A Rimini al congresso nazionale dell’Unione italiana dei tecnici degli enti locali

Questa mattina ho portato il saluto della Regione Emilia-Romagna al 9° Congresso Nazionale UNITEL, l’Unione italiana dei tecnici degli enti locali, che si sta svolgendo a Rimini.
Al centro dei lavori il tema del PNRR e di come nei prossimi anni impatterà sulle professionalità tecniche degli enti locali.
Gli investimenti e le riforme non possono che richiedere il necessario coinvolgimento attivo delle Amministrazioni territoriali (Regioni e Enti locali, in primis), anche in considerazione del fatto che è stato stimato che una rilevante quantità di risorse, per più di 80 miliardi di euro, avrà una ricaduta diretta sul territorio.
In particolare, gli Enti locali possono concorrere a realizzare direttamente il PNRR attraverso la titolarità di specifiche progettualità e la loro concreta realizzazione (es. asili nido, progetti di rigenerazione urbana, edilizia scolastica e ospedaliera; interventi per il sociale) mediante la partecipazione a Bandi/Avvisi emanati dai Ministeri competenti per la selezione dei progetti. Inoltre, gli Enti locali possono partecipare alla definizione e realizzazione di molte delle riforme previste dal Piano (es. in materia di disabilità, servizi pubblici locali, turismo, ecc.), lavorando in stretta sinergia con le Amministrazioni regionali e statali.
Gli enti locali e i professionisti che vi lavorano possono rappresentare una fondamentale antenna per le esigenze del territorio, essenziale per garantire il successo della strategia del Piano e il raccordo con le altre politiche locali di sviluppo.

Al Giardino geologico ‘Forni’ una panchina rossa per dire no alla violenza sulle donne.

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nel Giardino geologico ‘Sandra Forni’ di Bologna, insieme all’assessora Barbara Lori, a diversi consiglieri regionali e agli studenti dell’Istituto “F. Besta”, abbiamo inaugurato la “panchina rossa”, un’iniziativa artistica dell’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna e dell’Assessorato Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna (con la collaborazione del Comune di Bologna (Quartieri San Donato e San Vitale), realizzata dall’artista Angelo Casieri, come segno permanente di memoria delle donne vittime di femminicidio e a sostegno di tutte le azioni contro la violenza di genere.
Si sono fatti tanti passi in avanti in questi anni, ma purtroppo la piaga non cessa di esistere.
E non basta più commemorare: serve un cambiamento culturale radicale, a partire dalla scuola e dalla cultura della prevenzione e del rispetto.
Tutte le donne che lottano per la propria dignità devono sapere che non sono sole.

Presentato il Rapporto regionale del 2021 sulla violenza di genere

Questa mattina ho partecipato alla conferenza stampa nella quale l’Assessora alle Pari Opportunità Barbara Lori ha presentato il Rapporto 2021 sulla violenza di genere.
Per aiutare e sostenere le donne vittime di violenza, a fronte di un fenomeno che continua a dilagare, il nostro impegno come Regione Emilia-Romagna deve essere quello di continuare a investire sulla nostra rete territoriale di ascolto e accoglienza. Informazione, sensibilizzazione e prevenzione sono aspetti sui quali riprendere al più presto il filo, tenendo conto delle difficoltà generate dalla pandemia. Da qui dobbiamo ripartire: affrontare le criticità come una sfida, ripensare attività e modalità di interazione, potenziare la comunicazione. Ringrazio il personale delle strutture dedicate per tutto il supporto che hanno continuato a garantire anche in una fase delicata come quella dell’emergenza sanitaria. E grazie a loro se la nostra rete territoriale continua a funzionare e a confermarsi un’eccellenza, i nostri centri antiviolenza e le nostre associazioni, oggi rappresentate dall’amica Giovanna Casciola. Fondamentale anche il lavoro dell’Osservatorio che ogni anno ci fornisce un quadro attento e puntuale sull’evolversi del fenomeno, indicandoci così come adeguare e perfezionare i nostri interventi.
Collegandosi al link sottostante è possibile prendere visione del comunicato stampa integrale contenente il Rapporto 2021 dell’osservatorio regionale completo di tutti i dati.👇
https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/stop-femminicidi-e-a-ogni-tipo-di-violenza-sulle-donne-rafforziamo-l-impegno-sul-territorio

Inaugurata in regione la mostra intitolata “Anche la cancellazione è violenza”

Abbiamo inaugurato stamattina in Assemblea Legislativa la mostra “Anche la cancellazione è violenza”, un progetto a cura del collettivo RiVoltaPagina che racconta in breve la vita di alcune delle moltissime donne che hanno inventato, scoperto, progettato, scritto, ma il cui contributo per diverse ragioni è stato dimenticato. Storie a volte affascinanti, spesso difficili, di donne relegate quasi sempre in ruoli di secondo piano pur con le loro capacità, i loro talenti, le loro scoperte. Donne fondamentali il cui lavoro, in taluni casi è stato riconosciuto decenni dopo la morte oppure entrate nell’oblio da secoli. Sono le donne totalmente dimenticate dalla letteratura, dall’arte, dalla scienza e dalla cultura in generale.

La cultura e la memoria delle donne rappresentate in questo progetto espositivo, rappresentano l’omaggio dell’Assemblea legislativa a tutte le donne affinché siano capaci di interpretare il loro tempo e di sostenere, grazie alla loro soggettività e autodeterminazione, il processo di cambiamento e progresso della società orientato sempre più all’estensione dei diritti e al superamento degli stereotipi di genere.

Consapevoli dei tempi lunghi necessari per cambiare una mentalità così radicata, cominciamo a percorrere questa mostra pensando alla costruzione di una società in cui ciascuna persona, di qualsiasi genere, abbia pari valore e dignità e trovi cittadinanza compiuta in tutte le fasi della vita.

 

In Aula un momento dedicato alla Giornata contro la violenza sulle donne

Questa mattina in Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna sono intervenuta sul tema della violenza contro le donne. Qui il testo integrale 👇
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Gentilissime Colleghe, Gentilissimi Colleghi,
come concordato con i Presidenti dei Gruppi assembleari, mi pregio di intervenire nell’odierna seduta di Aula, svolgendo una comunicazione in occasione della settimana in cui, il prossimo 25 novembre, si celebrerà la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con una risoluzione del 1999.
Quattro donne uccise in meno di una settimana in Emilia-Romagna: un bilancio tragico, che ci deve fare riflettere, che ci deve impressionare, che ci deve far indignare, come donne e come uomini, prima ancora che come rappresentanti di un’Istituzione.
Sono donne che spesso hanno denunciato, hanno chiesto aiuto e, nonostante ciò, il sistema non è riuscito a proteggerle in modo adeguato. Questa realtà contiene un monito, che deve sollecitare un cambio di paradigma culturale, che deve sollecitare l’utilizzo più efficace di tutti gli strumenti di prevenzione, protezione e contrasto di cui è dotato il nostro ordinamento.
I femminicidi e, più in generale, gli atti di violenza contro le donne non rappresentano solo fatti penalmente rilevanti, ma condotte da stigmatizzare innanzi tutto sul piano umano e delle coscienze, perché sono atti di viltà, di codardia e di sopraffazione, a totale dispregio della vita umana e di quel principio di uguaglianza, affermato dalla nostra Carta costituzionale e dalle Convenzioni internazionali, che rappresenta il baluardo dello Stato di diritto.
Come Assemblea Legislativa abbiamo cercato nel tempo di costruire una risposta strutturale a questa piaga sociale di cui la violenza è solo la punta dell’iceberg, nutrita quotidianamente da discriminazioni, segregazione anche lavorativa e mortificazione delle competenze e della soggettività femminile, che approfondiscono quello che è uno squilibrio di potere nelle relazioni tra uomini e donne. Ci siamo perciò dotati di strumenti legislativi che prevedono la realizzazione di azioni concrete per la parità e contro le discriminazioni di genere; abbiamo approvato numerosi atti d’indirizzo politico e realizzato diversi eventi e iniziative di sensibilizzazione, sempre coinvolgendo la collettività regionale e abbiamo istituito, dal 2011, la Commissione regionale per la parità e i diritti delle persone, unica in Italia con potere legislativo; da ultimo, con il nuovo Piano triennale contro la violenza di genere, abbiamo rafforzato e reso ancora più sistemiche e concrete le azioni di prevenzione.
Tanto stiamo facendo, è vero, ma l’allarme sociale ingenerato anche dai recenti episodi di efferata violenza ci deve indurre a proseguire e a rafforzare ulteriormente la nostra attività di sensibilizzazione, la nostra presenza, la nostra responsabilità istituzionale, perché solo in tal modo potremmo affermarci come “Assemblea dei diritti”, in contrapposizione a quegli atti di violenza inaudita, a quei femminicidi, che dei diritti sono la negazione più indegna.
Per questo, come Presidente dell’Assemblea Legislativa, mi sento di accogliere l’appello del presidente Stefano Bonaccini di svolgere una seduta straordinaria entro il mese di dicembre, che metta al centro la strategia di contrasto alla violenza con il coinvolgimento di tutti i Consigli comunali dell’Emilia-Romagna; un coinvolgimento a cui darà impulso giovedì prossimo, 25 novembre, la riunione incentrata sul nuovo Piano contro la violenza di genere della Conferenza regionale delle elette, ossia uno degli strumenti di condivisione introdotti dalla nostra legge quadro per la parità.
Come Assemblea Legislativa non possiamo che confermare il nostro impegno volto al contrasto ad ogni tipo di violenza contro le donne in quanto lesiva dei diritti umani, della libertà, della dignità e dell’inviolabilità della persona; non possiamo che continuare a sostenere e affermare la soggettività e l’autodeterminazione femminile come elemento di cambiamento della società e di pieno sviluppo della persona umana. Sono parole, queste ultime, mutuate dalla nostra legge regionale n. 6 del 2014, che cristallizzano principi e valori che devono sempre alimentare l’azione di un’Istituzione democratica che voglia definirsi tale.
Vorrei concludere esprimendo, a nome dell’Assemblea legislativa, sincera vicinanza ai familiari delle vittime di femminicidio, a voi vanno i nostri pensieri e il nostro raccoglimento in un minuto di silenzio.

Insediata in regione l’Assemblea delle ragazze e dei ragazzi

Oggi, con la vice presidente Elly Schlein, il direttore dell’Assemblea Leonardo Draghetti e la Garante per i diritti dell’infanzia Clede Maria Garavini abbiamo dato il benvenuto ai 50 nuovi consiglieri e consigliere che faranno parte dell’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze. Con il lavoro nel consiglio regionale i giovani provenienti da tutta l’Emilia-Romagna potranno esprimere pareri e formulare proposte su questioni che li riguardano da vicino, stimolando a loro volta il senso civico e l’importanza della partecipazione nei loro coetanei. Sarà certamente un’importante occasione di crescita e di confronto. Grazie a chi ha reso possibile questa iniziativa e ai tanti giovani che hanno aderito dimostrando senso civico, interesse per la tutela dei diritti delle persone e la cura del territorio.

Il mio intervento di saluto

Buongiorno a tutte e a tutti!

A voi giovani che oggi per la prima volta vi insediate per l’assemblea dei ragazzi e delle ragazze, ai vostri accompagnatori e poi a chi oggi è qui insieme a noi:

  • Leonardo Draghetti, direttore generale dell’assemblea legislativa
  • Elly Schlein, Vice Presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna
  • Clede Garavini, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, a cui l’assemblea dei ragazzi fungerà proprio da supporto.

Io non so se qualcuno di voi è mai stato in questo luogo o comunque ne ha sentito parlare. Magari forse solo i più grandicelli di età.

Io cerco di spiegarvelo nel modo più semplice possibile: l’Assemblea legislativa è l’organo della rappresentanza democratica, quello cioè che rappresenta direttamente i cittadini e il territorio, in questo caso di tutto il territorio regionale, che va da Piacenza fino a Rimini.

E’ composta da 50 consiglieri regionali, eletti alle elezioni regionali che riguardano tutti i cittadini con diritto di voto di tutto il territorio emiliano-romagnolo.

Come suggerisce anche il nome, all’Assemblea spetta in via esclusiva l’esercizio della potestà legislativa nelle materie di competenza regionale: qui si discutono e approvano le leggi, i regolamenti e gli atti della programmazione regionale.

Possiamo definire questo luogo il parlamento regionale, che ha anche funzioni di indirizzo politico e di controllo sull’attività della giunta e dell’amministrazione.

Quella appena descritta è l’attività più importante, ma qui si fanno tante cose e molte altre attività, che non sto qui a elencarvi oggi per intero.

Tra queste vi è l’importante lavoro svolto dal Garante per l’infanzia e l’adolescenza,  che, ci tengo a ricordarlo, è un organo istituzionale autonomo che ha il compito di garantire il rispetto e la piena attuazione dei diritti e degli interessi dei minori presenti sul territorio regionale.

Sono i diritti che la Convenzione delle Nazioni Unite del 20 novembre 1989 riconosce all’infanzia e all’adolescenza. Fra questi: il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; il diritto all’ascolto e alla partecipazione; il diritto a essere protetto da ogni forma di maltrattamento, violenza negligenza e abuso fisico o mentale.

La legge regionale (a proposito di questo organismo) che istituisce questa figura risale al 2005 e ne stabilisce l’indipendenza e il raccordo con analoghi organi a livello nazionale ed internazionale.

Il Garante è eletto dall’Assemblea legislativa e resta in carica per 5 anni.

La Dottoressa Garavini ad esempio è stata eletta nel 2016 e da allora svolge con grande competenza e sensibilità questo importante ruolo.

Per me è anche l’occasione per ringraziarla pubblicamente, in maniera davvero sentita e non di circostanza.

Poi lei vi racconterà meglio di cosa si occupa nello specifico.

 

Tornando alla giornata di oggi … e mi avvio verso la conclusione, perché si è deciso di costituire questa Assemblea?

Perché si intende promuovere e valorizzare la partecipazione di ragazzi e ragazze al dibattito e alla vita pubblica, acquisendo il loro punto di vista su temi che li/le riguardano, direttamente o indirettamente, con l’obiettivo di favorire l’elaborazione e l’attuazione di politiche pubbliche maggiormente rispondenti alle esigenze delle persone di minore età.

L’Assemblea svolgerà funzioni consultive e propositive a supporto delle funzioni e delle attività istituzionali del/la Garante. Potrete ad esempio esprimere opinioni e valutazioni in relazione a tematiche di attualità, provvedimenti in studio o attuati dalla Regione o altre Istituzioni del territorio regionale; potrete formulare proposte di azioni che le Istituzioni potrebbero attuare al fine di contribuire al benessere e alla salvaguardia dei diritti delle persone minori di età; o magari, perché no, proporre e collaborare alla realizzazione di iniziative finalizzate a diffondere la cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

E tanto altro.

Ecco, io credo che questo sia un segnale importante nell’attuazione delle raccomandazioni che il Comitato Onu ha fatto al nostro Paese circa il coinvolgimento dei minori d’età nei processi decisionali e per renderlo effettivo nei processi legislativi relativi a tutte le questioni che li riguardano.

Concludo ringraziandovi per l’interesse che avete mostrato nel partecipare all’avviso pubblico di costituzione dell’Assemblea e auguro a tutti voi buon lavoro!!

Al Quirinale a confronto con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Un pomeriggio emozionante, a confronto con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Insieme ai colleghi Roberto Ciambetti del Veneto e Pier Mauro Zanini del Friuli Venezia Giulia.

È stato importante trasmettergli pensieri, obiettivi e responsabilità che oggi le Assemblee legislative ricoprono nella fase di ripresa e ripartenza del Paese. E soprattutto ringraziarlo! Per quello che rappresenta per il Paese e per quello che ha saputo trasmettere agli italiani, con sobrietà e stile.

E quindi tra i tanti temi, il ruolo delle Assemblee legislative regionali nel garantire la continuità delle attività istituzionali durante l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia; la gestione delle risorse del Pnrr. Il processo di Riforma Istituzionale a partire dall’autonomia differenziata all’interno di una legge quadro. Le Donne e le scelte per la loro valorizzazione. Perché quando si capirà di quanto può crescere il Paese investendo sulle donne, allora in quel momento saremo maturati davvero e recupereremo tanto tempo.

A San Clemente per un incontro con la Sindaca Mirna Cecchini

Oggi ho incontrato la sindaca di San Clemente Mirna Cecchini, con la quale in passato abbiamo collaborato su diverse questioni amministrative che hanno riguardato il suo comune e la regione Emilia-Romagna.
Mirna è stata di fatto la prima sindaca del nostro territorio che si è trovata di fronte ai primi casi di covid-19 nel febbraio dello scorso anno, perché il primo focolaio fu rilevato proprio nel suo comune. La paura fu tanta, l’incertezza pure, ma la sua determinazione e la vicinanza alla sua comunità fu decisiva. Ricordo i suoi costanti aggiornamenti uniti alla forte raccomandazione a prestare attenzione.
I Comuni oggi devono fare i conti con una situazione complessa: da una parte i problemi di finanza pubblica pre-pandemia, dall’altra il tema dei fondi che verranno stanziati dal PNRR. I prossimi mesi saranno particolarmente impegnativi e decisivi per il futuro delle nostre comunità.
Come regione abbiamo il dovere di essere sempre al fianco dei nostri amministratori.

In Valconca ad incontrare gli amministratori di Gemmano, Montegridolfo e Saludecio

Nella splendida Valconca ho incontrato Riziero Santi (con i suoi assessori Serena Fabbri e Manuel Cavalli), Lorenzo Grilli e Dilvo Polidori, rispettivamente sindaci di Gemmano, Montegridolfo e Saludecio.
E’ stata l’occasione per fare il punto sulle questioni relative alle loro comunità e su come la regione può dare una mano nei prossimi anni, anche alla luce delle risorse che arriveranno con il PNRR.
I Sindaci dei piccoli comuni a mio avviso sono veri eroi contemporanei, che portano sulle loro spalle la responsabilità dei bisogni delle loro comunità, spesso con forti limiti relativi alle risorse.
Le loro attese meritano particolare attenzione e ascolto da parte delle istituzioni, a tutti i livelli”
Chi vive fuori dai grandi centri urbani non può essere sottoposto a disagi sul piano dei servizi e della mobilità, che favoriscono a volte lo spopolamento di paesi e borghi, con il manifestarsi di fragilità sociali e ambientali destinate a impoverire l’intero territorio.
La regione c’è, sempre pronta a fare la propria parte.

In visita a Sassofeltrio per incontrare il sindaco e l’amministrazione comunale

Questa mattina ho incontrato il Sindaco del Comune di Sassofeltrio Fabio Medici, insieme alla sua amministrazione.
Dallo scorso maggio, con l’approvazione definitiva da parte del Senato, il Comune di Sassofeltrio (insieme a quello di Montecopiolo) è passato ufficialmente dalle Marche all’Emilia-Romagna e dalla provincia di Pesaro a quella di Rimini, chiudendo un lungo iter procedurale avviato con il referendum del 2007.
Si tratta di un territorio che ha molti elementi in comune con la nostra regione: ci legano fattori culturali e storici, oltre che geografici, naturalistici ed economici, che giustificano il senso di appartenenza dei cittadini alla Romagna.
Nelle prossime settimane ci sarà tanto da lavorare per compiere la transizione definitiva, a cominciare dalla proposta di legge regionale che regolerà il passaggio in regione di entrambi i comuni e dalla quale scaturiranno in seguito i protocolli regionali e provinciali che regoleranno i diversi settori amministrativi.
Lavoreremo insieme l’integrazione della comunità di Sassofeltrio nel nostro territorio provinciale e regionale.