In regione presentato l’evento ‘Ravenna in Onda – La festa di rai radio 3’

Riparte dopo due anni e mezzo di pandemia il 𝐑𝐀𝐕𝐄𝐍𝐍𝐀 𝐈𝐍 𝐎𝐍𝐃𝐀 – 𝐋𝐚 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐚𝐢 𝐑𝐚𝐝𝐢𝐨 𝟑, bellissimo evento sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna; una tre giorni dedicata allo spettacolo e all’informazione di qualità. Una vetrina nazionale al Teatro Alighieri Ravenna anche per tanti talenti del nostro territorio regionale, che dà spazio a tematiche di estremo interesse.
Investire sulla cultura per noi è da sempre fondamentale, e per questo voglio ringraziare 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐅𝐞𝐥𝐢𝐜𝐨𝐫𝐢, assessore regionale alla cultura, 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚𝐫𝐢, direttore di Rai Radio3, Giacomo Costantini, assessore al turismo del Comune di Ravenna e 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐒𝐛𝐚𝐫𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚, suo collega di giunta con delega alla cultura e presenti con me alla conferenza di presentazione, per il supporto all’iniziativa.

Manifestazione a Rimini in vista delle elezioni politiche del 25 settembre

Il mio intervento 

 

Un grande grazie e un benvenuto a tutti voi, che questa sera avete scelto e deciso di partecipare a questa iniziativa a pochi  giorni dal 25 settembre. La prossima domenica, lo sappiamo, sarà una domenica importante, segnerà per tutti noi l’affermazione di una scelta di campo.

E noi abbiamo scelto da che parte stare, di stare nel campo democratico e progressista; perché è la condizione prioritaria per avere stabilità nell’azione di governo, per la difesa delle istituzioni nel segno di una identità europea fondata sulla pace, sulla libertà, sul riconoscimento delle differenze e sulla difesa del valore della nostra moneta rispetto all’inflazione e alla crescita dei prezzi.

Tutti noi in questa piazza stiamo con l’Europa; con l’Europa delle opportunità, con l’Europa delle Next generation EU e del Pnrr per creare lavoro, aumentare le interconnessioni, favorire la crescita economica degli Stati senza aumentare il debito alle nuove generazioni.

I giovani appunto, quelli che fra tre giorni, Il 23 settembre, in migliaia, torneranno in piazza per lo sciopero per il clima. La politica delle responsabilità non può essere sorda e cieca di fronte all’emergenza climatica. Un ennesimo dramma a pochi chilometri da qui ha travolto i comuni delle Marche, lasciando danni e vittime. Dobbiamo agire ora perché questo e’ il tempo che ci è dato, lo dobbiamo ai nostri figli e alle nostre comunità, non avremo altre occasioni.

E allora vogliamo che l’ambiente sia al centro delle politiche del nostro Paese. In Emilia-Romagna lo abbiamo fatto. Il patto per il lavoro voluto da Bonaccini nel 2015 non a caso è diventato nel 2020 patto per il lavoro e per il clima, perché qualità del lavoro e qualità dell’ambiente devono poter convivere.

E anche per il nostro paese vogliamo un grande piano di investimenti contro il dissesto ambientale fatto di opere e infrastrutture. E l’’occasione unica che oggi abbiamo di fronte con i fondi che verranno destinati dal Pnrr rappresentano per noi e per l’intero paese una straordinaria opportunità e quindi basta con l’idea propagandistica della destra di dover rinegoziare questi fondi.  Questi fondi europei vanno utilizzati per investimenti,  per  aumentare la qualità della vita dei nostri cittadini, per gli asili nido, per le politiche attive del lavoro, per abbattere le diseguaglianze sociali.

Ed in Emilia-Romagna sappiamo farlo!!  Lo abbiamo già dimostrato. Non è un caso che oggi siamo la regione che prima di altre ha utilizzato tutti i fondi europei. Soltanto una cifra, nel settennato 2014/2022 la nostra regione ha utilizzato tutti i fondi europei ad essa destinati, oltre 2,2 miliardi di euro sostenendo i nostri comuni nei progetti in questi anni e rendendo le città più belle e vivibili. In buona sostanza per difendere e realizzare i principi e valori in cui crediamo

E allora noi abbiamo il dovere di unire sogni, speranze, visioni, cuore e grande capacità amministrativa per affrontare la complessità di questo presente. E stasera lo diciamo insieme. Con le sindache del nostro territorio (Alice, Mirna, Franca, Daniela), donne protagoniste del buon governo e della politica locale, con alcuni dei sindaci del nostro Paese, che ringrazio,  col presidente Bonaccini e con il nostro candidato Andrea Gnassi. Buona Politica e buon governo.

 Noi vinceremo questa sfida nel paese se sapremo tenere insieme famiglie, mondo del lavoro e imprese. Con lo spirito che ha sempre caratterizzato anche l’operato delle nostre amministrazioni locali che hanno saputo fare la differenza investendo su sanità, difesa strenua dello Stato sociale, sostegno alla non autosufficienza, sostegno alla rete educativa e agli asili nido, tenendo insieme diverse generazioni, dai bambini agli anziani: la coesione sociale perchè, ricordiamocelo, dove governa il centro sinistra nessuno è lasciato solo, nessuno è rimasto indietro.

E poi, fatemelo dire con forza, cogliendo il pensiero anche delle nostre sindache e delle tante donne qui presenti.  Noi vogliamo una società aperta dove non si attacchi la libertà e l’autonomia delle donne. Per la destra il modello di famiglia e quello dell’Ungheria, dove Orban dice che le donne non devono essere troppo istruite se no salta il modello sociale.

La nostra invece è una idea diametralmente opposta; una società aperta e libera la si vede da due indicatori: donne e giovani che lavorano, donne e giovani protagonisti nella società.  Perché è cosi che aumentiamo il Pil e la competitività del paese e lo si rende più forte nell’affrontare sfide difficili ed inedite. Non è un caso che in Emilia-Romagna, grazie alle nostre politiche, abbiamo il tasso di occupazione femminile più alto in Italia,  66,4%  contro una media nazionale del 51.

E allora diciamolo, noi scommettiamo su una società libera, aperta al mercato, alla concorrenza, competitiva e che difenda gli ultimi. Perché nella vita a volte basta poco per vedere cambiate le proprie condizioni sociali ed economiche. E allora noi è lì che dobbiamo stare e dare risposte. L’alternativa a tutto questo sappiamo qual è!  Lucrare voti sulla paura e sull’insicurezza compresa quella di impedire a ragazzi nati in Italia da genitori stranieri di veder riconosciuto un diritto sacrosanto come lo ius scholae. 

E lasciatemelo dire, non è accettabile, che questa fase storica ci ponga di fronte a precarietà e incertezza quando si parla di Lavoro. Un paese, l’Italia, che non ha visto crescere i salari negli ultimi trent’anni e quindi noi vogliamo che si intervenga sui contratti aumentando salari e diminuendo le tasse sul lavoro.

L’Italia che fa la differenza è quella che si rimbocca le maniche, che non si volta dall’altra parte quando qualcuno sta male, che sa andare oltre le proprie appartenenze e differenze. Che coltiva la propria identità democratica fondata sulla costituzione italiana. E Rimini e la sua storia appartengono a questo solco.

Una città bombardata e completamente distrutta nella seconda guerra mondiale, medaglia d’oro al valor civile che è diventata una tra le principali mete turistiche d’Europa proprio perché ha saputo tenere insieme sostenibilità ambientale, sviluppo economico e innovazione.

Una storia di buon governo che ha visto negli ultimi 10 anni protagonista Andrea Gnassi. Ed è anche per questo che abbiamo scelto Andrea capolista nel proporzionale della Romagna oltre che candidato nel collegio di Rimini, per portare le nostre peculiarità e istanze come territorio a Roma.

Perché se l’Italia, grazie al campo democratico e progressista e alle amministrazioni di centro sinistra saprà fare la differenza come fa l’Emilia-Romagna, allora il paese sarà più democratico, libero, aperto, civile, umano, perché proprio di umanità abbiamo bisogno.

E allora nessun destino è già scritto e ognuno di noi può fare la differenza fino all’ultimo voto; per questo chiedo con forza e convinzione di votare Partito Democratico!

All’iniziativa “Memoria e Giustizia” con Maria Orlandi Biagi, Matteo Lepore e Marco Damilano

La memoria è la cosa che più di ogni altra ci fa dare valore e custodire pagine importanti della nostra storia. Ci insegna a riflettere, a crescere, a imparare, ma soprattutto a non dimenticare. A non permettere che si ripetano gli stessi errori.
Ne abbiamo parlato questa mattina all’iniziativa “Memoria e Giustizia” con Maria Orlandi Biagi, al giornali sta Marco Damilano ed al Sindaco di Bologna Matteo Lepore, insieme alle studentesse e agli studenti presenti. Come tristemente sappiamo, dagli anni ‘70 la città di Bologna è stata teatro di un fenomeno che ha lasciato ferite profonde e indelebili.
A partire dall’Italicus, nel 1974, fino ad arrivare all’omicidio del professor Marco Biagi del 2002, passando per Ustica e la Strage alla stazione il 2 agosto, entrambi nel 1980, e pochi anni dopo, nel 1984, la strage sul Rapido 904, e non dimentichiamo i crimini della banda della Uno Bianca tra 1987 ed il 1994: si apre uno spaccato dolorosissimo.
Una storia che i giovani devono studiare e conoscere bene, consapevoli che hanno una grande responsabilità, un patrimonio importante da custodire, appunto, per non dimenticare. Perché il futuro si costruisce salvando la Memoria

Al Fulgor di Rimini iniziativa sui temi delle energie rinnovabili con Simona Viola e Andrea Gnassi

Oggi abbiamo fatto il punto sulle energie rinnovabili alla luce della situazione internazionale. La transizione ecologica dovrà subire un’accelerazione. Serve sbloccare i progetti in attesa di autorizzazione passando da 1 Mwh realizzato a 70. L’impegno è avere un governo che riduca la dipendenza energetica dalle fonti fossili alla luce anche delle problematiche geopolitiche.

Il mio intervento

grazie per essere presenti al Cinema Fulgur perché oggi parliamo di un argomento di estrema importanza per il nostro futuro: le rinnovabili.

Insieme a me e alle associazioni del territorio che operano nel settore di riferimento ci sono, Andrea Gnassi, candidato al collegio uninominale della Camera di Rimini, e, Simona Viola, candidata al collegio uninominale del Senato di Rimini, Forlì, Cesena, Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, Tommaso Barbetti, fondatore di Elemens, Matteo Leonardi, co-fondatore e direttore esecutivo di ECCO Climate, e Francesco Rinaldi, amministratore delegato del Gruppo Ubisol e presidente di Co.E.So, Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare.

Insieme faremo il punto su una delle tematiche che ci più ci dovrebbero fare riflettere, perché coinvolgono la vita di ognuno di noi e la salvaguardia del nostro Pianeta.

GAS

L’impennata del prezzo del gas, che mette già dura prova sia le famiglie che le imprese, ci costringe nell’immediato a pensare ad una soluzione per far fronte all’aumento.

In settimana la Commissione europea ha approvato il suo ultimo pacchetto d’emergenza per affrontare l’emergenza del gas, anche se per approvarlo in via definitiva servirà un altro vertice. Il provvedimento principale è legato ai risparmi dell’energia elettrica, il 5% nelle ore di punta ed un complessivo 10% nell’arco di un mese. Non potranno più funzionare insieme lavatrici, condizionatori, lavastoviglie, si chiede quindi uno sforzo a tutti i cittadini che dovranno cambiare le proprie abitudini.

Non c’è ancora un accordo tra i 27 Paesi Ue sul tetto del gas.

Accordo che dovremmo sollecitare appellandoci al senso di unità, e farlo attraverso il meccanismo del disaccoppiamento, separando cioè in bolletta il costo delle fonti fossili da quello proveniente dalle rinnovabili che, se una volta aveva il vantaggio di incentivare la diffusione degli impianti green, garantendo margini di guadagno maggiore, oggi si ripercuote sul prezzo dell’elettricità prodotta anche da rinnovabili.

Dovremo inoltre entrare in una fase di prezzi amministrati se non vogliamo che le microimprese e le famiglie a reddito medio basso vengano pesantemente colpite. L’introduzione di una “bolletta sociale” ad esempio, sul modello di quanto sta già facendo l’Austria, potrebbe essere la soluzione. Misura che andrebbe finanziata attraverso gli extra profitti delle imprese energetiche.

Una spinta necessaria per cercare di sanare una situazione che sta precipitando verso in una grave crisi energetica, mettendo a rischio la tenuta di un intero Paese a livello economico e sociale.

ENERGIE RINNOVABILI

La prospettiva della transizione ecologica, anche per questo, dovrà subire un’accelerazione: se vogliamo raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette del Green Deal europeo, affinché l’UE diventi neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, dobbiamo per forza pensare alle rinnovabili come soluzione.

Un basso impatto ambientale, sin da ora, permetterebbe di raggiungere non solo l’obiettivo in tempo utile, ma anche di raggiungere prima la tanto discussa indipendenza energetica.

Una soluzione come quella del rigassificatore di Ravenna, in questa fase emergenziale, ci mette nella condizione di dipendere meno dall’estero per l’energia, ed è necessaria se vogliamo non lasciare indietro imprese, famiglie e lavoratori.

Ma la prospettiva deve essere proiettata a soluzioni che puntino soprattutto su eolico e fotovoltaico. I due parchi eolici previsti al largo delle coste in Romagna, e quindi poco visibili, ci permetterebbero di produrre energia pulita nel pieno rispetto dell’ambiente; insieme a uno di fotovoltaico e di centrali per produrre idrogeno dall’acqua salata. Gli iter burocratici e la caduta del Governo Draghi hanno fermato il progetto, mi auguro che il nuovo esecutivo, qualunque esso sia, ci faccia portare avanti un impianto necessario alla transizione ecologica.

Il mutato contesto internazionale e l’aumento delle bollette fanno sentire questa visione ancora più prioritaria, l’Italia dovrà agire allineandosi con gli altri Paesi europei, seguendo logiche che non sono più rimandabili. Allo stesso tempo il messaggio dovrà essere trasmesso ai cittadini e alle cittadine, senza ambiguità e senza che il populismo trovi terreno fertile per lanciare messaggi allarmistici e fuorvianti che negano l’ambiente come questione prioritaria.

Il nostro obiettivo sarà far capire alle persone l’importanza di ottenere energia attraverso le rinnovabili, e i futuri vantaggi che questo apporterà in termini economici e, perché no, anche occupazionali, e quanto la salvaguardia dell’ambiente possa apportare solo benefici per le future generazioni.

Il solare, l’eolico, idroelettrica, da biomassa e geotermica sono energie economicamente competitive e che ci permetterebbero di abbandonare progressivamente l’uso dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale) come fonte di energia primaria, riducendo l’aumento dell’anidride carbonica e di altri gas serra nell’atmosfera, che sono principali fattori di origine di riscaldamento globale e cambiamento climatico, la dipendenza della fornitura da Paesi instabili e la tendenza all’esaurimento dei combustibili fossili. Affrontando così finalmente il problema del cambiamento climatico.

L’unica reale soluzione è pensare alla sostituzione dei combustibili fossili con energie rinnovabili in modo da incrementare l’efficienza energetica e fornire energia a settori come i trasporti e l’edilizia.

National Geographic

“L’energia pulita ha molti più vantaggi che la rendono raccomandabile, al di là dell’essere “verde”. Questo settore in crescita crea posti di lavoro, rende le reti elettriche più resilienti, amplia l’accesso all’energia nei paesi in via di sviluppo e aiuta a ridurre la bolletta della luce”.

Oggi le fonti di energia rinnovabile sono diventate indispensabili, l’energia prodotta costa meno. Occorre fare un passo in avanti e realizzare appieno la transizione.

 COMUNITÀ ENERGETICHE – LEGGE EMILIA-ROMAGNA

Energia pulita e sostenibile grazie alle comunità energetiche. Il 24 maggio scorso l’Assemblea legislativa ha approvato in aula all’unanimità il progetto di legge “Promozione e sostegno delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e degli autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente”. Legge che ha come obiettivo quello di offrire uno strumento concreto a livello regionale al fine di agevolare e disciplinare le comunità energetiche, cioè gruppi di autoconsumatori (cittadini privati, enti, imprese) di energia da fonti rinnovabili che si riuniscono per produrre energia pulita e abbattere i costi. Il progetto di legge, composto di nove articoli, prevede che si sostengano i cittadini per sviluppare le comunità di energia rinnovabile che dovranno produrre, consumare, immagazzinare l’energia green.

Il progetto di legge ha accorpato tre distinti progetti di legge a firma di LegaMovimento 5 stelle e giunta; come testo base è stato individuato quest’ultimo.

La Regione metterà a disposizione contributi e strumenti finanziari dalla fase di costituzione delle comunità energetiche, alla fase di predisposizione di progetti fino alla fase di acquisto e installazione degli impianti energetici. Non mancherà, poi, una campagna di comunicazione e informazione.

 Per il Partito democratico “questo progetto di legge si inserisce in un settore sempre caro alle politiche della nostra Regione, perché la transizione ecologica rappresenta un fattore di competitività. Non è un caso se il Patto per il lavoro è diventato Patto per il lavoro e per il clima. Grazie alle direttive europee è stato possibile affinare questo progetto che è aggiornato alle norme più recenti. Molto positivi il confronto e la partecipazione dei portatori di interesse grazie ai quali abbiamo colto spunti e proposte costruttive a dimostrazione della grande attenzione per questi temi”. Evidenziato inoltre il fatto che “le comunità energetiche daranno risposte in ambito sociale per cui è giusto allargare il confronto e il coinvolgimento con gli enti locali: dovranno diventare un pezzo del nuovo welfare di questa Regione per eliminare o ridurre la povertà energetica. Importante come si scriveranno i bandi per la concessione di finanziamenti per avviare e gestire le comunità energetiche. Con questo pdl siamo pronti per accogliere le risorse finanziarie che ci metterà a disposizione il Pnrr”. Apprezzato il fatto che la legge ha “un testo chiaro e comprensibile per chiunque, condiviso e con tempistiche rapide. La sfida è quella di sposare un modello culturale nuovo: i cittadini da semplici fruitori di energia diventeranno produttori”.

Iniziativa a Rimini coi sondaci di Bologna e Rimini sulla lotta alla violenza contro le donne

“𝑪𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒐𝒍𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒊𝒂𝒏𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒊𝒍 𝒔𝒆𝒎𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐. 𝑼𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊 𝒂𝒍 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒈𝒊𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒐𝒍𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆” è un’importante iniziativa a cui ho partecipato insieme ai sindaci di Rimini e Bologna, Jamil Sadegholvaad, Matteo Lepore, all’associazione DireUomo Rimini con Donato Piegari e moderati da una bravissima Vera Bessone.
Ogni giorno vengono presentate tantissime denunce per violenza sessuale e ancora oggi sono troppi gli uomini che si sentono autorizzati ad aggredire, il vero nodo della questione è che ci vuole un reale cambiamento culturale da parte degli uomini se vogliamo difendere e tutelare le donne. Dobbiamo portare avanti un messaggio di emancipazione e di rispetto che deve superare una certa affezione verso una cultura patriarcale.
Grazie a Rompi il silenzio ODV, la Rete delle donne di Rimini, Chiara Bellini e Barbara Di Natale, solo quando associazioni e istituzioni sono unite possiamo fare la differenza.

Oggi a Rimini abbiamo presentato il bando su “I Viaggi della memoria e in Europa 2022”

Oggi insieme all’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della Provincia di Rimini abbiamo presentato il Bando su “I Viaggi della memoria e viaggi attraverso l’Europa 2022” indetto dall’’Assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna.
Gli 800mila euro stanziati aiuteranno le scuole ad accompagnare i propri studenti a visitare i luoghi simbolo del ’900 e dell’Europa, dai lager alle foibe, dai Balcani alla Berlino divisa in due.
Percorsi formativi sostenuti anche dal Comune di Rimini, perché i valori della pace e della memoria trovano forza e radicamento nella capacità di una comunità di fare rete. Con noi oggi la vicesindaca Chiara bellini, l’assessora Francesca Mattei e l’assessore Francesco Bragagni.
Grazie ad Oriana Maroni, Francesca Panozzo, Laura Fontana.
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DETTAGLI BANDO

In linea con le finalità delle leggi regionali n. 3 del 2016 “Memoria del Novecento” e n. 16 del 2008 “Partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla formazione e attuazione delle politiche e del diritto dell’Unione europea”, l’Assemblea legislativa anche per il 2022 si impegna a sostenere, soprattutto tra le giovani generazioni, la diffusione della cultura della memoria e della pace, lo sviluppo di una cittadinanza attiva e la storia dell’integrazione europea.

Dopo le edizioni del 2021 che, nel rispetto delle restrizioni imposte dal Covid-19, hanno finanziato progetti di “Viaggi virtuali” e la realizzazione di materiali di supporto alla didattica per studenti e professori nel 2022 si tornerà all’importante e insostituibile esperienza del “Viaggio reale” nei luoghi simbolo della storia del Novecento e dell’integrazione europea.

Considerato che le tematiche e gli obiettivi sottesi ai “Viaggi della Memoria” e ai “Viaggi attraverso l’Europa” in molti casi si intrecciano e si integrano, il nuovo bando, a parità di risorse, è un bando unico.

 Possono presentare domanda, oltre agli Istituti storici provinciali dell’Emilia – Romagna, le scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado della Regione Emilia-Romagna, gli enti locali della Regione Emilia-Romagna, le associazioni di promozione sociale con sede operativa permanente nel territorio regionale iscritte, o in fase di trasmigrazione, nel Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS).

A chi intende candidarsi si chiede di presentare un progetto che preveda percorsi di conoscenza e approfondimento per studenti e docenti che, partendo da luoghi, eventi, personalità, simboli, opere letterarie ed artistiche, portino le giovani generazioni a riflettere sul valore della memoria e sull’importanza del processo d’integrazione europea, dalle vicende che hanno caratterizzato la memoria del Novecento fino ai più recenti sviluppi internazionali.

In particolare, l’Avviso indica una serie di temi da sviluppare tra i quali, ad esempio “i fondamenti culturali comuni alla base dell’Unione europea e il processo di integrazione dal manifesto di Ventotene fino agli sviluppi più recenti” oppure “I protagonisti e le protagoniste del Novecento, con particolare riferimento alle personalità emiliano-romagnole: le storie delle donne e degli uomini che hanno contribuito alla difesa della libertà e dei diritti, alla tutela della vita umana, al bene della comunità, alla Resistenza e alla costruzione della democrazia e della Costituzione italiana”.

Il progetto dovrà essere realizzato dal 1° settembre 2022 fino al 31 dicembre 2023.

Il viaggio rappresenta il fulcro del progetto, ma saranno valutate con grande attenzione anche le attività preparatorie, di conoscenza e approfondimento, e le attività conclusive e di restituzione che permettono di condividere e disseminare i frutti dell’esperienza fatta.

I progetti vincitori potranno ricevere un contributo fino al 60 % delle spese previste, fino ad un massimo di 15.000 per ogni progetto.

Visto il successo delle edizioni precedenti, ci aspettiamo numerose domande (più di 100) e l’Assemblea ha previsto uno stanziamento di più di 800 mila euro complessivamente.

La data di scadenza per la presentazione delle domande è prevista per il prossimo 10 ottobre.

 (Tutte le informazioni per partecipare all’Avviso sono disponibili sul sito dell’Assemblea legislativa nella sezione “avvisi aperti”)

Il bando conferma, come nelle passate edizioni, il ruolo importante degli Istituti storici provinciali, che collaborano da anni con l’Assemblea legislativa nel promuovere i “Viaggi della Memoria” e i “Viaggi attraverso l’Europa” e nel supportare le scuole e gli altri soggetti che intendono presentare un proprio progetto.  Anche al loro impegno, al valore scientifico e didattico delle attività che portano avanti su storia, memoria e cittadinanza in tutto il territorio regionale si deve molto del successo avuto da questi bandi negli anni e per questo motivo ho deciso di invitarli alla conferenza stampa di oggi.

 

 

In regione inaugurata la mostra “Con Giovannino Guareschi in bicicletta sulla Via Emilia”

Abbiamo inaugurato nella sede dell’ Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna la mostra “Con Giovannino Guareschi in bicicletta sulla Via Emilia”, curata da Egidio #Bandini, in occasione del 70° anniversario dell’uscita nelle sale del primo film di #DonCamillo e #Peppone, la cui creazione partì proprio da un viaggio attraverso la nostra regione.
La via #Emilia, che fa da sfondo a questa mostra, non è una semplice strada ma è un simbolo identitario. È qui che si intrecciano le storie dei personaggi che hanno preso vita attraverso la penna dello scrittore emiliano.
Scegliere di rivivere questo percorso attraverso la mostra dedicata a #Guareschi è per noi un omaggio doveroso a uno scrittore che grazie alla sua creatività ci ha regalato #emozioni e avventure, facendo conoscere la nostra meravigliosa regione in tutto il mondo.

Alla Festa dell’Unità di Modena ad una bellissima iniziativa con Livia Turco

Alla Festa de l’Unità di Modena insieme a Livia Turco, Linda Borsari, Caterina Liotti e Roberto Guerzoni, per la presentazione del libro “Compagne. Una storia al femminile del Partito Comunista italiano”, abbiamo parlato di come le donne nel PCI abbiano dato un contributo fondamentale per la crescita del Partito e per condurre battaglie cruciali, che ponessero la questione femminile al centro di una politica progressista e democratica.
Una visione aperta ed inclusiva che ha fatto da precursore alle principali conquiste dal Dopoguerra ad oggi: il divorzio, l’aborto, la tutela sul luogo di lavoro, il sistema del welfare e tanto altro.
Le donne di Sinistra continueranno sempre ad essere in campo per la difesa dei diritti acquisiti e combattere per la completa parità di genere. Per noi, per il futuro delle nuove generazioni.

Alla conferenza stampa di presentazione del libro sulla storia di Faustina

La storia di Faustina vissuta nella Valconca di Rimini, ci aiuta in quel processo prezioso di consolidamento della memoria collettiva. Fare tesoro della storia appunto affinché il dolore causato dai conflitti, che travolge con la sua furia cieca innocenti, bambini e civili, non debba ripetersi mai più.
E insieme al libro uno spettacolo teatrale, perché farlo attraverso l’arte ci permette inoltre di arrivare a toccare le corde più vulnerabili della nostra sensibilità.
È un dovere personale, istituzionale e collettivo che non dobbiamo mai far venire meno e impegnarci a trasmetterne il valore anche alle nuove generazioni, per questo è prezioso il lavoro che ci impegniamo a radicare come Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna insieme all’Istituto Storico Rimini e Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, promuovendo percorsi di educazione alla pace rivolto a giovani e a docenti, facendo conoscere le storie nel nostro territorio e in tutta Italia e onorando la memoria di persone come Faustina.
Con:
Damiana Bertozzi, protagonista nella lettura scenica.
Maurizio Taormina, autore del libro
Paolo Zaghini, Istituto storico Resistenza Rimini
Ruggero Gozzi, assessore del Comune di Montescudo-Montecolombo
Simona Cicioni, responsabile regionale dell’Associazione Nazionale Vittime di Guerra
Mariuisa Cenci, presidente provinciale ANVCG
Maurizio Argan, presidente Teatro della Centena

Alla Festa dell’Unità di Bologna a un dibattito sul tema delle donne e dei diritti

All’iniziativa “Diritti a rischio. La Resistenza delle donne in Italia e nel Mondo” alla Festa de L’Unita’ a Bologna-Parco Nord con Giulia Bernagozzi, Alessandra Moretti, Cecilia D’Elia e Anna Cocchi
Insieme ad amiche impegnate sul tema delle donne e dei diritti come Simona Lembi, Rita Monticelli, Anna Chiara Strappazzon.
L’unica strada possibile è continuare a progredire e promuovere l’emancipazione della donna, senza mai mettere in discussione i diritti acquisiti.
Grazie a Federica Mazzoni e a tutti volontari e alle volontarie per questa bella FestUnità Bologna