Approvata la legge per Montecopiolo e Sassofeltrio in Emilia-Romagna

Montecopiolo e Sassofeltrio in provincia di Rimini. Petitti: “Al fianco dei cittadini per garantire piena operatività dei servizi nella fase di passaggio”

Da oggi l’Emilia-Romagna ha due Comuni in più: Montecopiolo e Sassofeltrio. Con l’approvazione del progetto di legge, martedì in Aula, si conclude il percorso che i due territori avevano avviato nel 2007, ad appena sei mesi dal referendum svolto dai sette Comuni dell’Alta Valmarecchia, per passare dalla Regione Marche all’Emilia-Romagna e dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini.

A differenza dei sette Comuni, l’iter per Montecopiolo e Sassofeltrio è stato più lungo e complesso ma ora possiamo finalmente dar loro il benvenuto in provincia di Rimini.

Proprio pochi giorni fa ho incontrato il sindaco del Comune di Sassofeltrio Fabio Medici, insieme alla sua amministrazione e presto mi recherò anche a incontrare l’amministrazione di Montecopiolo guidata dal sindaco Pietro Rossi.

A questi territori ci legano fattori culturali e storici, oltre che geografici, naturalistici ed economici, che giustificano il senso di appartenenza dei cittadini alla Romagna.

Dopo l’approvazione a larghissima maggioranza del progetto di legge regionale per regolamentare il passaggio di regione di entrambi i Comuni, seguiranno i protocolli regionali e provinciali che riguarderanno i diversi settori amministrativi. Il mio impegno è quello di continuare il lavoro per l’integrazione territoriale e delle comunità che ci vivono e lavorano. In questa delicata fase di transizione occorre che i due Comuni abbiano tutto il nostro supporto per garantire ai cittadini piena operatività dei servizi.

Presentati i dati regionali sulle dimissioni volontarie dal lavoro nell’anno 2020

Dimissioni volontarie nel 2020. Lavoratrici madri con figli minori di 3 anni le più penalizzate dalla pandemia

Presidente Petitti: “Potenziare servizi di welfare nonché rivedere norme e organizzazione del lavoro”. Sonia Alvisi, Consigliera Parità regionale: “Dati impietosi. La pandemia ha riportato le conquiste femminile nell’ambito del lavoro indietro di anni”.

Nel 2020, in Emilia-Romagna, le dimissioni volontarie dal lavoro di lavoratrici madri e lavoratori padri con figli fino ai 3 anni sono state 4.174 (il 9,8% sul totale nazionale, pari a 42.377) e di queste quasi i tre quarti hanno riguardato donne: 2.984 a fronte delle 1.190 riguardanti gli uomini. Se il numero totale delle dimissioni è sceso rispetto al 2019 (5.447), resta in misura predominante il recesso delle lavoratrici madri, pari al 71% dei casi, dato in aumento di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

È il quadro tracciato dall’Ispettorato interregionale del lavoro del Nord Est in un anno, il 2020, in cui il mercato del lavoro è stato particolarmente penalizzato dalla pandemia, nel corso della conferenza stampa dal titolo “Dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri: rapporto regionale sulle convalide anno 2020”, organizzata da Assemblea legislativaConsigliera di Parità regionale e Ispettorato Interregionale del Lavoro Nord-Est. Il Rapporto è un documento redatto ogni anno ed è strategico per programmare interventi significativi per le politiche attive sul lavoro, specie femminile. Tramite il rapporto vengono riportati i dati delle dimissioni volontarie dal lavoro disaggregati per provincia, sesso, numero di figli e causale.

Andando a verificare le ragioni alla base delle dimissioni, emergono evidenti le criticità in capo alle lavoratrici madri. Mentre, infatti, per i padri lavoratori nella maggior parte dei casi si tratta di una scelta legata al cambio di azienda (957 uomini contro 896 donne), per le lavoratrici madri le ragioni delle dimissioni sono legate soprattutto alla difficoltà di conciliare l’occupazione lavorativa con le esigenze di accudimento dei figli o per ragioni legate ai servizi di cura connesse alla mancata concessione di flessibilità oraria o del part-time (2.137 casi di donne contro 65 di uomini).

“Le politiche per favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia appaiono ancora lontane dall’essere appieno attuate- ha commentato la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti-. Forse è il caso di aprire una discussione approfondita con le associazioni datoriali per capire a che punto siamo nella nostra regione e dove vogliamo andare. La pandemia, nel bene e nel male, ha cambiato il modo di gestire il lavoro, dimostrando che le buone pratiche si possono conservare e valorizzare con gli opportuni aggiustamenti per farle diventare strutturali. Sono convinta che la vera sfida sia da un lato ripensare all’impiego lavorativo e alle forme di organizzazione del lavoro, dall’altro potenziare i servizi di welfare per affrontare i nuovi bisogni di lavoratrici e lavoratori”.

In Emilia-Romagna, sempre stando ai dati diffusi dall’Ispettorato, emerge che a fronte di 164 richieste, la flessibilità è stata concessa in 41 casi, pertanto sono state soddisfatte solo un quarto delle istanze presentate, per la quasi totalità da lavoratrici.

Se il punto di osservazione si sposta sull’età dei lavoratori e delle lavoratrici, in Emilia-Romagna, emerge una particolare concentrazione nella fascia di età da 34 a 44 anni, pari a 1.788, sostanzialmente invariato, sia in termini assoluti che percentuali sul totale, rispetto all’anno precedente.

Per la Consigliera di Parità regionale Sonia Alvisi “i dati sono impietosi. La pandemia ha riportato le conquiste femminile nell’ambito del lavoro indietro di anni, riattualizzando alcuni stereotipi come quello che la cura dei figli e della famiglia sia appannaggio esclusivo delle donne che inevitabilmente vengono penalizzate nel mercato del lavoro”.

Il direttore dell’Ispettorato Interregionale del Lavoro del Nord-Est, Stefano Marconi, ha sottolineato come “il Covid abbia ridotto le possibilità lavorative delle donne, imponendo una revisione profonda delle politiche del lavoro”.

Il settore produttivo maggiormente interessato dalle dimissioni risulta il terziario (2.985, pari al 71% circa del totale), tradizionalmente caratterizzato dalla prevalente occupazione femminile; rilevanti anche i dati relativi all’industria (670, corrispondenti a poco più del 16% del totale) e all’edilizia (113, pari a poco meno del 3%, riferibili in misura prevalente agli uomini). Il settore dell’agricoltura è quello meno interessato dal fenomeno (28 casi, poco meno dell’1%). In 378 casi non è stato possibile risalire al settore di riferimento.

La campagna di comunicazione sui garanti regionali  “Prenditi cura dei tuoi diritti”

Le funzioni dei Garanti regionali e la tutela dei diritti sono al centro della campagna di comunicazione “Prenditi cura dei tuoi diritti” presente in questi giorni sui media dell’Emilia-Romagna e sui social. Per l’occasione è stata creato il sito Garantiregionali.emr.it. L’iniziativa mira a promuovere la tutela dei diritti e le funzioni dei Garanti regionali: Difensore civico, Corecom, Garante dei detenuti e Garante dei minori e Consiglierà di Parità, che operano come organismi autonomi in Assemblea legislativa.

A Venezia al seminario sul tema dei controlli della Corte dei Conti e delle autonomie

La presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti, in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna e nel suo ruolo di vicecoordinatrice della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali, ha preso parte al seminario “I controlli della Corte dei conti e i complessi equilibri del sistema delle autonomie”, organizzato a Venezia nelle giornate di venerdì 5 e sabato 6 novembre.

Giunto alla seconda edizione, il seminario si è aperto con i saluti del presidente della Corte dei conti Guido Carlino, cui è seguito l’intervento di Emma Petitti.

Ricordando che i controlli della Corte dei conti sono posti a garanzia del “bilancio quale bene pubblico costituzionale” la presidente ha sottolineato: “Solo la corretta gestione delle risorse pubbliche e il rispetto del principio di legalità possono alimentare un impatto positivo sul benessere sociale, economico e ambientale dei territori e dei cittadini. In questa prospettiva, è fondamentale la collaborazione tra Corte dei conti ed enti territoriali. L’auspicio è che i rapporti costruttivi tra istituzioni possano rappresentare il volano dello sviluppo anche nella prospettiva delle future riforme e delle sfide che la ripresa ci pone davanti. In questo contesto non dimentichiamo l’opportunità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e delle risorse che saranno nella disponibilità degli enti territoriali”.

Una mia riflessione sui temi sollevati dal Questore di Rimini Francesco De Cicco

Sicurezza e turismo di qualità sono due concetti che devono andare a braccetto. Mi sento di condividere la recente riflessione del questore di Rimini Francesco De Cicco che, partendo da un’analisi sulla stagione estiva appena trascorsa, suggerisce quali possono essere gli elementi chiave per tenere sotto controllo l’ordine pubblico anche in periodi in cui si registrano i maggiori flussi turistici, oltre naturalmente a un impiego adeguato di forze dell’ordine.

In realtà si discute da tempo della qualità del turismo nella nostra Riviera. Penso ad esempio ai dibattiti e alle critiche, provenienti anche dalle stesse associazioni di categoria, su quelle strutture ricettive che offrono il “tutto compreso” a prezzi stracciati. Non serve troppa immaginazione per capire che promozioni eccessivamente vantaggiose possono attirare anche persone non interessate solo alla semplice vacanza. E soprattutto, quali possono essere i margini di guadagno per i gestori? Qui si apre il tema della possibilità di infiltrazioni criminali di cui non sono mancati casi, prontamente scoperti grazie all’efficienza e al lavoro di squadra tra forze di polizia e istituzioni. Su questo aspetto bisogna senza dubbio mantenere alta l’attenzione. Saluto ad esempio molto positivamente l’annuncio del Comune di Rimini di potenziare in tempi brevi la pianta organica in dotazione al comando dei vigili.

Ma partiamo dai nostri punti di forza. Rimini è una città meravigliosa, cresciuta negli anni. Abbiamo un patrimonio storico e culturale che non ha nulla da invidiare alle grandi città d’arte e una visibilità a livello internazionale. Sfruttiamo questo potenziale. Io credo che sia la chiave per puntare su determinati target turistici: quelli che vengono in Riviera per apprezzare arte e cultura, per assistere a eventi di qualità e nutrirsi di bellezza. Non quelli attirati dallo “sballo”. Noi siamo altro, dobbiamo e possiamo dimostrarlo.

Puntiamo sulla crescita delle iniziative culturali nei nostri territori. Facciamo che il 2022 sia l’anno della vera ripartenza dopo le due stagioni a singhiozzo conseguenti alla pandemia.
Concludo, riallacciandomi a quanto sottolineato in partenza: eventi di qualità portano turismo di qualità che significa anche decoro, città ordinate e sicurezza per tutti, ospiti e residenti.

Congratulazioni a Franca Foronchi, nuova Sindaca di Cattolica

Franca Foronchi è la nuova sindaca di Cattolica. Un successo per la coalizione di centrosinistra che ha dimostrato di rappresentare la scelta migliore per il futuro della Regina dell’Adriatico. Non posso nascondere che mi aspettavo questo risultato, arrivato al ballottaggio, ma molto netto, e che, come a Rimini, conferma il Partito Democratico quale perno di questa alleanza. Un risultato già emerso al primo turno, evidenziando il desiderio di cambiamento dei cattolichini.
Come gli altri amministratori della provincia di Rimini, nei prossimi mesi Franca Foronchi si troverà ad affrontare sfide importanti, legate alla fase di ripartenza post-pandemia.
Ma la nostra forza, la forza del Partito Democratico e di tutto il centrosinistra, è quella di saper fare squadra. Un impegno che non si esaurisce con la fine della campagna elettorale e che proseguirà con i nostri amministratori e amministratrici. Saremo al loro fianco per far crescere Cattolica e renderla una città innovativa e sempre più sostenibile.
A Franca e alla nuova squadra che la accompagnerà in questa legislatura il mio augurio di buon lavoro.

Elezioni amministrative 3-4 ottobre: il mio appello al voto

Caro elettore, cara elettrice,

In queste ultime battute di campagna elettorale sono tanti gli appelli al voto per i candidati e le liste in competizione. Forse, proprio per questa ragione, il mio appello al voto per il Partito Democratico può apparire scontato. Cercherò, in queste poche righe, di indicare le ragioni, non scontate, di un voto per il Partito Democratico.

Si tratta di elezioni amministrative che possono rappresentare uno schema per le prossime elezioni politiche. In primo luogo, un centrosinistra unitario e compatto. Questo è successo in tutti i comuni della nostra provincia dove si vota domenica e lunedì ad iniziare da Rimini.

Il Partito Democratico è il perno di questa alleanza e in questi anni ha dimostrato, come sempre, senso di responsabilità e un argine contro posizioni estreme, demagogiche e populiste. È grazie al Pd che l’Italia sta uscendo dalla pandemia meglio di altri Paesi. Frasi fatte? Direi proprio di no. Sono state attivate politiche per non lasciare indietro nessuno perché nella vita un incidente di percorso, la perdita del lavoro, il rapporto salute malattia, l’anzianità e la fragilità possono rappresentare cambiamenti che rischiano di compromettere i destini delle persone e delle famiglie.
La sanità pubblica, il sostegno alla non autosufficienza, alla famiglia, ai servizi per l’infanzia e all’adolescenza rappresentano sicurezze per tutti e per la tenuta della coesione sociale.

Le recenti elezioni in Germania ci dicono che dalla pandemia si esce a sinistra. Hanno prevalso i valori di solidarietà, i diritti del lavoro, l’attenzione al sociale e alla riduzione delle diseguaglianze. Questa la posta in gioco per le elezioni amministrative. Dove abbiamo governato in questi anni, come nel Comune di Rimini, abbiamo garantito stabilità, sviluppo e innovazione.

Ora abbiamo di fronte a noi nuove sfide, inedite a causa della pandemia. Più che nel passato occorre tenere assieme tutta la città dalla zona mare alla cinta urbana, a tutte le frazioni periferiche sopra la statale adriatica. Il lavoro agile, la riduzione degli spostamenti presuppone una città senza periferia e con servizi diffusi ad iniziare da quelli della sanità. Realizzare una città sempre più sostenibile ambientalmente e socialmente grazie a politiche volte a rinforzare la produzione energetica attraverso le energie rinnovabili.

Città vivibili, generative di futuro, sempre più digitalizzate, interconnesse e fruibili. Sostenere attraverso le politiche di genere le donne che hanno pagato socialmente e lavorativamente il prezzo più alto della crisi pandemica.
Una Rimini con una propensione internazionale, uno sguardo rivolto verso l’Europa in grado di intercettare le risorse che la comunità europea e i fondi strutturarli mettono a disposizione. Una città aperta e che crea relazioni con gli altri capoluoghi della Romagna e con la regione tutta rispetto alle infrastrutture, al sistema fieristico, agli aeroporti e alle politiche di area vasta. Una città che sa riqualificare la sua capacità ricettiva per essere attraente e attrattiva. Siamo consapevoli di quanto fatto a Rimini dalle amministrazioni di centrosinistra e proprio per questa ragione che indichiamo obiettivi ancora più ambiziosi. Inutile fermarsi sugli allori, guardiamo al futuro e alle nuove sfide.

Il Pd è e sarà il perno della coalizione di centrosinistra e ancora la principale forza di governo della nostra città se attraverso il voto gli elettori sosterranno questi valori, questa connotazione e questa nostra azione politica che si riassume attraverso un tandem rappresentato da Jamil Sadegholvaad e Chiara Bellini, che sapranno dar vita, insieme, a un campo politico unitario competitivo e rinnovato.

La mia solidarietà al Presidente della Regione Stefano Bonaccini

La mia totale solidarietà al Presidente Stefano Bonaccini per le incresciose minacce e intimidazioni da parte della schiera dei No Vax che, nelle loro chat di Telegram – in cui si esorta un’azione di ribellione collettiva contro la cosiddetta dittatura sanitaria – hanno diffuso il suo nome e il suo indirizzo di casa, come fosse un colpevole da punire.

Un fatto vergognoso da condannare con assoluta fermezza, che palesa l’aggressività che si annida dietro ad alcuni soggetti presenti in questi gruppi, nei quali viene invocato un distorto concetto di “libertà” all’insegna di argomentazioni infondate e antiscientifiche.

Forza Stefano, avanti a testa alta con il tuo impegno per fronteggiare il Covid.
Insieme, con i vaccini e le giuste precauzioni, ce la faremo 💪💪💪❤️❤️❤️

La mia opinione in merito alla manifestazione dei ‘No Green Pass’

La manifestazione dei “No Green Pass” programmata per questo mercoledì davanti alla stazione di Rimini, così come in altre città italiane, è inaccettabile.

In breve tempo è stato messo a punto un vaccino efficace, e invece, c’è chi riconduce tutto a chissà quale complotto, chi ci specula dietro, fomentando le paure e le titubanze delle persone, e fa ancora più male.

Con la salute non si scherza: il Green pass è uno strumento essenziale, che ci consentirà, da qui in avanti, di evitare chiusure e limitazioni. È grazie ai vaccini, al certificato verde, che potremo tornare alla piena socialità ed evitare che gli ospedali vadano sotto stress.

Tutti abbiamo in mente le terribili immagini, le notizie e le angosce degli scorsi mesi, quando eravamo chiusi in casa, quando dal telegiornale non arrivavano mai dei segnali confortanti: vogliamo tornare a questo? Ospedali congestionati di pazienti intubati e attività commerciali con le serrande chiuse?

Finalmente abbiamo un’arma contro tutto questo, il vaccino: usiamola. Il Green pass serve solo a dimostrare che “siamo protetti” e così garantire la sicurezza di tutti, in primis di quelle persone più fragili che per problemi di salute non possono vaccinarsi. Pensiamo a loro, pensiamo a tutta la comunità. Su questo si basa una democrazia: la libertà di tutte e tutti.

Il mio cordoglio per la scomparsa del Sindaco Guglielmino Cerbara

Mino purtroppo ci ha lasciati e la notizia mi addolora molto. Un amico, un bravo amministratore, un politico che amava il suo comune, Sant’Agata Feltria e la sua vallata, la Valmarecchia. Un comune per cui ha dedicato tempo e impegno, sempre con grande umiltà e spirito di servizio. Per chi ha l’onore di svolgere un ruolo di impegno pubblico e istituzionale si dice che contano più i fatti delle parole e tu con quelli parlavi, con le cose che costruivi insieme agli altri amministratori e attraverso l’ascolto dei tuoi cittadini. Un onore essere stata al tuo fianco in tanti momenti in questi anni. Ci mancherai molto.

Scuola e vaccini: la mia opinione sull’anno scolastico 2021-2022

PETITTI “SI EVITI LA DAD, VACCINO OBBLIGATORIO PER PERSONALE SCOLASTICO. LA SCUOLA NON PUO ESSERE IN BALIA DI CHI TRATTA LA SCIENZA COME UN COMPLOTTO”

Evitare la didattica a distanza deve essere in cima alle priorità del Governo.

Lo dico senza mezzi termini, ma non possiamo permetterci altri mesi di lezioni davanti agli schermi e ai PC. La pandemia ci ha aiutato a capirne l’utilità, a farne uno strumento di apprendimento aggiuntivo, ma non sostitutivo.

Ora che abbiamo i vaccini a disposizione e che la campagna sta procedendo spedita, mi auguro con tutto il cuore che l’ipotesi di un prolungamento della Dad anche in autunno sia ampiamente scongiurata. E proprio per questo è più che mai fondamentale completare il ciclo di vaccinazione per la fascia più giovane, per i docenti e per il personale scolastico, raggiungendo l’immunità di gregge e, contemplando, se opportuno, ulteriori strategie di sicurezza, funzionali alla riapertura dei plessi.

I nostri ragazzi hanno già pagato caro il prezzo dell’emergenza Covid in termini formativi e di socializzazione, così come molte famiglie hanno dovuto moltiplicare gli sforzi domestici per conciliare lavoro e famiglia.
Adesso è il tempo della massima responsabilità da parte delle istituzioni e delle prese di posizione chiare.
Presidi, corpo docente e personale scolastico devono essere vaccinati per garantire la piena sicurezza della scuola. Serve l’obbligo, in modo tale da azzerare la soglia dei restii al vaccino, che fortunatamente non è maggioritaria, ma comunque determinante.
Non possiamo più correre il rischio di negare agli alunni il diritto allo studio in presenza, sarebbe una vera e propria assurdità, dal momento che abbiamo uno ‘scudo’ per proteggerci. La scuola non può essere in balia di chi tratta la scienza e la medicina come dei complotti, dei prodotti di chissà quale disegno diabolico. Le ‘correnti’ dei No Vax producono un danno gigantesco per l’intera collettività, non soltanto per se stessi.
Chi non si vaccina resti a casa.

Riaprire in presenza è necessario per il nostro sistema scolastico e dobbiamo fare di tutto perché questo accada, evitando anche eventuali “stop and go” a cui abbiamo assistito in passato. La scuola è una priorità e dobbiamo dimostrarlo con i fatti. Un grazie anche a tutti i dirigenti, i professori e il personale scolastico che hanno risposto subito con responsabilità all’appello dei vaccini, dando il loro indispensabile contributo nel contrasto al Covid.