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L’Autonomia e l’identità istituzionale sono stati i temi al centro di un confronto tra Comuni, Province e Regioni in seno all’assemblea nazionale dell’ANCI svoltasi a Rimini. Semplificazione e riforme passano dalla condivisione di un disegno strategico capace di garantire efficienza e qualità dei servizi ai cittadini e competitività ai territori. Autonomia amministrativa, funzionale ed economica sono gli elementi per percorrere la strada giusta volta aprire una nuova pagina del regionalismo nel Paese e rafforzare le autonomie locali.

Anche altre Regioni hanno deciso di intraprendere la strada che per primi come Emilia-Romagna abbiamo battuto, e questo ci conforta sulla bontà della scelta fatta.

Il principio dal quale siamo partiti è quello relativo al fatto che l’unità nazionale non si tocca, l’iniziativa dell’Emilia-Romagna ha avuto il pregio di riaprire il dibattito sul futuro del regionalismo italiano. Di un nuovo regionalismo in cui si vuole superare l’area grigia della concorrenza con una leale collaborazione Stato-Regioni basata su nuovi e chiari accordi, con la necessità di procedere da un lato a una revisione delle modalità e delle forme della legislazione statale nelle materie che vedono il coinvolgimento delle Regioni, dall’altro, a un riordino delle leggi esistenti in queste stesse materie per ricondurre le istituzioni nell’alveo di quei principi che valorizzano le autonomie, pur sempre nella cornice unitaria della Repubblica.

Questa sarà anche l’occasione per realizzare un vero federalismo fiscale, in un quadro di rigorosa garanzia degli equilibri finanziari e di responsabilizzazione delle Regioni e degli enti locali sul lato delle entrate e delle spese. Questa, in altre parole, può essere l’occasione sia per sperimentare un nuovo sistema di finanziamento delle funzioni territoriali, sia per rivedere i principi fondamentali per il coordinamento del sistema tributario.