Il mio intervento

 

Politiche abitative, coesione sociale e welfare

LA COESIONE SOCIALE
Una regione di circa 5.000.000 abitanti di cui circa il 17% sono stranieri
perfettamente integrati, la dice lunga sul livello di civiltà raggiunto dalla nostra realtà. L’attenzione da parte della regione al welfare, alla coesione sociale e le politiche abitative sono il principale motore dei risultati raggiunti.

L’elenco dei nostri interventi è veramente sterminato. Come Assessore al bilancio
ho partecipato a tutti i tavoli sui quali venivano stanziati i fondi per interventi significativi, che hanno cambiato il volto del nostro territorio, ponendolo tra i più virtuosi iEuropa.

Durante la legislatura si è lavorato in una logica di integrazione tra risorse e tra attori impegnati, a vario titolo, sulle politiche abitative. Con le modifiche apportate alla LR 24/2001 “ Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo” si è rafforzato il ruolo dei Comuni, valorizzando il ruolo dei Tavoli territoriali di concertazione delle politiche abitative ed il coordinamento delle politiche sul territorio. Si è inoltre consolidato il ruolo delle ACER come operatore fondamentale nella gestione del patrimonio pubblico residenziale.

Si è lavorato per potenziare il sistema di edilizia residenziale sociale (ERS), con il contributo degli operatori del settore: sia per abbassare i costi di realizzazione degli alloggi sia per qualificare il sistema dei servizi offerti, non più riconducibili solo al fattore “costo. Il tutto, in una logica di rigenerazione urbana e di consumo zero di suolo. La strategia è stata pertanto quella di porsi come regia per coordinare, indirizzare ed efficientare la filiera delle politiche abitative, anche di concerto e in integrazione con le politiche sociali, regionali e locali, tenendo conto delle esigenze degli Enti locali, ma anche delle politiche di rilancio dell’economia.

La revisione della disciplina di accesso all’ERP, realizzata in stretta collaborazione con Comuni, ACER, ANCI e parti sociali, ha consentito di riordinare il sistema di governo del patrimonio pubblico, con l’obiettivo di maggiore equità e di incentivare il turn – over degli utenti. Anche per questo obiettivo, oltre che naturalmente per la necessaria manutenzione del patrimonio pubblico, sono state erogate ai Comuni ed alle ACER risorse per il recupero del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica per oltr e 55 mln, che hanno riguardato circa 4300 alloggi.
Attraverso le risorse dedicate al sostegno alle famiglie sul fronte delle spese per la casa, sono stati inoltre erogati circa 31 mln € per il sostegno alla locazione e il contrasto alla morosità incolpevole, raggiungendo complessivamente oltre 14 mila nuclei familiari in condizioni di disagio abitativo. Nell’ottica di migliorare la qualità abitativa, oltre ad una azione di formazione agli Enti Locali ed ai professionisti, sono state erogate ai Comuni risor se finalizzate all’eliminazione e al superamento delle barriere architettoniche per complessivi 19,6 mln € (risorse statali) e 10,2 mln € (risorse regionali)
Infine, attraverso bandi rivolti agli operatori del settore si è inoltre dato sostegno all’edilizia residenziale sociale, sia in proprietà che in affitto, erogando risorse per l’accesso alla prima casa e per l’attuazione di programmi innovativi sull’housing sociale per complessivi 25 mln €, che hanno raggiunto oltre 725 nuclei famigliari.

Adesso lasciatemi la possibilità di annoiarvi un pochettino (sorriso) con il lungo elenco delle azioni che abbiamo sviluppato in questi anni.

Comincio, ma ne vale. Spero alla fine che rimaniate sorpresi
e soddisfatti.

IL WELFARE
Siamo la Regione che investe di più per il sostegno alla NON AUTO-SUFFICIENZA (spiegare brevemente che cosa s’intende)
L’Emilia-Romagna spende per i propri cittadini non auto-sufficienti quanto spende più o meno lo Stato per l’intero Paese.

Da noi la vita media è aumentata sensibilmente. Forse perché si vive bene, siamo mediamente più felici rispetto agli abitanti di altre regioni (sorriso).
Ma questo aumento dell’aspettativa di vita e i nuclei familiari sempre più piccoli richiedono di fare ulteriori passaggi per tutelare i più deboli.

Abbiamo previsto di aumentare ulteriormente il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza per consolidare e qualificare i servizi esistenti e per svilupparne di nuovi, sempre più personalizzati.
Questo permetterà alle persone con ridotta autonomia di continuare a vivere nelle proprie case nelle migliori condizioni.
Promuoveremo diverse applicazioni d’innovazione sociale attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche, il ricorso alla domotica, la valorizzazione di reti di solidarietà per eliminare l’isolamento e la solitudine.
Vogliamo sostenere con più forza le migliaia di persone, parenti, amici che si prendono cura e assistono anziani e disabili gravi o gravissimi. Lo faremo attivando risorse adeguate e con iniziative avanzate a supporta di coloro che  assistono persone non autosufficienti nei bisogni diversi di cura e sollievo dalle difficoltà.

BARRIERE ARCHITETTONICHE
Torno un attimo sull’eliminazione delle barriere architettoniche. E’ un impegno di grande importanza e sintomo di grande civiltà.  Già dal 2014 si è deciso di istituire uno specifico Fondo regionale con il quale abbiamo realizzato più di 2.300 interventi nel territorio emiliano-romagnolo.
Rimuovere gli ostacoli presenti negli accessi alle abitazioni è una condizione indispensabile per garantire la qualità della vita delle persone perché siano autonome e senza ulteriori impedimenti nel loro vivere quotidiano.
Sono  infatti finanziabili interventi per migliorare l’accessibilità nelle parti comuni degli edifici e nelle case per l’adattamento dei sevizi igienici, di sostituzione di apparecchi sanitari, di allargamento delle porte e di rimozione di gradini. E ancora l’installazione di ascensori e la predisposizione di videocitofoni e sistemi di automazione per porte e cancelli.

La Giunta regionale ha infatti approvato la concessione e ripartizione delle risorse dell’apposito Fondo regionale ai Comuni emiliano-romagnoli che hanno presentato la richiesta e quindi di soddisfare tutte le richieste per il finanziamento di numerosi interventi.

La presenza di scale, gradini o corridoi troppo stretti nelle abitazioni costringono troppo spesso le persone con carrozzine o altri ausili a rinunciare anche ad una semplice passeggiata o a recarsi da qualche parte. Rimuovere questi ostacoli è un dovere, oltre che civile, anche normativo.

Con un recente bando di oltre 2,5 milioni di euro abbiamo ricoperto il fabbisogno regionale 100%, cosa che ci rende particolarmente orgogliosi. Nel dettaglio, dal 2015, come Regione, abbiamo destinato 10 milioni di euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici e nelle abitazioni private e 13 milioni per il programma di miglioramento dell’accessibilità di edifici e alloggi pubblici. Parificare l’accesso ai servizi da parte di tutta la cittadinanza è un passo importante anche per aumentare l’integrazione e l’inclusione sociale delle persone disabili e rendere più semplice la loro routine.

LE CASE POPOLARI
Non possiamo parlare di welfare, coesione sociale, barriere architettoniche senza prendere in considerazione quanto si è fatto per gli alloggi popolari.

Abbiamo stanziato 5 milioni di euro del 2019 (progetti scadono a febbraio) con un bando sull’Housing Sociale per la realizzazione di quasi 130 alloggi destinati a giovani coppie, famiglie numerose o con solo un genitore, anziani, persone con disabilità, tutti con reddito meno basso che non posseggono i requisiti per l’assegnazione della casa popolare e al contempo non possono permettersi l’acquisto di un’abitazione a libero mercato. Appartamenti che saranno costruiti senza consumo di suolo, recuperando immobili esistenti. Con questo piano di Housing Sociale abbiamo voluto sostenere anche un nuovo modello di abitare fatto di alloggi privati e spazi comuni. Progett vinto da Cattolica con Confcooperative rivolto alle giovani coppie.

Ricordo poi brevemente il BONUS AFFITTO. Fino a 6 mensilità in un anno, per un contributo che potrà arrivare a 3mila euro a disposizione delle famiglie residenti in Emilia-Romagna che faticano a pagarlo, vuoi per la perdita di lavoro, un lutto, una grave malattia in famiglia, e un problema che diventa spesso insormontabile.
Un aiuto concreto reso possibile dalla decisione della Giunta regionale di rifinanziare, aumentandolo rispetto al passato, il Fondo sociale per l’affitto, con oltre 36 milioni di euro in tre anni. Di questi, quasi 13 milioni disponibili già per il 2019. Negli ultimi quattro anni, il finanziamento del Fondo era stato possibile solo nel 2017, con 3,7 milioni, limitato però ad alcuni Comuni.
Risorse ingenti per una misura a sostegno dei nuclei in difficoltà economica e che la Regione intende rendere strutturale, da qui lo stanziamento pluriennale.
Grazie al Fondo affitti, i Comuni potranno concedere alle famiglie che stentano a pagare il canone di locazione della casa in cui abitano, un contributo che potrà variare da 2 a 6 mensilità, per un tetto massimo di 3mila euro. Requisiti necessari per ottenere il contributo, risiedere in Emilia-Romagna e dichiarare un reddito Isee compreso tra 3mila e 17mila euro.

Vogliamo costruire le condizioni nelle quali chi si trovi in difficoltà economica, anche nel ceto medio, non debba rinunciare al presente né alla libertà di programmare il proprio futuro, e lo facciamo stanziando risorse straordinarie. E anche in questo caso agiamo insieme ai Comuni, i primi a intercettare nei territori le situazioni di disagio o difficoltà. Il nostro obiettivo è la piena inclusione sociale, perché nessuno debba sentirsi escluso a causa della propria condizione economica. E’ importante, anche per il futuro, non far mai mancare il massimo sostegno a chi attraversa un periodo di difficoltà.

Mi scuso per l’elenco fortunatamente molto corposo, ma voi capite bene che per chi vive e lavora nella nostra regione risultano interventi di grande importanza che non potevo trascurare. E’ giusto che queste cose si sappiano.

Se la nostra regione risulta con le performance migliori in Italia e anche in Europa, lo si deve anche alla sensibilità politica e alle nostre scelte d’inclusione sociale che, visti i risultati, fanno la differenza tra modernità e arretratezza. Tra civiltà e brutture sociali, tra cultura e ignoranza.

Noi vogliamo restare ancorati a questi valori. Vogliamo conservare quanto di buono abbiamo fatto, e rifiutare un
nuovo incerto, privo di idee e contenuti.

In questa campagna ne ho “sentite di ogni”. Persino la promessa della Borgonzoni che, se eletta, istituirà
l’assessorato al turismo. Spero sia una fake, se no verrebbe da chiederle se ha chiaro la regione per la quale si candida
a presidente. Siamo tutto quello che vi ho appena elencato, ma anche la regione con i valori più alti sui flussi turistici. Alla BIT (borsa italiana turismo) con il proprio assessorato al turismo risultiamo tra gli stand più visitati dagli operatori.

Non vorrei pensaste che io stia uscendo dai temi dell’incontro di oggi. Ma proprio lo sviluppo economico eccellente
attuato dai nostri operatori, ci ha permesso anche di riservare risorse nei confronti dei cittadini meno fortunati.

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