ricordato come “serve trovare un terreno comune per tutte le Regioni, Assemblee e Commissioni. Siamo al lavoro per definire un percorso sinergico e di reciproco rafforzamento”.

Al Fulgor di Rimini evento di Coop Alleanza 3.0 sul tema della violenza di genere

«La violenza di genere è una delle violazioni dei diritti umani e questo non va dimenticato. L’uguaglianza tra uomini e donne è una precondizione per il rispetto di tutti i diritti umani come ci ricorda la Convenzione di Istanbul. Per questo va osservata in una prospettiva più ampia e deve essere un tema necessariamente inserito nelle agende internazionali, anche se ancora la comunità globale non ha raggiunto un livello di sensibilità tale da imporre un vero cambiamento».

Queste le parole di Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, nel prendere parte all’iniziativa “Noi ci spendiamo, e tu?” organizzata da Coop Alleanza 3.0 nel pomeriggio di oggi, sabato 12 novembre, al cinema Fulgor di Rimini. L’evento è stato realizzato in occasione della prossima Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre) e ha visto intervenire insieme alla presidente anche Chiara Bellini, vicesindaca di Rimini con delega alle Politiche di Genere, Ettore Tazzioli, giornalista e direttore TRC, Vanessa Schena, coordinatrice per Differenza Donna del Numero Nazionale 1522 Antiviolenza e Stalking, Lucia Annibali, ex deputata e avvocata (in collegamento video), Milva Carletti, direttrice generale di Coop Alleanza e Rada Žarkovic, presidente della Cooperativa Insieme.

«Il ruolo delle Istituzioni nel contrasto alla violenza di genere è di fondamentale importanza – continua Petitti –, significa investire realmente nel futuro del Paese e cercare di cambiare quel paradigma sociale che adotta ancora una visione sessista e stereotipata della donna. Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza di genere, e in questo mese sono tante le iniziative per sensibilizzare su un tema che impone alla politica di essere sempre più presente».

Come ricorda la presidente, «la Regione Emilia-Romagna ha attivato in questi anni iniziative di formazione e approfondimento rivolte agli studenti, alle studentesse e al personale scolastico per diffondere la cultura delle pari opportunità all’interno delle scuole e abbattere gli stereotipi.

Di recente ha inoltre presentato un bando da oltre 2,5 milioni di euro per promuovere la parità di genere e contrastare la violenza sulle donne, gli stereotipi e le discriminazioni rivolto a enti locali, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e onlus».

«Un’altra azione importante che Emilia-Romagna ha deciso di portare avanti è stato il rafforzamento del Reddito di libertà – conclude Petitti –, una misura dello Stato rivolta alle vittime di violenza, che la Regione ha deciso di implementare per dare risposta a tutte le richieste pervenute. Si tratta di un aiuto concreto affinché le donne vittime di violenza possano riprendere in mano la propria vita, e la propria autonomia, attraverso l’erogazione di un assegno mensile fino a 400 euro per un periodo massimo di un anno».

 

A Venezia importante seminario sui controlli della Corte dei conti verso il sistema delle autonomie

Corte dei Conti. Petitti: potenziare la collaborazione con le Regioni
La Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna è intervenuta a Venezia al convegno “I controlli della Corte dei conti e i complessi equilibri del sistema delle autonomie”.

Potenziare la collaborazione tra Regioni e Corte dei Conti per garantire una corretta gestione della “cosa pubblica”.

E’ il senso dell’intervento che, a nome di tutti i Presidenti delle Assemblee legislativa, Emma Petitti, Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, ha svolto oggi a Venezia, nel corso della terza edizione del “I controlli della Corte dei conti e i complessi equilibri del sistema delle autonomie”.

Dopo aver ringraziato il Presidente della Corte dei Conti Guido Carlino e  il Presidente della Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna, Marco Pieroni, Petitti ha sottolineato la necessità di “rinnovare il confronto in ordine al proficuo e consolidato rapporto tra magistratura contabile e “sistema delle autonomie”, un rapporto che – sotto i molteplici profili in cui si articola – rappresenta la  prospettiva alla luce della quale considerare le potenzialità e la “vitalità” degli enti territoriali, anche  nell’ottica dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e il “sistema dei controlli”, che riveste un ruolo istituzionale centrale a tutela dell’economicità nell’utilizzo delle risorse pubbliche nonchè a garanzia degli equilibri economico – finanziari e degli altri precetti costituzionali a presidio della sana gestione finanziaria”.

Il pensiero della Presidente dell’Assemblea legislativa ha preso le mosse proprio dalle parole pronunciate dal Presidente Carlino, nella sua Introduzione in apertura dell’udienza del Giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato per il 2021, riprendendo – peraltro – quanto espresso anche dalla Corte costituzionale: “La via della legalità e dei controlli rivolti a un bene primario, quale l’uso corretto delle risorse pubbliche e la regolare gestione delle attività amministrative e dei servizi resi ai cittadini è indispensabile per assicurare alle comunità il “diritto a una buona amministrazione”.

Nel suo intervento Petitti ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le Regioni e la Corte dei Conti per garantire una gestione oculata e corretta della spesa pubblica: “Auspico un ulteriore rafforzamento delle forme di collaborazione tra Corte dei conti e Regioni, con la finalità di promuovere meccanismi di confronto preventivo anche con riguardo al tema della copertura finanziaria delle leggi regionali”.

I rapporti tra Italia ed Egitto e i casi relativi a Giulio Regeni e Patrick Zaki

Il faccia a faccia avuto dalla premier Giorgia Meloni con il presidente egiziano al-Sisi non può trascurare i casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki. Perché sullo sfondo resta ancora quell’atroce omicidio del 2016 per cui non è stata raggiunta piena verità, e la battaglia per riportare sui banchi dell’Università di Bologna il nostro studente egiziano accusato ingiustamente di “diffusione di false notizie”.
La prossima udienza del processo a Zaki è prevista per il 29 novembre e lui stesso, dopo i numerosi rinvii, non sa più cosa aspettarsi. Il nostro timore è che per il nuovo governo il raggiungimento della sua piena libertà non sarà più all’ordine del giorno, e che si privilegino accordi economici a discapito della dignità e giustizia sociale. La Cop 27 dovrebbe essere invece l’occasione per un vero disgelo anche su questi temi: i primi segnali del il governo Meloni vanno proprio nella direzione opposta.

Al liceo ‘Einstein’ di Rimini una bella iniziativa di LIBERA sulla lotta alle mafie

La presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna all’iniziativa

“Rotte antimafia” promossa da Libera Emilia-Romagna

Petitti: “Stimolare giovani generazioni a una conoscenza critica

 

Ha fatto tappa questa mattina al liceo scientifico ‘A. Einstein’ di Rimini il progetto “Rotte antimafia” promosso da Libera Emilia-Romagna in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, Legambiente, Anpi, Avviso Pubblico e Arci Emilia-Romagna e realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

A partire dal tema “A scuola, contro le mafie. Da dove parte il cambiamento?” le studentesse e gli studenti hanno incontrato Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Daniele Paci, magistrato e rappresentante dell’associazione Sport e Legalità, e il regista Daniele Biacchessi di cui è stato proiettato il film “Le mani in pasta”.

«Iniziative come quella di oggi sono fondamentali per la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza attiva e ringrazio quindi Libera Emilia-Romagna e tutte le realtà che ne hanno permesso l’organizzazione – ha sottolineato Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna –. La Regione Emilia-Romagna è da sempre attenta a queste tematiche. Lo ha dimostrato istituendo la Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile che poi è diventata la Settimana della legalità. O ancora quando l’Assemblea legislativa ha approvato nel 2016 il Testo Unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili».

«C’è un motivo se tendiamo a rivolgerci alle scuole nel nostro lavoro – continua Petitti –. Il fine infatti è quello di stimolare le giovani generazioni allo studio e alla conoscenza critica del fenomeno mafioso nei suoi vari aspetti e di acquisire autonomia di pensiero e di atteggiamento verso le mafie e fenomeni similari, e questa attività viene svolta in collaborazione con gli istituti superiori, ma anche con gli Atenei. Quando incontriamo gli studenti e le studentesse c’è un messaggio forte e chiaro che vogliamo che giunga ed è proprio quello relativo al fatto che la regione è, prima di tutto, il parlamento degli eletti, e quindi il luogo nel quale esercitare la potestà conferita dai cittadini, ma è anche la casa della democrazia aperta alla sua frequentazione e conoscenza, in particolare da parte dei giovani cittadini. Per questa ragione il nostro consiglio regionale investe nel rapporto con gli studenti, affinché comprendano l’importanza della responsabilità, che è presidio dei valori civici, del senso di comunità.

Non girare la testa da un’altra parte di fronte ad un sopruso, difendere la capacità di interpretare la realtà per dire la propria opinione, sapere che il proprio contributo lascia un segno all’interno di una collettività, sono gli investimenti che la nostra Assemblea legislativa rivolge ai suoi giovani cittadini, del cui punto di vista e della cui visione del mondo ha bisogno».

Terminata la missione in Assia per il trentennale del gemellaggio tra le due regioni

Assia, rientra la delegazione dell’Emilia-Romagna. Petitti: “Impegno comune per la pace”
I vertici della Regione hanno avuto incontri con i principali rappresentanti del mondo dell’impresa e della cultura, in particolare per quanto riguarda le attività di cyber security sviluppate dal governo tedesco

Si è conclusa la missione istituzionale della delegazione della Regione Emilia-Romagna in Assia in occasione del trentesimo anniversario del gemellaggio tra la nostra Regione e il Land tedesco. Una rappresentanza dell’Assemblea legislativa, composta dalla presidente Emma Petitti, dai vicepresidenti Fabio Rainieri e Silvia Zamboni nonché dal consigliere questore Andrea Costa, si è unita alla delegazione guidata dal presidente della giunta regionale, Stefano Bonaccini, e dall’assessore al Bilancio e Rapporti con l’Ue, Paolo Calvano.

Alle celebrazioni del trentennale hanno partecipato anche le delegazioni della Nouvelle Aquitaine (Francia), della Wielkopolska (Polonia) e della Provincia di Bursa (Turchia). Presenti anche rappresentanti di due comuni emiliano-romagnoli gemellati: San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) e Vignola (Modena).

I vertici della Regione hanno avuto incontri bilaterali con i principali rappresentanti del mondo dell’impresa e della cultura, in particolare per quanto riguarda le attività di cyber security sviluppate dal governo tedesco.

“Con l’Assia siamo accomunati da tante cose, in primis la volontà di svolgere un ruolo da protagonisti nella continua ricerca di un futuro di prosperità per la nostra Europa e, io aggiungo, anche di pace. Abbiamo bisogno di continuare a costruire tutti insieme un’Europa più forte e coesa. Italia e Germania sono sempre state in prima linea su questo, così come lo sono state le nostre regioni”. Così la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti nel saluto ai rappresentanti del parlamento dell’Assia.

“Siamo in un periodo di grandi cambiamenti, trasformazioni e minacce -ha proseguito la presidente- e possiamo affrontarle solo con giuste soluzioni: stando insieme, anche a livello regionale, e il dialogo sociale e la forte partecipazione spiegano il successo delle nostre regioni. L’Emilia-Romagna è sempre stata una regione della conoscenza, una regione che si fonda su una cooperazione innovativa e produttiva, dove l’economia sociale è parte del sistema economico. Oggi il dialogo sociale è necessario come mai prima d’ora, non possiamo permetterci contasti sociali ora. E non è possibile costruire un’economia nuova, innovativa e forte se si fonda su condizioni lavorative non dignitose”.

Nel suo intervento, Emma Petitti, si è soffermata soprattutto sui temi di maggior impatto sociale. “All’interno del nuovo progetto di rilancio e sviluppo sostenibile dell’Emilia-Romagna, abbiamo deciso che la priorità dovesse essere quella di realizzare un investimento senza precedenti sulle persone. Ai giovani e alle donne in particolare, e alle loro competenze, è dedicato il primo obiettivo strategico del nostro progetto: Emilia-Romagna, regione della conoscenza e dei saperi. Questo, per non subire il cambiamento ma determinarlo, per generare lavoro di qualità e contrastare la precarietà, per ridurre le diseguaglianze e favorire la mobilità sociale, per innovare la manifattura e i servizi, per accelerare la transizione ecologica e digitale”.

Finanziamenti regionali per il territorio riminese, in particolare per il PART

Sempre più concreto il sostegno alla cultura e al turismo della Regione Emilia-Romagna che destina alla città di Rimini 1,5 milioni di euro per finanziare un progetto di riqualificazione del complesso costituito dal Palazzo dell’Arengo e dal Palazzo del Podestà.

Le opere in particolare riguardano il PART Palazzi Arte Rimini, e con questo intervento si porterà a compimento la valorizzazione degli edifici storici, attraverso una serie di interventi coordinati, finalizzati al completamento del percorso espositivo del museo, con il miglioramento funzionale, impiantistico ed estetico dei due palazzi.

Al riminese vengono destinati anche 84.500 euro per completare la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza della viabilità a Maiolo.

 Sono tutti segni tangibili della direzione in cui la Regione intende andare sostenendo e valorizzando il patrimonio artistico del territorio e la sua offerta turistica.

 Tali finanziamenti si inseriscono nell’ambito di 2,4 milioni di euro che la Regione Emilia-Romagna ha destinato insieme ad altri interventi a Lagosanto (Fe) per una scuola e a San Prospero (Mo) per una pista ciclabile.