In Assemblea legislativa la manovra di bilancio 2026 della regione Emilia-Romagna

Il bilancio 2026 della Regione è una manovra espansiva. Nonostante il taglio dello Stato, nessun arretramento: confermate tutte le previsioni della precedente finanziaria continuando a investire su sanità pubblica, non autosufficienza e sicurezza del territorio, avviando al contempo una nuova fase di rilancio degli investimenti pubblici e privati.

Una manovra finanziaria regionale complessiva da 14 miliardi e 280 milioni di euro, di cui 10,5 miliardi per la sanità a cui, a partire da quest’anno, sarà garantito un contributo strutturale di risorse regionali pari ad almeno 200 milioni di euro.

Nonostante il taglio nazionale aggiuntivo di oltre 23 milioni, a titolo di contributo ai saldi della finanza pubblica (che sale complessivamente a 91,7 milioni di euro per il 2026), entrerà in funzione dal 1^ gennaio una prima riduzione della maggiorazione Irpef per il III scaglione di redditi (dai 28mila ai 50mila euro), che passerà quindi dall’attuale 1,70% a 1,55%, cui ne seguirà un’ulteriore per l’anno di imposta 2027, con la maggiorazione regionale che scenderà ulteriormente a 1,40%.

Al contempo, in forza della manovra fiscale dell’anno 2025, sono assicurate maggiori entrate all’Ente per circa 400 milioni di euro che permettono di sostenere quelle politiche individuate  dalla regione come prioritarie; tra queste la messa in sicurezza della sanità pubblica e universalistica, assicurando alle Aziende sanitarie un contributo significativo con mezzi regionali; il rafforzamento strutturale  dei servizi per la non autosufficienza, la sicurezza del territorio,  le politiche per la casa e il sostegno al trasporto pubblico locale a fronte dei tagli apportati al Fondo nazionale dal bilancio dello Stato.

Nella fase di conclusione del Pnrr e in un quadro ancora di incertezza rispetto al futuro delle Politiche di coesione post 2027, con questo bilancio la regione avvia inoltre una propria strategia di rilancio degli investimenti pubblici e privati. Dopo anni di progressiva riduzione del proprio indebitamento, grazie anche a una buona disponibilità di cassa, è oggi possibile incrementare la mole di investimenti da 300 a 360 milioni di euro nel triennio anche mediante il ricorso all’autorizzazione a contrarre debito. Inoltre, grazie all’accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni, che consente alle Regioni di utilizzare parte delle risorse tagliate nell’anno precedente per nuovi investimenti, nel triennio 2026-2028 la Regione Emilia-Romagna sarà nella condizione di realizzare investimenti per ulteriori 156 milioni di euro. Risorse che saranno utilizzate per realizzare progetti strategici, nel confronto con le istituzioni e le parti sociali, a partire dal Patto per il Lavoro per Clima.

 

Le misure in sintesi

A fronte del sottofinanziamento strutturale del Ssn, per sostenere il Sistema sanitario regionale è garantito contributo annuo pari ad almeno 200 milioni di euro di risorse regionali. La quota ulteriore di finanziamento del Fondo sanitario nazionale stanziata dalla manovra dello Stato – pari a 2.400 milioni di euro per il 2026 e 2.650 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027 – anche se insufficiente a coprire le esigenze dei sistemi sanitari regionali (in rapporto al Pil il peso del Fsn tornerà a scendere nel triennio al di sotto del 6%), è di per sé positiva. La maggior parte di tali risorse ha tuttavia un vincolo di destinazione: molta della sua efficacia dipenderà dunque dalla possibilità che sarà accordata o meno alle Regioni di utilizzare tali risorse per finanziarie le reali necessità del sistema. Ulteriori 5 milioni di euro di risorse regionali sono destinati a garantire spese sanitarie extraLea, ovvero non incluse nei Livelli essenziali di assistenza finanziabili con il Fondo nazionale: tra queste l’acquisto delle parrucche per pazienti oncologici, l’esenzione dal ticket per lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione e per le prestazioni di specialistica ambulatoriale anche conseguenti una dimissione dal pronto soccorso dopo casi di violenza domestica e di genere.

Potenziati i servizi per la non autosufficienza, settore cruciale per la qualità della vita delle persone più vulnerabili, con un incremento del Fondo regionale di 25 milioni nel 2026 (+110 milioni) e nel 2027 (+135 milioni).

Diventa strutturale (+25 milioni di euro ogni anno) il raddoppio delle risorse per il contrasto del dissesto idrogeologico e la manutenzione dei corsi d’acqua, dei versanti e della costa, finanziato dunque per tutto il triennio 2026-2028. È inoltre prevista l’istituzione di un Fondo di 10 milioni di euro per consentire, già partire dal 2026, la progettazione delle opere del “Programma straordinario di interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico” (DL 65/2025).

Per garantire il diritto alla mobilità, a fronte del cospicuo taglio, rispetto al 2025, del Fondo nazionale per il Trasporto pubblico che sta generando e genererà criticità enormi ad aziende, territori, cittadine e cittadini, è previsto un contributo aggiuntivo al Tplregionale di 10 milioni nel 2026, più la conferma del servizio di abbonamento gratuito per il trasporto pubblico per gli studenti di scuole elementari, medie e superiori (‘Salta Su’).

Sul fronte delle politiche abitative, per rispondere alle esigenze di alloggio delle cittadine e dei cittadini sono stati stanziati 10 milioni di euro annui per il fondo affitto per ciascuno dei prossimi tre anni, mentre sono previsti 30 milioni nel triennio per implementare ed efficientare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, più ulteriori 30 milioni di euro dalla riprogrammazione del Fesr 2021-2027 per mobilitare investimenti per circa 300 milioni di euro.

Messi in campo 40 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per attrarre in Emilia-Romagna, sia investimenti ad alto valore aggiunto (30,9 milioni) che capitale umano con competenze elevate (8,5 milioni).

Ammonta a 141 milioni di euro nel triennio, tra risorse regionali e risorse del Fsc, il cofinanziamento dei programmi regionali dei fondi europei 2021-2027, un importante sostegno per la realizzazione di progetti strategici per l’Emilia-Romagna.

Confermate e incrementate, inoltre, le risorse per le politiche culturali, lo sport, il turismo, il commercio e l’agricoltura, nonché il potenziamento dei servizi educativi, l’inclusione scolastica e la conciliazione vita-lavoro attraverso l’impiego dei fondi di coesione.

Tra le prime misure della strategia di rilancio degli investimenti pubblici e privati, da segnalare l’incremento significativo del Fondo per la montagna, con 24 milioni di euro nel triennio, pari a circa il 20% in più rispetto al passato; 22,5 milioni di euro per il finanziamento degli hub urbani per lo sviluppo dell’economia urbana e la qualificazione e innovazione della rete commerciale e dei servizi (a cui se ne aggiungono ulteriori 20 di risorse per spese correnti); 20,3 milioni di euro per investimenti infrastrutturali a sostegno dell’agenda digitale, 8 milioni di euro, sempre nel triennio, per accompagnare il processo di riordino territoriale da realizzarsi nel corso del 2026; 6 milioni di euro destinati all’evoluzione del sistema aeroportuale regionale, con un’attenzione specifica gli aeroporti minori. Previsti inoltre interventi straordinari di manutenzione ed efficientamento della rete ferroviaria regionale per 56,5 milioni di euro nel triennio. 1 milioni di euro sono infine destinati a sostenere i costi delle imprese per l’attivazione dei basket bond, strumento di garanzia avviato nel 2025 che con uno stanziamento di risorse Fesr pari a 25 milioni di euro supporto per la crescita sostenibile delle Pmi, facilitandone l’accesso al mercato dei capitali, con un potenziale di 100 milioni di euro.

Una riflessione politica e i miei auguri per le festività natalizie e per un buon 2026!

A fine anno è solitamente tempo di bilanci.

Vorrei cominciare da una riflessione rivolta alla manovra finanziaria del governo, allarmante perché prevede crescita zero, gli italiani non stanno meglio di prima, veniamo da tre anni di calo della produzione industriale, nonostante il nostro sforzo di portare gli investimenti del Pnrr. Nel contempo salgono le spese militari, per avere accettato la richiesta di Trump di portarle al 5% per Pil. Meloni doveva fare come Sanchez e dire di no, mentre così rischiamo di togliere altre risorse alla sanità pubblica. Salgono le tasse, la pressione fiscale è al 42,7% e non è mai stata così alta. Salgono gli affitti e il governo mette zero sulla casa in manovra. Salgono le bollette, del 25% in un anno. Secondo la Cna le imprese artigiane pagano il 5% in più rispetto a un anno fa. Sale il caro vita e questa è un’esperienza che viviamo tutti: dal 2021 al 2025 il prezzo dei beni alimentari è aumentato del 25% e i salari sono scesi di nove punti.

Meloni ci racconta di un paese in cui va tutto bene ma non è così. Noi come Partito Democratico dobbiamo urlarlo sempre più forte e allo stesso tempo lavorare insieme a tutte le forze di opposizione per trovarci uniti e pronti all’appuntamento delle politiche del 2027. Come abbiamo fatto nelle recenti tornate relative alle elezioni regionali. E’ bene ricordare che negli ultimi anni solo due regioni hanno cambiato colore politico, la Sardegna e l’Umbria, ed entrambe sono passate dal centrodestra al centrosinistra. Dobbiamo continuare questo lavoro di unità.

Unità che ha caratterizzato anche i recenti congressi del partito, regionale e provinciale. Da questo punto di vista mi sento di ringraziare nuovamente Luigi Tosiani per aver dimostrato fiducia nei miei confronti chiedendomi di essere la sua vice segretaria regionale, ruolo che mi onora e che sto cercando di svolgere con impegno e dedizione.

A proposito di livello regionale, è passato un anno dalle elezioni regionali e dall’insediamento della nuova assemblea legislativa e della nuova giunta guidata da Michele De Pascale. Un anno intenso di attività e di lavoro, culminato in questi giorni con l’approvazione della manovra di bilancio per il 2026, una manovra espansiva, nonostante il taglio dello Stato, nessun arretramento: confermiamo tutte le previsioni della precedente finanziaria continuando a investire su sanità pubblica, non autosufficienza e sicurezza del territorio, avviando al contempo una nuova fase di rilancio degli investimenti pubblici e privati.

Ci aspettano tante sfide, sia a livello politico che amministrativo, ci sarà tanto da fare quindi, e farlo insieme a tutti voi sarà più bello.

A ciascuno giunga da parte mia il più sentito e sincero augurio di buone festività natalizie e di uno splendido 2026, che voglio estendere anche alle vostre famiglie e ai vostri cari.

Emma Petitti

A Cattolica all’inaugurazione del nuovo centro socio riabilitativo diurno “Monte Vici”

Oggi all’inaugurazione del nuovo Centro Socio Riabilitativo Diurno “Monte Vici” a Cattolica. L’apertura del nuovo Centro rappresenta un risultato importante nel percorso di sviluppo dei servizi territoriali dedicati alle persone con disabilità, un tassello prezioso che arricchisce la nostra rete di servizi socio assistenziali.
Un risultato significativo per la nostra comunità, reso possibile grazie all’enorme impegno di Ca’ Santino, con Meris, Pierpaolo, Gianfranco, alle nostre amministrazioni locali e al distretto socio sanitario, con le sindache Franca Foronchi e Michela Bertuccioli, ai loro assessori, alla collaborazione di Rivierabanca e della Legacoop Romagna.
Buon lavoro Chiara, a te e a tutte le fantastiche operatrici e operatori della struttura.
La competenza, la cura, la passione sapranno fare sentire legate le famiglie e le persone che abitano il centro. Non sarete mai soli. Un’intera comunità è al vostro fianco.

Approvata in Assemblea Legislativa la proposta di legge per regolamentare gli affitti brevi

Mercoledì l’assemblea legislativa ha approvato un provvedimento che consente ai comuni di regolare gli affitti brevi. L’Emilia-Romagna è la seconda regione italiana ad avere una norma del genere, dopo la Toscana. L’approvazione della legge in questi giorni non è casuale: martedì infatti la Corte costituzionale aveva confermato il potere di regioni e comuni di regolamentare gli affitti brevi, respingendo una serie di questioni di legittimità che il governo nazionale aveva presentato contro la legge della Toscana.

È una sentenza importante, che ha avuto subito conseguenze e potrebbe averne anche altrove (in Puglia, per esempio, il neoeletto presidente Antonio Decaro ha già detto di star valutando una legge simile).

La necessità di approvare una legge che limiti le case usate per gli affitti brevi nasce dal fatto che in varie città, specialmente in quelle a maggiore vocazione turistica, è molto difficile trovare una sistemazione permanente perché sempre più spesso i proprietari di immobili preferiscono affittarli ai turisti, invece che a persone che li occuperebbero per periodi più lunghi, perché è più redditizio.

Questo causa alcuni effetti negativi per la popolazione che abita e vive nelle città: tra questi, quello più evidente è l’aumento del costo degli affitti di lungo periodo, dovuto al fatto che il numero di immobili dedicati a questo scopo è minore. È un problema particolarmente diffuso a Bologna, dove molte persone, tra cui soprattutto gli studenti, hanno difficoltà a trovare una casa in affitto a prezzi accessibili.

La nuova norma crea una nuova destinazione d’uso per gli immobili usati per gli affitti brevi, detta “locazione breve”. Significa che per mettere in affitto una casa per brevi periodi il proprietario dovrà modificare il modo in cui questa è registrata presso il comune. Questa modifica permette due cose: i comuni saranno in grado di quantificare il numero di case utilizzate per gli affitti brevi e potranno imporre il rispetto di vari requisiti, riguardanti per esempio la sicurezza e l’igiene. Attualmente la destinazione d’uso delle case in cui abitano delle persone è quella “residenziale”, indipendentemente dal fatto che l’inquilino sia proprietario o in affitto.

La norma prevede che le amministrazioni comunali possano stabilire la percentuale massima di case da destinare agli affitti brevi nelle varie zone della città (cioè quelle a cui è possibile cambiare la destinazione d’uso in “locazione breve”): è una questione molto importante, perché in questo modo i comuni potranno decidere se approvare o meno un ulteriore affitto breve nelle zone con un’alta densità di case per gli affitti brevi, come i centri storici. La norma non fissa una percentuale che i comuni devono rispettare (ciascuno valuterà cosa è meglio per il proprio caso).

Con la nuova legge l’amministrazione comunale potrà inoltre limitare o vietare alcuni lavori edilizi nelle case che verranno usate per gli affitti brevi, come frazionamenti e ricostruzioni. È frequente infatti che per massimizzare il rendimento di un immobile il proprietario ne modifichi la parte interna, eliminando le zone comuni e frazionandole in stanze più piccole, che poi vengono messe in affitto.

Infine la norma prevede che il comune possa aumentare fino al 30% gli oneri di urbanizzazione, ovvero i contributi che devono essere pagati al comune quando vengono realizzati alcuni interventi edilizi, e che si possa tornare alla destinazione d’uso precedente in ogni momento e senza costi aggiuntivi. Il mancato rispetto di queste regole può comportare multe che vanno da 1.500 a 8mila euro.

A Rimini evento per la Pace e per parlare di Gaza e della Flotilla

Eravamo in più di 200 all’Area Settebello a Rimini per una serata dedicata alla ricerca della Pace, fatta di coraggio e speranza.
Una serata di testimonianza e pace con Annalisa Corrado, EducAid e CGIL Rimini per parlare di Gaza, della toccante esperienza a bordo della Flotilla di Annalisa seguita con una cena di solidarietà con 1.000 Euro raccolti e destinati alle attività della ONG riminese a Gaza per aiutare bambini e fragili vittime di una guerra che fa male all’intero pianeta.
Grazie a chi c’è stato, al Partito Democratico Città di Rimini, alla CGIL Rimini, a Educaid e a tutti e tutte coloro che hanno animato una serata di solidarietà e speranza.

Alla guida del coordinamento delle elette e delle amministratrici

Emma Petitti, vice segretaria del Partito Democratico Emilia-Romagna e consigliera regionale, è stata chiamata a un nuovo ruolo strategico all’interno del Coordinamento Donne Democratiche nazionale.
Nella riunione svoltasi ieri, il Coordinamento ha fatto il punto sulla situazione politica e ha rilanciato con nuove energie il lavoro dell’esecutivo e dell’infrastruttura femminista a sostegno della segretaria Elly Schlein. È’ stato affidato ad Emma Petitti il , insieme a Teresa Armato e Stefania Pezzopane.
Petitti ha sottolineato l’importanza di sostenere le esperienze sui territori, contaminarsi attraverso buone prassi di governo e lavorare per superare stereotipi e divari di genere. «In un tempo in cui i diritti delle donne sono fortemente compromessi – ha dichiarato – il lavoro politico che saprà fare il PD diventa ancora più prezioso».
«La mia nomina rappresenta anche il riconoscimento del ruolo centrale che Rimini e l’Emilia-Romagna hanno nel dibattito politico nazionale. Porto con me un forte impegno per la partecipazione politica sui territori e per la valorizzazione del buon governo, che considero uno strumento fondamentale di crescita e di coesione sociale. Voglio ringraziare il Coordinamento Donne Democratiche – in particolare la portavoce nazionale Roberta Mori – e la segretaria Elly Schlein per la fiducia che mi è stata accordata: lavorerò con determinazione per far crescere il ruolo del Partito Democratico, sia nel dibattito locale che in quello nazionale, mettendo al centro diritti e pari opportunità»

Orgogliosa della candidatura per il PD alle elezioni regionali del 17-18 novembre

Si parte! Sono ufficialmente candidata alle elezioni regionali del 17 e 18 novembre per il Partito Democratico.
È un vero onore aver l’occasione di rappresentare di nuovo Rimini e tutta la provincia, la mia terra. Non vedo l’ora di rimboccarmi le maniche e lavorare per rilanciare in Regione i nostri valori: il coraggio, la passione, la solidarietà e la voglia di fare.
Insieme possiamo fare tanto, come questi anni ci hanno dimostrato. Malgrado pandemie, alluvioni e difficoltà abbiamo sempre rialzato la testa, abbiamo migliorato e lavorato per il nostro territorio.
Come solo noi romagnoli sappiamo fare, concreti e coraggiosi.

Con l’associazione “Alzheimer Rimini” per il 30mo compleanno della loro nascita

Oggi sono passata a salutare gli amici e le amiche di Alzheimer Rimini, che proprio oggi compie 30 anni di attività.
L’associazione da anni s’impegna per non lasciare mai sole le persone affette da demenza e le loro famiglie e soprattutto per sensibilizzare su una malattia così importante e diffusa: nella provincia di Rimini si stimano circa 5mila casi, la maggior parte donne.
Un grande ringraziamento quindi a Giorgio Romersa, pilastro dell’associazione, ai professionisti che ormai da 10 anni operano e a tutti i volontari e le volontarie!

A Sant’Agata Feltria per l’inaugurazione del primo asilo nido in paese

Il primo asilo nido di Sant’Agata Feltria!
È stata una vera emozione e un grande onore inaugurare l’Istituto suore figlie di Nazareth, il primo asilo nido di Sant’Agata.
Questo nido è il primo passo concreto verso il miglioramento della qualità della vita di questo territorio. E un passo fondamentale anche per le donne, le famiglie e i più piccoli che vivono nel nostro entroterra.
Un ringraziamento speciale per il lavoro svolto al sindaco Goffredo Polidori, al vice Francesco Bagnoli, all’assessore Emanuel Peruzzi e a tutto il consiglio comunale e ovviamente al Convento delle Sorelle Figlie di Nazareth!

A Rimini alla celebrazione dei 100 anni dalla nascita di Don Oreste Benzi

Oggi ho avuto il piacere di partecipare alla celebrazione dei 100 anni dalla nascita di don Oreste Benzi, organizzata dalla Chiesa e dalla comunità Papà Giovanni XXIII.
Don Oreste Benzi è stato un esempio per tutti noi, un grande uomo che ha dedicato la vita ad aiutare il prossimo e gli ultimi. È stato perciò un onore portare i saluti e il contributo della Regione Emilia-Romagna.