Oggi all’iniziativa del Comune di Rimini sul tema della violenza contro le donne

La Gelosia non uccide.
Femminicidio e violenza di genere.
La rete pubblico privata a confronto. Protezione e prevenzione per sostenere le donne e contrastare la violenza. Servizi, educazione, formazione. Una grande sfida culturale e sociale che riguarda ognuno e ognuna di noi.
Grazie al Comune di Rimini, a La Casa delle Donne e alla Rete Donne Rimini per aver voluto questo incontro.

In Regione la proiezione di LET’S KISS, film sulla storia di Franco Grillini

𝐋𝐞𝐭’𝐬 𝐊𝐢𝐬𝐬 è un film incentrato sulla vita di Franco Grillini, ex consigliere regionale, da sempre impegnato nella lotta per il riconoscimento dei diritti civili LGBTQIA+ in nome della dignità e dell’uguaglianza.
Un film che tratta di storie d’amore, ma anche di battaglie politiche dentro e fuori il parlamento. Infatti, è proprio oggi che sta diventando centrale l’approvazione del #DdlZan affinché tutte quei diritti, che Grillini ricorda nel film, possano essere estesi veramente a tutti.

Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐨𝐦𝐨𝐟𝐨𝐛𝐢𝐚, 𝐥𝐚 𝐛𝐢𝐟𝐨𝐛𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐟𝐨𝐛𝐢𝐚. Questo giorno non deve essere soltanto un momento di riflessione, ma anche di progettazione per un’azione quotidiana al fine di denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale.
L’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna è sempre stata impegnata per contrastare il più efficacemente possibile questi fenomeni e a sensibilizzare, a partire anche dalle scuole, quelli che sono i diritti e le libertà fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.

A Milano Marittima a una serata di solidarietà in favore dell’Ucraina

A Milano Marittima ho partecipato alla serata di solidarietà per raccogliere fondi a favore dell’Ucraina, organizzata dall’Associazione Nazionale degli Insigniti per l’Ordine al Merito della Repubblica, sezione di Ravenna. E’ stata un’emozione unica conoscere fra gli altri il Maestro Riccardo Muti.
Ringrazio Pasquale Iacovella per l’organizzazione e l’invito.

Con gli studenti riminesi per la presentazione di un progetto anti bullismo

Ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione di “Bullo in ballo”, un gioco ideato da alcune classi delle scuole riminesi (Liceo linguistico Valgimigli e Borgese) nell’ambito del progetto “Da spettatori a protagonisti” promosso dal Gruppo SGRe patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna. Lo scopo del gioco è quello di sensibilizzare riguardo al bullismo. Un giornata intensa e divertente insieme a tanti giovani ragazzi e ragazze consapevoli dell’importanza di questo evento e di questa tematica.
Infatti, la scuola deve essere il primo luogo dove la cultura del rispetto dell’altro e del diverso deve essere posta sempre al primo piano.

Al PD nazionale ho partecipato all’Agorà democratica sul tema della parità salariale

Un estratto dell’intervento della Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Emma Petitti, durante l’Agorà dal titolo Parità salariale: dalla legge nazionale alle regionali, che si è svolta ieri a Roma nella sede nazionale del Partito Democratico insieme al segretario del PD nazionale, Enrico Letta, al Ministro del lavoro, Andrea Orlando, alla responsabile donne del PD, Cecilia D’Elia, ed a Chiara Gribaudo, prima firmataria della legge sulla Parità salariale. Hanno partecipato diverse esponenti delle regioni, Eleonora Mattia, Presidente IX Commissione Consiglio Regione Lazio, Loredana Capone, Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Paola Bocci, Consigliera PD Regione Lombardia.

«Continuare a mantenere alta l’attenzione sulla Parità di genere in ambito lavorativo, è una sfida che vede il Partito Democratico in prima linea attraverso la promozione e l’attuazione di leggi, come quella sulla parità salariale, che tutelano ed incentivano il lavoro femminile. Oltre ad essere una battaglia che misura la qualità democratica di un Paese lo arricchisce: aumentare l’occupazione delle donne al 60% in Italia significherebbe infatti una crescita del Pil del 7% secondo le stime di Banca d’Italia.

Dobbiamo cogliere tutte le opportunità a partire dal PNRR che si pone l’obiettivo di migliorare, entro il 2023, l’occupazione femminile, attraverso una serie di stanziamenti diretti e indiretti del valore di 38,5 miliardi di euro.

Con l’attuazione della legge 162/2021 abbiamo un importantissimo strumento per raggiungere la parità salariale, introducendo una serie di modifiche ed integrazioni per abbassare il gap retributivo di genere e favorire la partecipazione delle donne. Le stesse Regioni in questi anni hanno adottato molti strumenti per diminuire il divario retributivo e favorire l’occupazione attraverso leggi ad hoc.

Essenziale è il tema dei controlli perché senza il monitoraggio sull’effettiva applicazione di quanto viene descritto all’interno del quadro legislativo non avremo mai la certezza che quelle misure siano implementate. Solo così l’attuazione si potrà definire compiuta ed ogni sforzo fatto avrà la sua corrispondenza nella società e direttamente nella qualità di vita delle persone.

Il Partito Democratico, come ha fatto con la legge sulla parità salariale, deve continuare a perseguire azioni mirate sul tema generale dell’occupazione femminile. Il lavoro è il principale strumento di inclusione sociale e una delle vie per assicurare ad ogni soggetto un’esistenza libera e dignitosa. Sta a noi rivendicare un lavoro di qualità e al contempo rimuovere le cause che non consentono alle donne di accedere ai posti apicali in tutti i settori. Dobbiamo realizzare davvero l’uguaglianza di genere, la parità salariale effettiva, il riconoscimento dei diritti e delle tutele per tutte le lavoratrici e, io dico, anche dei lavoratori».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Sessione Europea approda in Assemblea legislativa

Sessione europea dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna per l’anno 2022.
«Di fronte ad un mondo che cambia velocemente e che ci ha costretto a fare del concetto di resilienza la cifra di ogni politica e di ogni scelta, i principi, i diritti e le libertà sui quali si fonda l’Unione Europea vanno difesi e alimentati ogni giorno. È anche con questo obiettivo che la Regione Emilia-Romagna negli anni si è sempre più impegnata per rafforzare la partecipazione dei suoi cittadini alle scelte delle istituzioni, per valorizzare la cittadinanza europea e per comunicare e diffondere i valori che ci tengono insieme da 70 anni, in pace».

Il mio intervento in apertura di seduta

Colleghe e Colleghi,

Presidente Bonaccini, Vicepresidente Schlein e Assessori regionali,

sono onorata di portare i saluti istituzionali di apertura della Sessione europea dell’Assemblea legislativa per l’anno 2022.

Vorrei innanzitutto ringraziare e dare il benvenuto al dott. Carlo Corazza, Capo Ufficio del Parlamento europeo in Italia, per aver accettato il nostro invito, la cui presenza conferma la vicinanza delle Istituzioni europee al nostro territorio e a tutte le cittadine e a tutti i cittadini emiliano-romagnoli.

La Regione Emilia-Romagna, con la legge regionale n. 16 del 2008, si è dotata da anni di un proprio modello per la partecipazione alla formazione e attuazione delle politiche e del diritto dell’Unione europea. La Sessione europea è il fulcro di questo processo e il momento di sintesi politico – istituzionale su quanto la Regione ha fatto per dare attuazione alle leggi europee e concretizzare principi e indirizzi comuni a tutti i Paesi dell’Unione. Ma è anche l’occasione per individuare i temi e le iniziative future, tra quelle annunciate dalla Commissione europea nel suo programma di lavoro, che la Regione ritiene particolarmente importanti per il suo territorio.

A tale proposito, vorrei ringraziare anche i Presidenti delle Commissioni assembleari per il lavoro proficuo svolto per arrivare all’odierna seduta dell’Assemblea legislativa, in particolare la Commissione Bilancio, Affari generali e istituzionali, quale Commissione referente per i rapporti con l’Unione europea. Ascolteremo più tardi la Relazione del Presidente, Massimiliano Pompignoli, che darà conto all’Aula dello svolgimento dei lavori e del dibattito politico sulla base del quale è stata formulata la risoluzione di indirizzo.

Un ringraziamento doveroso va, inoltre, a tutte le collaboratrici e a tutti i collaboratori dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale che in modo coordinato e collaborativo hanno lavorato a supporto di tutto il processo. Quest’anno lo sforzo è stato ancora maggiore considerato che molte strutture sono impegnate a supportare il sistema regionale nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nell’allocazione delle risorse europee. Lo abbiamo detto tante volte: dobbiamo cercare di trarre il massimo risultato da queste opportunità per il futuro del nostro territorio.

Come ogni anno, l’esame del Rapporto conoscitivo della Giunta regionale e il Programma di lavoro della Commissione europea, è stato arricchito dal contributo degli stakeholder del territorio in occasione dell’Udienza conoscitiva che si è svolta il 23 febbraio e che, come previsto dalla normativa vigente, ha visto il coinvolgimento della Rete europea regionale.

In questi due anni, la pandemia ci ha messo di fronte a sfide molto difficili e l’Unione europea ha risposto con strumenti forti e nuovi. Ora le fondamenta della nostra democrazia e della nostra pace, che forse troppo spesso diamo per scontate, sono state scosse con ancora maggiore violenza dall’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia. Tutti gli equilibri internazionali sono stati messi in discussione e l’economia europea, che si stava ancora rialzando dalle conseguenze del Covid, è stata nuovamente e duramente colpita.

E in questo quadro, al centro restano due temi, tra loro strettamente legati: il Green Deal e il Futuro dell’Europa.

Il 40 per cento del gas naturale importato dall’UE proviene dalla Russia. La volontà dell’Unione europea di affrancarsi dalle fonti energetiche fossili è costretta quindi ora a fare i conti con la necessità di imporre progressive sanzioni alla Russia per indurla a sedersi al tavolo dei negoziati e favorire la fine del conflitto. In questo scenario, il tessuto produttivo sta soffrendo molto ed è quindi importante impegnarsi per riuscire a mantenere un delicato equilibrio tra gli obiettivi che la UE si è data per legge con la normativa europea per il clima e la sostenibilità economica del percorso tracciato nella strategia per il Green Deal.

Ma quale futuro vogliamo? Il 9 maggio, simbolicamente il giorno della “Festa dell’Europa”, si è svolto l’evento di chiusura della Conferenza sul futuro dell’Europa. La Commissione europea, nonostante le difficoltà della pandemia, ha lanciato l’anno scorso questo processo di partecipazione democratica senza precedenti che ha dato l’occasione ai cittadini europei, attraverso più di 6 mila eventi di esprimersi e avanzare proposte per la definizione delle future politiche europee.

Proprio al fine di realizzare in concreto queste proposte “ambiziose e costruttive”, il Parlamento europeo ha già adottato una risoluzione per dare seguito alle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa. Alcune proposte richiedono modifiche ai Trattati, ad esempio per quanto riguarda la semplificazione dell’architettura istituzionale dell’Unione, una maggiore trasparenza rispetto al processo decisionale e una nuova riflessione sulle competenze dell’Unione stessa. Per questo motivo, il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione parlamentare per gli affari costituzionali di preparare delle proposte di riforma dei Trattati.

Quando si parla di futuro non si può non parlare di giovani. Il 2022, proclamato l’anno europeo dei giovani, sarà dedicato alla riflessione sul futuro dei giovani e sulla loro partecipazione attiva alla costruzione del futuro dell’Europa, e questo diventa ancora più centrale se pensiamo che i due anni di restrizioni dovuti alla pandemia hanno colpito moltissimo i giovani nei loro percorsi di crescita, con conseguenze che stiamo valutando e affrontando.

Il 2022 segnerà anche tappe importanti per l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali. L’Emilia-Romagna è da sempre molto impegnata sul fronte del rispetto e della promozione dei diritti, della parità, dell’inclusione, della partecipazione, della cura, dell’assistenza, della dignità dei cittadini e delle cittadine. In particolare, mi sia consentito richiamare due leggi regionali del 2014, la n. 6 ossia la “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere” e la n. 2 a sostegno del caregiver familiare, a cui è sottesa l’essenza dell’Assemblea legislativa, come “Assemblea dei diritti”.

Questa che si concluderà oggi in Aula è la XIV Sessione europea, ma la prima che abbiamo svolto con una guerra in atto nel cuore dell’Europa.

La Regione Emilia-Romagna si è impegnata generosamente a fare la sua parte per aiutare il popolo ucraino e a questo proposito ricordo la recente legge regionale che l’Assemblea legislativa ha approvato lo scorso 8 aprile recante “Misure urgenti di solidarietà con la popolazione dell’Ucraina”, per sostenere le popolazioni civili colpite dalla guerra con interventi a carattere umanitario, di cooperazione, di ricostruzione, di assistenza sociale e sanitaria, finanziati con le risorse introitate tramite la raccolta fondi “emergenza Ucraina” in cui confluiscono i proventi derivanti da pubbliche sottoscrizioni.

Colgo lo spunto della solidarietà e della generosità, per rendere omaggio alla figura del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, uomo di grandissimo spessore umano che ci ha lasciato pochi mesi fa e che si è sempre battuto per la difesa dei diritti umani.

Ricordo le parole commoventi che pronunciò in occasione della sua visita a Fossoli nel luglio 2021:

“Mi hanno sempre colpito gli occhi delle vittime, dell’umanità privata dell’umanità. Sono sempre gli stessi: quelli delle foto nei lager, che ritroviamo in tutti coloro che cercano di salvarsi, nelle donne umiliate, nei bambini smarriti, in coloro che annegano, gli occhi dei profughi siriani, delle mamme sui gommoni nella corsa verso la felicità che non arriverà mai per la nostra indifferenza”.

Di fronte ad un modo che cambia velocemente e che ci ha costretto a fare del concetto di resilienza la cifra di ogni politica e di ogni scelta, i principi, i diritti e le libertà sui quali si fonda l’Unione europea vanno difesi e alimentati ogni giorno. È anche con questo obiettivo che la Regione Emilia-Romagna negli anni si è sempre più impegnata per rafforzare la partecipazione dei suoi cittadini alle scelte delle istituzioni, per valorizzare la cittadinanza europea e per comunicare e diffondere i valori che ci tengono insieme da 70 anni, in pace.

Grazie. A questo punto passerei subito la parola alla Vicepresidente Schlein.

In Assemblea legislativa regionale il ricordo del compianto Maurizio Cevenini

Oggi in aula abbiamo voluto ricordare Maurizio Cevenini per il suo impegno, la passione e l’entusiasmo dedicati a quella che lui stesso amava definire la bella Politica.
Di seguito il testo che ho letto in aula a nome dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna:
‘Care Colleghe e cari Colleghi,
prima dell’inizio dei lavori della seduta odierna, vorrei invitarVi a un momento di raccoglimento nel ricordo di Maurizio Cevenini, a dieci anni dalla sua scomparsa, a dieci anni da quel terribile 8 maggio che ha portato via Maurizio alla sua famiglia, alle cittadine e ai cittadini, a tutte e a tutti noi.
Come Assemblea legislativa, lo ricordiamo per la gentilezza, la presenza garbata, la correttezza, per quelle “virtù alte” che ha sempre dimostrato nella sua vita dedicata a quella che Maurizio amava chiamare la “bella politica”.
La “bella politica”: non c’è senso più alto di quelle tue parole, caro Maurizio, che dovranno sempre ispirare il modo di essere dell’Assemblea legislativa e della sua politica dedicata alla gente: “Ascoltare, trovare risposte, sorridere ed emozionarsi. Non si tratta di personalizzazione della politica, ma di umanizzazione della politica”.
Questa profonda umanità, che Maurizio ha profuso nel suo essere uomo delle Istituzioni e per le Istituzioni, lo ha reso una persona profondamente apprezzata e amata, non solo dalle colleghe e dai colleghi che hanno avuto l’onore di lavorare con lui, ma anche dalle cittadine e dai cittadini: sono tantissime le manifestazioni e le iniziative di commemorazione nel ricordo di Maurizio, a testimonianza dell’affetto, della vicinanza, della gratitudine per il suo essere stato un rappresentante dell’identità di questo territorio.
Il senso civico e istituzionale, l’ottica inclusiva anche nel modo di interpretare lo sport, la passione, l’entusiasmo, la speranza: è questo il patrimonio di valori che Maurizio ha donato a tutta la comunità, a tutta la gente che lo ama.
“Il Cev c’è”, nei nostri cuori, nei nostri pensieri, nelle nostre azioni e, nel suo ricordo, ci stringiamo alla sua famiglia a cui l’Assemblea legislativa esprime vicinanza e cordoglio’.

Al Fulgor di Rimini per la presentazione del docufilm sulla storia del CEIS

Lo Spazio che vive, un bellissimo docufilm curato da Teo De Luigi e prodotto da Francesco cavalli e Ivaro TVdedicato ai 75 anni dell’Asilo svizzero Ceis, presentato oggi alla città di Rimini. Un progetto a cui tanti hanno voluto contribuire.
Orgogliosi di aver scelto di fare la nostra parte.
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L’Asilo italo-svizzero è diventato nel tempo, a partire dalla sua nascita nel secondo dopoguerra in una città piegata e distrutta, un vero e proprio punto di riferimento non solo per Rimini, ma anche per la Regione e a livello nazionale. Un modello educativo innovativo che ha saputo mettere al centro i bambini e che vede anche nella valorizzazione degli spazi un punto cardine della propria attività.

Pensando agli albori del Ceis il pensiero torna al presente, al conflitto russo-ucraino e anche oggi, da subito, questa realtà si è fatta promotrice di gruppi ricreativi di accoglienza per i piccoli profughi e le loro famiglie, grazie alla dedizione di volontarie che hanno potuto così regalare momenti di sollievo e spensieratezza in un periodo durissimo della loro vita.

L’iniziativa di Margherita Zoebeli ha fatto sì che negli anni il Centro educativo italo svizzero sia diventato un luogo di incontro e di ricerca della migliore cultura pedagogica internazionale, di medici, psicologi e pedagogisti provenienti da tutto il mondo.

L’idea di fondo è sempre stata quella del modello pedagogico attivo, con i bambini al centro di tutto, un modello innovativo anche dal punto di vista culturale.

Il tutto calato nella realtà riminese, diventando esso stesso un pezzo di storia della città.

La Regione Emilia-Romagna è da sempre attenta a scuole che sappiano valorizzare la pedagogia tenendo conto di tutti gli aspetti che la compongono, tra cui l’importanza dello spazio volto ad accogliere bambini e bambine.

“Lo spazio come terzo educatore”, ad esempio, è un progetto costruito insieme all’architetto Mario Cucinella per definire una proposta di linee guida metodologiche per progettare o riprogettare gli spazi educativi da mettere a disposizione degli enti territoriali dell’Emilia-Romagna, anche nell’ottica di utilizzare i futuri finanziamenti per l’edilizia scolastica come strumento di innovazione didattica e di crescita sociale. Un primo passo e una prima proposta che potrà essere arricchita nella piena partecipazione prima di tutto degli studenti e di tutto il mondo della scuola.

La Regione intende inoltre fare rete tra le realtà territoriali (attraverso il progetto tERritori in rete) per valorizzare e sostenere l’autonomia delle istituzioni scolastiche del territorio regionale. Punti cardine per accedere a questi finanziamenti sono “Cultura e territorio” (ad esempio fruizione di spettacoli, partecipazione a corsi, laboratori di pratica musicale, teatrale, coreutica, accessi ai musei, parchi e siti naturali del territorio) ed “Educazione fisica”: servizi e programmi di valorizzazione e potenziamento dell’attività motoria e sportiva erogate da soggetti aventi sede sul territorio regionale.

Il CEIS è stato il centro motore delle esperienze delle scuole materne in tutta la Regione. Questa esperienza riminese ha avuto un’importantissima influenza sulla pedagogia italiana, e non solo.

Come riportato nel libro a cura di Lorenzo Campioni e Franca Marchesi “La strada maestra. Tracce di storia delle scuole comunali dell’infanzia nei Comuni capoluoghi dell’Emilia-Romagna”: “Negli anni ’60 alcuni Comuni della regione Emilia-Romagna e non solo, prima fra tutti quello di Rimini, fanno riferimento all’esperienza educativa e pedagogica del CEIS e alla sua scuola ‘materna’ per la progettazione e la realizzazione delle loro scuole dell’infanzia comunali. Un approccio che ha portato all’organizzazione di una scuola profondamente innovativa nel panorama della scuola italiana”.

Come Regione crediamo che partire dai bambini e dalle bambine sia l’investimento più importante che si possa fare per porre le basi per il presente e il futuro della nostra società.

Per tutti questi motivi sono convinta che sia stata una scelta saggia e bella quella di proporre il docufilm che verrà presentato oggi e che testimonia la straordinarietà di questa esperienza.

E sono anche molto orgogliosa che l’ente che presiedo, l’Assemblea Legislativa della regione Emilia-Romagna, abbia patrocinato l’iniziativa oltre ad aver contribuito a sostenerne la realizzazione.

A Cattolica all’inaugurazione della panchina europea

“La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano”
Con queste parole il 9 maggio 1950, Robert Schuman, apriva il discorso che segnò l’inizio del processo che portò all’Ue.
A cosa serve l’Europa? A costruire la pace. E questa mattina a Cattolica in occasione della Giornata dell’Europa riempie di emozioni inaugurare la Panchina Europea intitolata al Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, un autorevole sostenitore della democrazia e dei valori europei, attento alle alle esigenze dei cittadini e alla tutela dei più deboli.
Ma soprattutto un uomo di Pace, aperto al dialogo. Lo ricordiamo con affetto e con il pensiero rivolto anche oggi all’Ucraina.
Grazie al Comune di Cattolica, al vicesindaco Alessandro Belluzzi, a Matteo Fabbri, Damiano Zoffoli, Marco Celli