Insieme ai lavoratori delle Officine Grandi Riparazioni di Rimini

Accanto alle lavoratrici e ai lavoratori delle Officine Grandi Riparazioni di Rimini, che stamattina si sono dati appuntamento in via Tripoli in occasione dello sciopero indetto dalla Filt Cgil, per esprimere la loro preoccupazione circa il futuro occupazionale e industriale degli impianti di Rimini e Bologna.
Ho voluto prendere parte anche io: è necessario che l’azienda confermi gli accordi presi sugli investimenti previsti e dia delle risposte concrete ai tanti timori dei lavoratori, acuiti, per di più, dallo stato di incertezza causato dalla pandemia.
OGR Rimini, insieme al sito bolognese, è una realtà preziosa e indispensabile per la competitività del nostro territorio grazie agli importanti servizi che offre, da tutelare e salvaguardare.
Non possiamo permetterci ridimensionamenti, licenziamenti o mancati interventi, perché significherebbe andare a colpire al cuore un settore tanto strategico come quello della manutenzione dei trasporti e soprattutto rischiare che tante persone si ritrovino da un giorno all’altro senza un lavoro. Scenario che dobbiamo evitare con tutte le nostre forze.
L’assessore regionale Vincenzo Colla sta seguendo con estrema cura questa vicenda, così come l’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, affinché questa situazione di difficoltà e precarietà si risolva nel migliore dei modi, attraverso anche a una collaborazione costante con le rappresentanze sindacali di Filt Cgil, Cisl e Uil. L’obiettivo al quale vogliamo guardare è prima di tutto la difesa dei lavoratori e la messa in pratica degli accordi, che competerebbe un vantaggio in termini di competitività per tutti: Rimini, l’Emilia-Romagna e il Paese intero.

In Regione incontro con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Oggi ho avuto il piacere di accogliere il Presidente dell’Unione Italiana Ciechi dell’Emilia-Romagna Stefano Tortini e il Consigliere Delegato Pier Domenico Mini.

Con loro ho parlato dei temi che in questo momento stanno più a cuore alle persone non vedenti e alle loro famiglie, a partire dalla necessità di ricevere il vaccino contro il Covid.

Come Assemblea legislativa continuiamo a lavorare per garantire più tutele, diritti e autonomia a chi soffre di disabilità visiva.

La mia adesione all’appello dell’ANPI ‘Uniamoci per salvare l’Italia’

“UNIAMOCI PER SALVARE L’ITALIA”

Gennaio 2021

Il mio intervento di saluto al 12° congresso di Uisp Rimini

Vi ringrazio davvero molto per l’invito a questo vostro momento congressuale, che sarebbe stato bello svolgere in presenza ma che per i noti motivi che tutti sappiamo siamo costretti a fare in videocollegamento.

Mi scuso fin da ora perché come ho già anticipato dovrò partecipare a un’altra videocall e tra un po’ dovrò lasciarvi.

Voglio rivolgere un saluto particolare a Lino Celli, col quale ci conosciamo da diversi anni e che ho avuto modo di apprezzare nel suo lavoro, in particolar modo per quanto riguarda l’attaccamento e la dedizione che ha sempre dedicato al mondo dello sport.

Un ambito, quello sportivo, che come tanti altri, anzi forse più di altri, ha risentito purtroppo molto negativamente dell’impatto dell’epidemia del Coronavirus.

La scorsa primavera, quando tutto è scoppiato, ci siamo trovati all’improvviso in un incubo che ha cambiato le vite di tutti noi, e non mi riferisco solamente all’aspetto sanitario, ma anche a quello economico, sociale e delle abitudini di ciascuno: ci siamo trovati a non poter più fare da un giorno all’altro quello che eravamo abituati a fare tutti i giorni, e tra questo anche l’attività sportiva o motoria, non solo agonistica ma anche amatoriale.

I bambini, i ragazzi ma anche noi adulti abbiamo all’improvviso dovuto fare delle rinunce e dei sacrifici, che probabilmente ci hanno anche fatto apprezzare ancor di più la bellezza di quella che magari consideravamo solo una routine.

Poi l’arrivo dell’estate con la situazione in netto miglioramento e successivamente la nuova difficoltà nella quale siamo precipitati con l’arrivo dell’autunno e dalla quale non siamo ancora usciti.

Ora con la novità relativa alla disponibilità del vaccino mi auguro che la situazione possa progressivamente migliorare e vorrei auspicare che la primavera alle porte sia simbolo di rinascita, a differenza di quella precedente.

Nel frattempo immagino che voi non siate stati fermi e che abbiate fatto tutto ciò che era nelle vostre possibilità, nei limiti ovviamente imposti dai protocolli di sicurezza.

Per quanto riguarda noi Regione Emilia-Romagna abbiamo cercato di fare altrettanto.

Risale a circa due mesi fa il finanziamento regionale di 2,1 milioni di euro, per valorizzare e sostenere lo sport di base e la pratica motoria, e appuntamenti che contribuiscono anche allo sviluppo dei territori. Un aiuto a una rete di soggetti estremamente ramificata in Emilia-Romagna, grazie al lavoro di professionistioperatori e volontari che svolgono un importante lavoro, anche nei confronti delle famiglie e di tanti giovani.

Parliamo di quasi 200 progetti finanziati.

Da una parte feste dello sportincontri, attenzione alla salute e al benessere fisicocompetizioni giovanili e amatoriali, iniziative nelle scuole così come quelle per adulti e anziani, all’insegna del movimento e della pratica motoria. E ancora: lo sport praticato da persone con disabilità. E lo sport come momento di crescita, socialità, solidarietà, fare comunità.

Dall’altra, tornei competizioni su ogni disciplina, anche quelle considerate a torto minori e che invece contano tantissimi appassionati e praticanti.

Nel complesso, iniziative e manifestazioni organizzate da enti locali, istituzioni scolastiche, Ausl, federazioniassociazioni e società sportive.

Con questa finalità, la Giunta regionale ha approvato appunto a metà novembre le graduatorie di due bandi, mettendo a disposizione i fondi per 83 eventi (30 di rilevanza sovraregionale e 53 di livello regionale) e 103 progetti sportivi, da Piacenza a Rimini. Nel dettaglio, 1 milione di euro viene destinato agli eventi e manifestazioni sportive 1,1 milione euro alla realizzazione di progetti relativi all’attività motoria e sportiva. La partecipazione ai bandi è stata alta nonostante l’emergenza Coronavirus.

Queste risorse si aggiungono a quelle stanziate per i voucher per le famiglie (3.289.200 euro), per sostenere i grandi eventi sportivi (5.840.000 euro) e per il fondo di garanzia per le carenze di liquidità delle associazioni sportive (1 milione di euro), che complessivamente hanno portato a oltre 12 milioni di euro lo stanziamento regionale nel 2020 per la pratica sportiva ed eventi nazionali, internazionali e nel territorio.

Per l’anno appena iniziato abbiamo approvato il bilancio alla vigilia di Natale e ovviamente verrà fatto ogni sforzo per mantenere invariato il livello di finanziamenti a disposizione di un settore strategico come lo sport, a maggior ragione in un periodo come questo.

C’è poi la questione dei ristori, che sono stati effettuati dal governo nazionale, ma sui quali anche la regione ha deciso di fare uno sforzo con risorse aggiuntive.

Proprio una settimana fa la Giunta ha deliberato di stanziare 40 milioni di euro.

Tra questi, vi sono 1,5 milioni di euro che saranno assegnati tramite bando ai gestori delle piscine pubbliche date in gestione tramite convenzione; 2 milioni di euro invece saranno destinati, sempre tramite bando, alle palestre.

Questo per dire che nonostante tutto cerchiamo di non stare fermi, di fare la nostra parte come istituzioni, ben sapendo che non è mai abbastanza ma che ogni cosa che si può fare la si cerca di fare.

Poi ci siete voi, che fate davvero un lavoro immane e lo fate da anni.

Non sta a me qui dire chi sia e cosa rappresenti la Uisp.

Siete una realtà storica, a livello nazionale ma anche a Rimini, un vero e proprio punto di riferimento. Non è un elogio di circostanza il mio credetemi.

Da persona ‘esterna’ al vostro mondo ma che da anni opera nelle istituzioni, si percepisce chiaramente che cosa sia la Uisp, in termini proprio del valore che avete sempre dato al concetto di associazionismo sportivo di base, alla cultura del movimento che è promozione e prevenzione della salute, ai temi della infrastrutturazione sociale e della rete coesiva delle comunità.

Questi non sono solo valori sportivi, ma sono valori sociali e fondativi che segnano un solco ben chiaro rispetto a quale sia lo spirito che vi ha sempre contraddistinto.

Il futuro dello sport e dell’attività fisica sta nel rendere evidente il ruolo forte che questi due elementi svolgono nella costruzione di una società anche più sostenibile, in quello che dovrà necessariamente essere il processo di ripresa economica e sociale.

Tra l’altro va detto che è innegabile che vi sia un collegamento diretto tra attività motoria, salute pubblica e benessere della collettività, visto che sono mesi che parliamo proprio di sanità.

Credo che così come è a rischio la sopravvivenza di molte aziende e quindi di tanti posti di lavoro, sia parimenti a rischio una percentuale alta della sopravvivenza delle realtà associative che operano nel vostro mondo e non solo; oserei dire del terzo settore in generale.

Ecco, rispetto a questo scenario, occorre avere ben chiaro che cosa ci aspetta in termini di scelte e di priorità nei prossimi mesi.

Purtroppo le vicende relative al quadro istituzionale e politico non aiutano in questo senso, però ognuno di noi negli ambiti di azione che lo riguardano deve fare non il 100 ma il 120% di ciò che è nelle proprie possibilità.

Solo con questa unità di intenti forse riusciremo ad uscirne.

Diversamente la vedo molto ma molto dura.

Io chiedo scusa se ho portato via troppo tempo ma ci tenevo da un lato a ricordare gli ultimi provvedimenti regionali riguardanti il vostro settore e dall’altro provare a fare una riflessione più generale sul momento drammatico che stiamo vivendo.

Vi ringrazio nuovamente per la gentilezza dell’invito rivoltomi a partecipare, vi porgo il mio augurio di buon lavoro per i vostri lavori congressuali e soprattutto spero che alla prossima occasione ci potremo vedere di persona perché significherà essere tornati ad una sorta di normalità.

 

Grazie e buon lavoro

 

Iniziativa editoriale di Legacoop Romagna sulla storia delle Case del Popolo

Il mio intervento di saluto

 

Innanzitutto voglio ringraziare di cuore gli amici del Circolo Cooperatori e di Legacoop Romagna per l’invito all’iniziativa di oggi, che ahimè dobbiamo svolgere in videocollegamento e non possiamo fare in presenza.

Speriamo che passi questo brutto periodo e che si possa tornare a vederci di persona, lo dico anche come auspicio.

Saluto quindi gli amici Giancarlo Ciaroni, Paolo Zaghini, Gian Franco Pacassoni, Roberto Brolli, Massimiliano Manuzzi e anche ovviamente Daniele Montebelli.

Intanto fatemi dire che sono contenta e orgogliosa del fatto che il progetto che presentate oggi è frutto di un lavoro che anche la Regione Emilia-Romagna ha contribuito a supportare, grazie ai finanziamenti destinati al filone progettuale ‘Storia e Memoria del Novecento’, previsti dalla Legge 3 del 2016.

L’Assemblea legislativa che ho l’onore di presiedere contribuisce alle iniziative sulla Storia e la Memoria del Novecento con diverse attività e progetti che coinvolgono scuole, enti locali, associazioni e organizzazioni del territorio. In particolare, vengono promossi la realizzazione di percorsi per le scuole, laboratori digitali e altre occasioni di studio, formazione e riflessione per favorire nei giovani la conoscenza degli eventi che hanno caratterizzato l’ultimo secolo di storia in Italia e in Europa. L’obiettivo è di sviluppare una maggiore consapevolezza sui diritti di cittadinanza e contribuire allo sviluppo di forme, strumenti e processi di democrazia partecipativa, di cittadinanza attiva e di cultura europea.

In questo ambito rientrate ovviamente voi a pieno titolo col vostro lavoro, oggetto della presentazione di oggi.

Innanzitutto vorrei farvi un plauso per il bel sito internet che avete realizzato.

Di fatto anche quello è uno strumento che aiuta a conservare la Memoria, e quindi ‘un luogo della Memoria’, seppur virtuale.

Mi ha colpito la frase che appare non appena si apre il sito: “CASE DEL POPOLO, IL LUOGO DEL NOI. La Casa del Popolo era un luogo magico, dove si imparava, si discuteva, ci si aiutava, ci si organizzava e ci si divertiva! Dove c’era la voglia di stare insieme.

In questa descrizione è racchiusa tutta l’essenza di quel mondo che erano appunto le Case del Popolo.

Non sta a me qui oggi fare la storia delle case del popolo perché ci sono amici più indicati e titolati a farlo, anche dal punto di vista della genesi storica.

A me interessa delineare qualche tratto saliente anche per evidenziare il fatto che la nascita delle Case del Popolo è strettamente correlata a quello della cooperazione da voi rappresentato.

La Casa del Popolo infatti risponde ad esigenze di sviluppo e funzionamento di cooperative di lavoro e consumo e di un complesso di servizi culturali, assistenziali, mutualistici e ricreativi.

Possiamo dire che culturalmente rappresenta la visibilità del movimento, la sua stabilità, l’unità e la solidarietà popolari, la dimostrazione pubblica della propria capacità etica etecnica, il senso di un profondo radicamento sul territorio, la conservazione della memoria.

Tra l’altro la prima Casa del Popolo italiana nacque a fine 1800 proprio nella nostra regione, e precisamente a Villa Massenzatico di Reggio Emilia.

Per venire più da vicino alla Romagna, che è anche oggetto della vostra ricerca, parliamo di un territorio che è stato ricco di esperienze da questo punto di vista, in tutte le province: Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

E ovviamente anche da noi c’è stato il susseguirsi di vicende che hanno riguardato le case del popolo ovunque: dalla fondazione a fine ‘800, al periodo buio figlio delle rappresaglie dei fascisti, alla rinascita nel dopoguerra e alle difficoltà avute con il Governo Scelba, fino alla definitiva emancipazione.

Ricordando che l’attacco di quel Governo non fu solamente rivolto alle Case del Popolo ma anche al mondo cooperativo che rappresentava l’anello nevralgico di quel sistema.

E’ chiaro con il passare degli anni lo scenario del paese è mutato e con esso anche il contesto sociale, economico e politico. E di pari passo ovviamente l’evoluzione del mondo cooperativo come lo si conosceva fino ad allora.

Il ruolo dei partiti e dei sindacati cresceva, così come nell’ambito ricreativo e culturale aumentava l’offerta con la nascita di associazioni culturali, sportive e di altro genere e questo ovviamente mutava anche la funzione delle Case del Popolo per come la si era conosciuta fino a quel momento.

E’ stato così anche per quelle del nostro territorio, magari con evoluzioni diverse.

Oggi molte di quelle sedi fisicamente esistono ancora, ma non esiste più la funzione. E aggiungo ‘ahimè’, con un po’ di nostalgia.

Ciò non toglie che non si debba sempre studiare, affermare e far conoscere la storia che c’è stata dietro a questa grande intuizione che furono le Case del Popolo e del grande valore sociale, economico e oserei dire politico che ha significato il movimento cooperativo in Italia, nella nostra regione e ovviamente in Romagna.

Saranno poi gli ospiti coadiuvati da Giancarlo e Paolo a spiegare meglio il tutto.

Io vorrei in chiusura augurare a tutti voi, alle vostre famiglie e a chi ci sta seguendo i miei più sinceri e sentiti auguri di buone festività, in particolare di un buon 2021, perché credo che tutti abbiamo voglia di lasciarci alle spalle questo 2020 che rimarrà probabilmente nella storia per essere probabilmente l’anno più brutto dal dopoguerra ad oggi.

E magari prenderci l’impegno fin da ora, mi piacerebbe davvero e lo dico senza retorica, di vederci in un prossimo incontro in una sede di una Casa del Popolo!

 

 

 

 

Approvato in Assemblea Legislativa il Bilancio 2021 della regione

Regione. Approvato il Bilancio 2021: oltre 9 miliardi di euro alla sanità pubblica (+600 milioni di euro), tasse ferme per il sesto anno consecutivo e investimenti per 1,5 miliardi di euro. Bonaccini: “In Emilia-Romagna le condizioni per ripartire. Investiremo su lavoro, welfare, ambiente e conoscenza, confrontandoci con tutti: ringrazio maggioranza e opposizione per il dibattito in Aula, toni e modalità giuste per dare risposte concrete all’intera comunità regionale”

Conti in ordine, manovra da oltre 12miliardi di euro. Continua a calare l’indebitamento (-56 milioni). Bus e treni gratuiti estesi agli studenti fino a 19 anni, confermati l’esenzione del ticket nazionale da 23 euro sulle prime visite per le famiglie con almeno due figli, i contributi a fondo perduto alle giovani coppie per l’acquisto o ristrutturazione della casa e il taglio dell’Irap alle imprese nei comuni montani, l’abbattimento o azzeramento delle rette dei Nidi, il 100% delle borse di studio e dei benefici agli studenti che ne hanno diritto. Sostegno alle attività colpite dalle misure anti-Covid (31,8 milioni) a integrazione dei ristori nazionali. Sale il Fondo regionale per la non autosufficienza (464 milioni). Nuovi investimenti su edilizia sanitaria, trasporto pubblico locale e mobilità sostenibile, Big data e digitale, lavoro, formazione e imprese, attrattività di investimenti, aree interne, scuola, cultura, sport, turismo, commercio, agricoltura.

Bologna – Via libera al Bilancio di previsione 2021 e triennale al 2023 della Regione, proposto dalla Giunta e approvato nella serata di ieri dall’Assemblea legislativa regionale. Una manovra complessiva da 12 miliardi e 484 milioni di euro, di cui oltre 9 miliardi per la sanità regionale, 600 milioni in più rispetto al 2020. Scelte possibili grazie a conti in ordine, -56 milioni di euro l’indebitamento il prossimo anno, lasciando invariate le tasse regionali per il sesto anno consecutivo, alleggerendo anzi il carico fiscale attraverso le misure varate (dall’esenzione ticket nazionale da 23 euro sulle prime visite per le famiglie con almeno due figli al taglio Irap per imprese e attività economiche nei comuni montani, dai mezzi del trasporto pubblico locali gratuiti per gli studenti fino a 19 anni all’abbattimento delle rette dei Nidi). E il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica fissati a livello nazionale, pur in periodo Covid, producendo un saldo positivo di oltre 71 milioni di euro.

“Vogliamo aiutare chi ha bisogno adesso, dando risposte concrete a cittadini, famiglie, imprese, e, nello stesso tempo creare basi solide per ripartire il prima possibile e nel modo migliore che si possa fare- ha affermato il presidente Stefano Bonaccini nel suo intervento in Aula al termine del dibattito generale-. Ancora di più adesso è necessario guardare anche al domani, nel momento in cui occorre continuare a gestire la crisi sanitaria e scongiurare a ogni costo una terza ondata del contagio, perché la pandemia c’è ancora e dobbiamo fermarla, insieme. Sapendo che fra pochi giorni partirà la campagna di vaccinazione anti-Covid in Italia e in tutta Europa: un momento storico, per il quale l’Emilia-Romagna è pronta”.

“Qui partiamo da conti in ordine, da un bilancio sano, come ci viene riconosciuto ogni anno dalla Corte dei conti. Questo ci permette decisioni che difficilmente si vedono altrove, come l’abolizione dei superticket sanitari, misura poi diventata nazionale, l’estensione di bus e treni regionali gratis agli studenti fino a 19 anni a partire dal prossimo anno scolastico, il taglio delle rette degli asili nidi, con l’obiettivo entro la legislatura di azzerarle, o tenere ferme le tasse regionali per il sesto anno consecutivo. Un bilancio a cui si affianca una visione chiara: quella di costruire un presente e un futuro diversi, condivisa con tutti i territori, le istituzioni, le rappresentanze economiche e sociali del nostro territorio che hanno sottoscritto con noi il Patto per il Lavoro e per il Clima, unico in Italia. Un Patto per fare dell’Emilia-Romagna la regione della piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Con pilastri definiti: sanità pubblica, con ancora più medicina del territorio, nuova e buona occupazione, svolta ecologica, Big data e transizione digitale, scuola, messa in sicurezza del territorio”.

“Conoscenza, lavoro, welfare e ambiente: su questo investiremo, confrontandoci con tutti, in maniera aperta e trasparente. Anche per questo voglio ringraziare tutti i Gruppi consiliari, di maggioranza e opposizione, per il dibattito in Aula. Per le modalità e i toni che ho ascoltato da tutti, pur da posizioni diverse, nel merito dei temi affrontati, per le proposte avanzate. Un patrimonio- ha chiuso Bonaccini– che è di questa Assemblea legislativa, credo il modo migliore per affrontare i mesi che abbiamo davanti”.

Il Bilancio in sintesi
Il provvedimento si inserisce nel contesto più ampio del piano di investimenti per quasi 14 miliardi di euro al 2022, presentato già prima dell’estate, per una ricostruzione partecipata e condivisa da territori e parti sociali, grazie a fondi pubblici (europei, statali, regionali) ai quali si aggiungono cofinanziamenti privati, per opere cantierabili e progetti in corso di definizione con le comunità locali.

Una manovra cresciuta rispetto a quella licenziata dalla Giunta poche settimane fa: si sono infatti aggiunte risorse vincolate per 148 milioni di euro nel triennio (99,69 milioni per il 2021, 30,50 per il 2022 e 17,97 per il 2023). Risorse dello Stato attribuite soprattutto all’ambito sociale, con un significativo aumento (+27,50 milioni) per le politiche sociali, interventi per la disabilità, sul fondo regionale per la non autosufficienza (+6,91 milioni) e per i Caregiver familiare. Ma si sommano anche risorse per il sostegno all’agricoltura e per il trasporto pubblico locale.

Confermate le risorse senza precedenti per il sistema sanitario e ospedaliero dell’Emilia-Romagna: oltre 9 miliardi di euro nel 2021, 600 milioni in più rispetto a quest’anno, con investimenti già programmati per più di 340 milioni nel biennio. E la rete socio-assistenziale dedicata agli anziani e alle persone con disabilità potrà contare su un Fondo regionale per la non autosufficienza fra i più alti nel Paese, che sale così a 464 milioni di euro.

Aiuti agli esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e agli operatori (taxisti, Ncc, ma anche piscine, palestre, cultura) che hanno dovuto sospendere o limitare le proprie attività in seguito alle ordinanze anti-Covid (31,8 milioni di euro, aggiuntivi rispetto ai ristori nazionali); la conferma dell’esenzione del ticket nazionale da 23 euro sulle prime visite per le famiglie con almeno due figli (8,5 milioni); aiuto ai nuclei in difficoltà col pagamento dell’affitto (11 milioni); servizi educativi 0-6 anni, con i fondi ai Comuni per la riduzione o l’azzeramento delle rette dei Nidi (31,6 milioni); estensione agli studenti fino a 19 anni della possibilità di viaggiare gratis su bus e treni regionali, già oggi possibile per gli under 14 (44 milioni); borse di studio e benefici garantiti a tutti gli studenti aventi diritto (28 milioni); ‘Bike to work’, percorsi casa-lavoro in bici (1 milione); contributi a fondo perduto alle giovani coppie per l’acquisto o ristrutturazione di case nei Comuni montani (altri 10 milioni di euro che si aggiungono a quelli stanziati nel 2020 per la prima volta); conferma del taglio dell’Irap per imprese, artigiani, commercianti, professionisti e autonomi nelle aree montane (24 milioni). Ancora: 215 milioni per attività produttive, formazione e politiche attive per il lavoro, 45 milioni per l’attrattività di investimenti in Emilia-Romagna e 10 milioni di euro per sostenere il percorso verso un unico sistema fieristico regionale, fondamentale per il tessuto economico emiliano-romagnolo.

Ma anche forti investimenti, per dare fondamenta solide alla ripartenza post-covid: quasi 1 miliardo e mezzo di euro di risorse regionali disponibili nel triennio, la gran parte, l’82%, senza ricorrere ad alcun indebitamento (di questi, oltre 630 milioni già per il 2021). Fra gli interventi previsti tra 2021 e 2023, edilizia sanitaria (150 milioni di euro), Big data e innovazione digitale (24 milioni per il Tecnopolo di Bologna), l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali (60 milioni), il fondo investimenti per gli enti locali emiliano-romagnoli (80 milioni), il Programma straordinario di investimenti per i territori maggiormente colpiti dalla pandemia Covid, i territori montani e le aree interne (40 milioni).

Al via in regione una ‘tre giorni’ di Assemblea Legislativa

È partita oggi la tre giorni di Aula, che ci porterà, tra le varie cose, all’approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2021. Oggi è in corso la discussione del progetto di legge sulla rigenerazione urbana dei centri storici, che vede come relatore di maggioranza il consigliere Andrea Costa, alla mia destra, e il consigliere di minoranza Massimiliano Pompignoli. Lo scopo della norma è quello di rendere ancora più fruibile il bonus 110% messo in campo dal Governo per far sì che gli iter amministrativi siano più veloci, snelli e certi. Semplifichiamo, salvaguardiamo l’ambiente e rilanciamo l’economia: questi nostri obiettivi.

Un riconoscimento della regione al riminese Mario Lugli

Il programma tv “In zir par la Rumagna” compie 43 anni. La presidente Petitti premia Mario Lugli, regista e ideatore.

“E’ un onore e un piacere premiare Mario Lugli, al quale possiamo riconoscere di aver dato vita, attraverso immagini, interviste e servizi in lungo e in largo per la Romagna, a un inestimabile patrimonio documentale, storico e culturale”.

Per la sua lunga carriera di “regista al servizio delle tradizioni del territorio”, il regista riminese Mario Lugli, 88 anni e oltre 40 di attività alle spalle, è stato premiato con una targa consegnata questa mattina nella sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dalla presidente Emma Petitti.

Per il quarantatreesimo anno consecutivo, Lugli è il regista del programma “In Zir par la Rumagna“, da lui ideato e realizzato, in onda ogni domenica sul canale teleRimini, che proprio ieri, 20 dicembre, ha raggiunto il traguardo delle 2 mila puntate.

“Questo programma- è il commento della presidente Petitti- da 43 anni accompagna le nostre domeniche raccontando il nostro bellissimo territorio e valorizzandone le tradizioni. Per me è un grande onore e piacere poter premiare personalmente Mario Lugli, al quale possiamo riconoscere di aver dato vita, attraverso immagini, interviste e servizi in lungo e in largo per la Romagna, ad un inestimabile patrimonio documentale, storico e culturale. Il suo prezioso lavoro, portato avanti con passione e dedizione, si pone in linea con le finalità dello Statuto regionale, della legge regionale sulla Memoria e con l’obiettivo di valorizzazione delle identità territoriali, importante anche per le giovani generazioni. Per questo abbiamo deciso di tributare un riconoscimento alla sua lunga carriera”.

Nata nel 1977, la trasmissione parla di costume, gastronomia e musica con l’intento, fra gli altri, di promuovere e divulgare il dialetto romagnolo. È stata condotta ininterrottamente da Mario Lugli, già insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. “In zir par la Rumagna” ha ospitato alcuni tra i più famosi personaggi romagnoli: Federico Fellini, Tonino Guerra, Sergio Zavoli, Laura Pausini, Raoul Casadei, Giorgio Consolini, Carla Boni, i Cugini di Campagna, Nilla Pizzi, Vittorio Sgarbi, Castellina Pasi, Piero Focaccia, Enrico Musiani, Gianni Pettenati.

Per Natale acquisto i regali nei negozi riminesi. Il libro di Roberto Grassilli.

Per Natale regalo Roberto Grassilli.
Non l’originale alla mia destra, il libro!
“La realtà diminuita” si legge tutto d’un fiato, è divertente, originale, con immagini curate nel dettaglio, magiche e giocose. La creatività dei riminesi è sempre fuori discussione! Una piacevole lettura per ragazzi e non solo, acquistabile alla libreria Viale dei Ciliegi in via Bertola, presidio prezioso di Rimini. Un acquisto doppiamente locale. Sono certa che la persona che lo aprirà davanti all’albero sarà molto contenta.

Sono andata a votare per il rinnovo cariche al Consorzio di Bonifica

Oggi ho espresso il mio voto al Consorzio di Bonifica per il rinnovo delle cariche del consiglio. Un importante Ente che garantisce un efficace presidio territoriale coordinando interventi pubblici e privati per la difesa del suolo, la regimazione delle acque, l’irrigazione e la salvaguardia ambientale.
Buon lavoro ai futuri eletti.